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Champions League, il Barcellona non c’è più: eliminato ai gironi dopo 21 anni

Memphis Depay Barcellona

Sconfitti dal Bayern Monaco e superati in classifica dal Benfica, i catalani non disputeranno gli ottavi di finale della Champions League: non accadeva dalla stagione 2000/01

 

Inutile girarci troppo attorno: il vero grande Barcellona, quello che insegnato calcio nelle prime due decadi del XXI secolo, non esiste più.

I primi segnali erano arrivati già dalle ultime due stagioni in cui, salvo qualche lampo, le cose stavano decadendo inesorabilmente. Poi i problemi economici, che hanno costretto il club a svendere. La conferma definitiva della crisi è però arrivata solo quest’estate, quando la società ha dovuto cedere la cosa a cui forse teneva di più: Lionel Messi.

All’epoca, Koeman avvertì subito tutti: “Messi mascherava le debolezze di questa squadra”. E aveva ragione. Eccome.

La sua lungimiranza però non gli è bastata ad evitare l’esonero a novembre. E allora dentro il grande ex, il pupillo del presidente Laporta, Xavi Hernandez. Bandiera ed oggi allenatore del Barcellona, Xavi non può però fare miracoli. O almeno non subito. E così, si arriva a ieri sera. Una delle notti più tragiche nella storia del Barcellona degli ultimi 20 anni. Anzi di più.

Già, perché il Barcellona è stato eliminato dai gironi di Champions League: non accadeva da ben 21 anni.

 

Fallimento totale: Barcellona superato anche dal Benfica

Non avendo vinto la Liga l’anno scorso, i sorteggi per i gironi della Champions League erano già partiti in salita per gli spagnoli. Il Barça sapeva che avrebbe pescato una squadra della prima fascia con cui, difficilmente, avrebbe potuto competere. E infatti, così è stato.

Il Barcellona ha ritrovato ancora una volta il Bayern Monaco, che negli ultimi anni le ha inflitto dolori su dolori. L’urna però non ha proprio voluto aiutare l’allora squadra di Koeman, e come terza formazione le ha regalato il Benfica: poteva andare peggio, ma anche decisamente meglio. Il Barcellona sa già quindi che si giocherà il passaggio del turno proprio con i portoghesi.

L’inizio del girone è però scioccante. Ma per davvero. Un pronti via senza precedenti per i blaugrana.

All’esordio al Camp Nou, i padroni di casa incassano un netto 0-3 dai bavaresi. Fa male, ma ci può stare. Quello che non ci può stare, invece, è l’altrettanto schiacciante 3-0 subito due settimane dopo per mano del Benfica.

Incredibile! Dopo le prime due partite di Champions League, il Barça si ritrova con 0 punti, 6 gol subiti e nessuno segnato. Addirittura, con 0 tiri nello specchio della porta dopo 180 minuti. Zero!

È un’eresia. Il Barcellona, una delle squadre più prolifiche ed offensive della storia del calcio, che non riesce neanche a calciare in porta agli avversari. Fa male solo a pensarci.

Alla terza gara del girone, gli spagnoli sono già chiamati ad un dentro o fuori. Al Camp Nou arriva la Dinamo Kiev, squadra materasso di questo raggruppamento. I padroni di casa dovrebbero vincere facile, se possibile segnando anche parecchi gol. Ma non è esattamente ciò che avviene. Il Barcellona riesce ad avere la meglio solo grazie alle rete di Piqué, un difensore: 1-0 e 3 punti importantissimi, ma così non va.

È quindi la volta del ritorno, e il Barcellona riesce ad avere la meglio sulla Dinamo Kiev anche in Ucraina: 0-1 targato Ansu Fati.

I catalani arrivano così alla partita più importante del girone con 6 punti in 4 partite, mentre il Benfica è fermo a 4. Con una vittoria in casa contro i portoghesi, chiuderebbe il discorso qualificazione con una giornata d’anticipo. Ma il Barça non è abbastanza forte da imporsi. Fare gol è diventato come scalare una montagna per i calciatori blaugrana, e così davanti ai propri tifosi contro i portoghesi finisce 0-0.

Il Barcellona rimane quindi davanti in classifica, ma c’è un problema. Grosso come una casa.

All’ultima giornata, il Barcellona (a +2 sugli avversari) va a far visita al Bayern Monaco all’Allianz Arena, mentre il Benfica ospita la Dinamo Kiev già eliminata. Se i portoghesi fanno il loro lavoro, i catalani sono costretti a battere i bavaresi in Germania. Impresa impossibile!

E infatti, il Benfica si libera già nel primo tempo degli ucraini, ma il Barcellona viene letteralmente preso a pallate dai campioni di Germania, nonostante questi siano già certi del primo posto. 3-0 per i tedeschi, che si divertono e fanno venire il mal di testa alla squadra che nel frattempo è diventata di proprietà di Xavi. Muller, Sané e Musiala scherzano con i difensori avversari, che non possono far altro che corrergli dietro nella speranza che questi si fermino da soli: i ragazzi di Nagelsmann sono semplicemente più veloci, più bravi, più forti.

Il Barcellona quindi perde. E soccombe. Scavalcato in classifica dal Benfica, i catalani scenderanno in Europa League, dove disputeranno uno spareggio per accedere agli ottavi di finale.

 

Barcellona in Europa League: precedenti e curiosità

Per storia e blasone, il Barcellona deve stare fra i grandi. In teoria.

Il calcio però non perdona. La Champions League non perdona. E mister Xavi lo sa benissimo: “Il Bayern Monaco ci ha surclassati. In questo momento non possiamo battere il Benfica. È dura ma dobbiamo accettarlo”, ha detto il mister nel postpartita.

Verissimo.

Terzi classificati, i catalani scendono quindi in Europa League. Si giocheranno uno spareggio con una squadra 2^ classificata nel proprio girone e, dovessero vincere, ripartiranno dagli ottavi della stessa competizione.

Il Barcellona non usciva ai gironi della Champions League da ben 21 anni. Era la stagione 2000/01, e i catalani avevano già una squadra di tutto rispetto: da De Boer a Puyol, da Guardiola a Cocu, da Luis Enrique a Litmanen, da Rivaldo a Overmars, da Simao a Kluivert. Fra questi c’era anche proprio Xavi Hernandez, attuale tecnico, alla sua terza stagione con la maglia della prima squadra.

Nonostante ciò, gli spagnoli non riuscirono neanche a passare il girone H, preceduti da Milan e Leeds. Scesero così nell’allora Coppa Uefa, dove fecero un percorso del tutto diverso ripartendo dai sedicesimi di finale. Qui la squadra superò in doppie sfide ad eliminazione diretta il Bruges, l’AEK Atene e il Celta Vigo. Il Barça si fermò però alla semifinale contro il Liverpool di Steven Gerrard e Michael Owen, che poi vinse la coppa.

Ma quello era un altro Barcellona, uscito anzitempo dalla coppa dalle grandi orecchie per eccesso di superficialità: nulla a che vedere con la squadra di oggi. La stagione seguente infatti arrivò addirittura fino alla semifinale di Champions League, anche stavolta eliminato dalla squadra che avrebbe poi vinto il trofeo finale – il Real Madrid dei Galacticos.

C’è però stata un’annata, leggermente più recente, in cui gli spagnoli sono riusciti a fare peggio, non passando mai neanche per i gironi di Champions League.

Si tratta della stagione 2003/04, cioè di 17 anni fa. Dopo il 6^ posto in Liga dell’anno precedente, infatti, i catalani non possono disputare la Champions, ma devono entrare direttamente in Coppa Uefa. E in rosa, oltre a tanti dei suddetti, c’erano già nomi del calibro di Iniesta e Ronaldinho.

Qui, al primo turno si liberano facilmente dell’FK Matador Puchov – dopo il clamoroso 1-1 in casa, il Barça ne segna addirittura 8 in Slovacchia. Poi è la volta dei greci del Panionios e quindi del Brondby ai sedicesimi di finale. Agli ottavi i blaugrana trovano però il Celtic, e vanno completamente fuori giri: dopo la sconfitta per 1-0 in Scozia, non riescono a rimontare al ritorno e si fermano sullo 0-0. Barcellona eliminato agli ottavi di finale di Coppa Uefa!

Quelle però furono solo le difficoltà iniziali. Di lì a poco, infatti, prima con Rijkaard in panchina e poi con l’arrivo di Pep Guardiola, sarebbe nato il vero grande Barcellona. Quella squadra ricca di talento che ha illuminato il panorama calcistico mondiale per oltre 15 anni. Fino a ieri sera. Fino all’8 dicembre 2021, giorno in cui il Barcellona è uscito ai gironi della Champions League e dovrà ripartire dall’Europa League.

Ora serve tempo, lavoro, cuore e passione. Passerà forse qualche anno prima di rivedere il Barcellona sul tetto d’Europa, ma è anche giusto così. Il calcio è fatto di cicli: vittorie, fallimenti, rivoluzioni, rinascite. E di nuovo vittorie.


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