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Serie A, stretta anticovid: le regole per andare allo stadio

Stadio Parco dei principi calcio d'angolo

Con l'aumentare dei casi di covid dovuti alla nuova variante Omicron, sono cambiate anche le disposizioni e le regole per entrare negli stadi di Serie A: tutto quello che c'è da sapere

Siamo ormai giunti al terzo anno calcistico segnato dalla pandemia di coronavirus che ha colpito il mondo intero. Come tutti i settori anche quello calcistico è stato colpito pesantemente dalla pandemia. Tra le perdite maggiori registrate, ingenti anche quelle arrivate dalla mancata apertura iniziale degli stadi e dalla capienza ridotta che si è avuta nelle ultime due annate. Nel corso delle ultime stagioni sono infatti cambiate più volte le disposizioni, le regole e le modalità di accesso agli impianti sportivi, quindi anche agli stadi di calcio. Se inizialmente non era consentito l'accesso al pubblico, pian piano con il diminuire dei contagi e dei casi si è assistito ad un aumento graduale delle persone all'interno degli stadi di Serie A e non solo. Adesso però, con la nuova variante Omicron che si sta diffondendo molto velocemente in tutta Europa, dunque anche in Italia, sono state modificate nuovamente le regole e le disposizioni per quanto riguarda le modalità di accesso agli stadi, che rimarranno però comunque aperti al pubblico. Tutto quello che c'è da sapere sulle modalità di accesso agli stadi in vista del girone di ritorno di Serie A.

Serie A, le nuove regole per entrare allo stadio

La prima cosa che è cambiata rispetto a quelle che erano le previsioni riguarda la capienza massima consentita. Non si passerà infatti al 100% della capienza come era stato precedentemente ipotizzato anzi, il nuovo anno ed il girone di ritorno inizieranno con un massimo del 50% di capienza all'interno dello stadio. Dopo aver inizialmente scongiurato la riduzione, il picco di casi registrati in questo fine 2021 ha fatto invertire la rotta ed anche la decisione. Oltre ad essere in possesso del super green pass (ovvero quello ottenuto se si è completato il ciclo vaccinale o si è guariti dal covid), i partecipanti all'evento sportivo dovranno indossare e tenere indossata per tutta la durata dell'evento la mascherina FFP2, non sarà più accettata la mascherina chirurgica in quanto non offre la protezione adeguata. Non sarà più possibile quindi, per i non vaccinati, entrare allo stadio effettuando il tampone poco prima dell'evento in questione. All'interno degli stadi sarà però possibile consumare cibi o bevande, a differenza del girone di andata che prevedeva questa possibilità all'interno degli impianti sportivi in generale, adesso questa possibilità è venuta meno per gli impianti sportivi al chiuso (come i palazzetti), non compresi dunque gli stadi, all'interno dei quali sarà ancora possibile consumare cibo e bevande. Non è passata, invece, la proposta circa l'obbligo per i partecipanti ad eventi sportivi dal vivo di presentare all'ingresso degli stadi un tampone negativo anche per coloro che ancora non hanno ricevuto la terza dose di vaccino.

La conferma è arrivata direttamente dal sottosegretario allo sport Valentina Vezzali, che ne ha parlato ai microfoni dell'Ansa: “Sono soddisfatta della proposta, da me caldeggiata, discussa dalla cabina di regia di stamattina di adottare l'obbligo di indossare la mascherina FFP2 per assistere agli eventi sportivi“. L'ex sportiva ha poi continuato esortando le proprietà delle squadre a collaborare per cercare di limitare il più possibile la diffusione del virus: “In attesa delle decisioni del Consiglio dei Ministri mi rivolgo alle società sportive e agli organizzatori degli eventi affinché vengano intensificati i controlli per contrastare il propagarsi del contagio e scongiurare eventuali e conseguenti misure di restrizione“. Per quanto riguarda una delle ultime eventualità che erano sorte circa l'obbligo di tampone per gli spettatori degli eventi sportivi, la Vezzali ha commentato così: “Non lo escludo. Tamponi obbligatori per andare allo stadio? Non escludo questa misura, se verrà fatta sarà solo per tutelare la salute dei cittadini che è la cosa primaria per il governo“. Come detto sopra però il Consiglio dei Ministri non ha approvato quest'ultima eventualità e dunque non sarà necessario esibire il tampone negativo all'ingresso degli stadi.

Qualche variazione c'è stata anche per quanto riguarda super green pass e vaccino. La più importante per quanto riguarda il super green pass è che la sua validità passerà da nove mesi a sei mesi, però a partire dall'1 di febbraio. Il motivo per il quale come data è stata scelta questa è per dare il tempo, alle persone che hanno già fatto la seconda dose ma devono ancora fare la terza, di prenotare il richiamo o appunto la terza dose ed avere il tempo materiale di farlo prima che la norma entri in vigore. Inoltre, il tempo per la somministrazione della terza dose, inizialmente di cinque mesi, scende a quattro. Fino al 31 gennaio il resto delle regole rimarranno invariate, quindi solo chi è in possesso del green pass rafforzato potrà consumare al bancone nei bar o all'interno dei locali o dei ristoranti. Sono inoltre vietati gli eventi o le feste che potrebbero generare assembramenti, anche all'aperto.

Tra le nuove cose introdotte dopo l'ultimo Consiglio dei Ministri anche delle restrizioni per chi arriva dall'estero. Rimane obbligatorio il tampone per chi arriva da fuori Italia, anche se vaccinato. Verranno effettuati dei tamponi a campione al momento dell'ingresso in Italia dall'estero. Se un tampone dovesse risultare positivo si procederà con un isolamento fiduciario di dieci giorni. Chi non ha a disposizione nessun alloggio dove trascorrere questi dieci giorni di isolamento fiduciario, verrà messo in un Covid Hotel. Quindi per chi viene ad assistere a degli eventi sportivi dal vivo in Italia da fuori le regole sono un po' più restrittive.


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