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5 Milan-Juventus che hanno fatto la storia

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Quella tra Milan e Juventus è una delle sfide più affascinanti della Serie A, tra le tante volte in cui le due squadre si sono scontrate alcune sono rimaste nella storia: scopriamo le cinque più significative

“Per i tifosi di pallone il calcio è più di uno sport, lo vivono in maniera più intensa, sembra più una religione”

In questa storica frase del leggendario cestista Kobe Bryant si può capire come, agli occhi di chi questo sport non lo segue, può apparire un tifoso di calcio. Può sembrare un'esagerazione, ma non lo è. Ci sono alcune sfide che, più di altre, sono infatti in grado di suscitare forti emozioni. Delle volte per l'importanza della partita, altre perché si tratta di stracittadine, ma le partite più belle di tutte in assoluto sono quelle che queste emozioni le susciterebbero anche per una semplice amichevole estiva. Partite seguite non solo dai tifosi delle squadre in questione, ma da tutti i veri appassionati di questo sport. Da chi – come dice Kobe – questo sport lo vive più come una religione.

Alcune di queste partite riguardano anche il campionato italiano e, oltre a fermare il tempo nelle due città coinvolte, sono in grado di tenere incollati allo schermo milioni di telespettatori, sia in Italia che nel resto d'Europa e del mondo. Una di queste sfide è in programma per la giornata numero 23 del campionato di Serie A 2021/22: si tratta di Milan-Juventus. Partita che, storicamente, ha scritto più di qualche pezzo di storia del calcio italiano. Vediamo insieme quali sono stati i cinque Milan-Juve più significativi di sempre.

Juventus-Milan: 1-7 (5 febbraio 1950)

Partiamo molto lontano, da una goleada di ben 72 anni fa. Era il 5 febbraio del 1950, non era passato nemmeno un anno dalla tragedia di Superga che aveva cancellato dalla faccia della terra una delle migliori squadre che il campionato italiano abbia mai visto: il Grande Torino. Dalle ceneri dei granata a rinascere come una fenice era stata però l'altra squadra di Torino, la Juventus. Dopo anni fatti di difficoltà, i bianconeri stanno dominando il campionato 1949/50 e si trovano al comando della classifica. Al Comunale di Torino arriva però un Milan in grande forma, secondo in classifica ed in piena rimonta proprio sui bianconeri, avendo dimezzato il gap dalla vetta nel nuovo anno, passando da sei punti di distacco ad appena tre, proprio prima dello scontro diretto di Torino.

I dirigenti della Juventus, che aveva subito un calo nelle ultime giornate, decidono di mandare la squadra in ritiro a Rapallo, dove la temperatura è tutto tranne che fredda. Di rientro a Torino i bianconeri trovano però il gelo ad attenderli. Dettaglio, con il senno di poi, rilevante e forse anche decisivo. I bianconeri si presentano al big match con l'undici guidato da un giovanissimo Boniperti. Il Milan risponde con il tridente pesante formato da Gren, Nordhal e Liedholm. Tridente svedese meglio conosciuto con l'acronimo di “Gre-No-Li“.

La partita, come da pronostico, vede la Juventus passare in vantaggio dopo appena 13′ di gioco con Hansen, su assist di Praest. Il gol bianconero sembra però la scintilla che fa svegliare il Milan. Appena due giri di lancette dopo i rossoneri pareggiano con Nordhal. Al 23′ Gren sigla il vantaggio. Poi succede l'impensabile. All'improvviso i milanesi sembrano indomabili. Altri due minuti ed altri due gol: al 24′ tocca a Liedholm ed al 25′ ancora a Nordhal. I 50mila presenti allo stadio sono sbalorditi. I calciatori della Juve iniziano ad innervosirsi e rimangono in dieci per l'espulsione di Parola. Per il Milan è un invito a nozze. Contro un avversario confuso ed in inferiorità numerica, i rossoneri dilagano. Nel secondo tempo arrivano infatti altri tre gol, firmati Nordhal, Burini e Candiani. Per un totale di 1-7. Tragico per i bianconeri, che si vedono agganciare in vetta alla classifica proprio dal Milan. Alla fine lo scudetto lo vinse però comunque la Juventus.

Milan-Juventus: 3-2 dcr (28 maggio 2003)

Quando si parla di Milan-Juventus però, c'è una partita che ne ha scritto la storia più di altre. Vuoi per l'importanza, vuoi per i calciatori presenti in campo, il Milan-Juventus del 28 maggio del 2003 è quello più importante mai giocato. Al termine di una stagione avvincente, Milan (vincitore della Coppa Italia) e Juventus (vincitrice della Serie A) si trovano di fronte nel match più importante della stagione: la finale di Champions League.

Annata incredibile per le italiane. Partite in quattro: Milan, Juventus, Inter e Roma; in semifinale – persi i giallorossi – sono ancora in tre. A sfidarsi nelle due semifinali sono Milan ed Inter da una parte e Juventus e Real Madrid dall'altra. Dopo aver perso la gara di andata per 2-1, per i bianconeri è decisiva quella di ritorno, dove grazie al 3-1 conquistano la finale. Più equilibrato invece il derby della Madonnina, con due pareggi che vedono avanzare il Milan grazie alla regola dei gol fuori casa. In finale sarà dunque Milan-Juventus. Prima (e finora anche ultima!) finale tutta italiana. Per il calcio italiano è già una vittoria. C'è però ancora la finale da giocare.

Si gioca all'Old Trafford di Manchester. L'atmosfera è bollente. In campo ci sono alcuni dei più grandi calciatori di sempre. Come da aspettative la gara è molto equilibrata. Dopo i 90′ regolamentari le squadre sono ancora inchiodate sullo 0-0, nonostante le diverse occasioni da una parte e dall'altra. Si va dunque ai tempi supplementari. Anche qui, però, nessuna delle due formazioni riesce ad abbattere il muro avversario. Sarà la lotteria dei calci di rigore a decretare la vincitrice. La pressione per i calciatori è quasi insostenibile. La posta in palio è altissima. La conferma arriva dopo il primo calcio di rigore, con Trezeguet che si fa ipnotizzare da Dida. Il Milan passa in vantaggio con Serginho, ma sbaglia i successivi due rigori e si fa pareggiare. Dopo tre tiri dagli undici metri le squadre sono ancora ferme sull'1-1. Montero sbaglia, Nesta no. Il quinto, visti i rigoristi, diventa quindi quasi una formalità. Del Piero infatti non sbaglia, ma nemmeno Shevchenko, che spiazza Buffon e regala la coppa al Milan.

Milan-Juventus: 0-1 (8 maggio 2005)

Se alcune partite sono rimaste nella storia per il risultato ed altre invece per la posta in palio, qualche volta è anche un gesto tecnico a suggellare una match nella memoria di tutti. Ed è proprio questo il caso del Milan-Juventus dell'8 maggio 2005. Si è anche vero che, in fin dei conti, quello di Trezeguet si rivelò il gol scudetto per i bianconeri. La partita è però ricordata più per il gesto tecnico di Del Piero che per altro.

Le due squadre arrivano alla sedicesima giornata appaiate in testa a 76 punti. Si gioca a San Siro. Chi vince prende la vetta ed ipoteca lo Scudetto. I rossoneri di Ancelotti si affidano alla qualità di Pirlo e Kakà ed alla freddezza di Shevchenko. La Juventus confida nella coppia formata da Del Piedo e Trezeguet, con Nedved a supporto. Ed è proprio la coppia bianconera che si rende protagonista alla mezz'ora di gioco. Il numero 10 salta un difensore del Milan e prova a mettere la palla in mezzo, il suo cross viene intercettato e si impenna, pinturicchio non ci pensa due volte e crossa in rovesciata; la palla arriva perfetta in area per Trezeguet, lasciato tutto solo dalla difesa rossonera, che di testa batte Dida. La Juventus sbanca San Siro e completa il sorpasso, mettendo una grossa ipoteca sullo scudetto.

Juventus-Milan: 2-0 (2 ottobre 2011)

Finora abbiamo visto gare che hanno fatto la storia perché la posta in palio era alta, come anche in occasione del gesto tecnico di Del Piero. Quella del 2 ottobre 2011 è invece importante per un altro motivo, perché ha sancito il definitivo ritorno della Juventus tra le squadre in lotta per lo scudetto. Dopo la Serie B ed alcuni anni molto negativi al ritorno nel massimo campionato, con l'approdo di Antonio Conte in panchina la stagione 2011/12 non sembrava essere iniziata diversamente per la Juventus, che nelle prime cinque partite aveva trovato due vittorie e tre pareggi, contro squadre non proprio irresistibili.

Il primo vero test per i ragazzi di Conte arriva alla sesta giornata di campionato, quando allo Juventus Stadium arrivano i campioni d'Italia in carica del Milan. I bianconeri, contro le aspettative, dominano il match e si impongono per 2-0 grazie ad una doppietta di Marchisio. Avendo preso anche una traversa dal limite con Vucinic e dopo un miracolo di Abbiati su Bonucci. Quella gara può essere considerata un po' come il vero inizio della cavalcata fatta di nove scudetti consecutivi.

Milan-Juventus: 1-1 (25 febbraio 2012)

Chiudiamo con un match che è passato alla storia più per le polemiche che ha suscitato che per il risultato maturato in campo. Il Milan-Juventus del 25 febbraio 2012. Il Milan-Juventus del gol fantasma di Sulley Muntari. Siamo nella stessa stagione del match raccontato sopra. Juventus e Milan si stanno giocando lo scudetto e si trovano appaiate in vetta a 50 punti, dopo 24 giornate di campionato. Il Milan vuole vendicarsi dopo la batosta dell'andata, la Juventus vuole il bis per cominciare a credere un po' più seriamente nel sogno scudetto.

I rossoneri, spinti anche dal pubblico di casa, vanno in vantaggio nel primo tempo con il solito Antonio Nocerino, che segna complice una deviazione della difesa bianconera. La squadra di Allegri non si accontenta e continua a pressare, trovando pochi minuti dopo uno dei gol fantasma più famosi di sempre, se non il più famoso di sempre. Calcio d'angolo per il Milan, dalla bandierina si presenta Robinho che tocca corto per Emanuelson, l'olandese fa partire il cross; cross che arriva in mezzo e viene respinto da Vidal sulla testa di Mexes, che – tutto solo – colpisce a botta sicura trovando il miracolo di Buffon sulla linea, la respinta del portiere bianconero termina però addosso a Muntari, che di testa da due passi la mette dentro. L'azione però continua, con Buffon che rimette in gioco il pallone e l'arbitro non si accorge che il pallone è entrato, non concedendo il gol ai rossoneri. Alla fine la Juventus la pareggia allo scadere con Matri, con il match di San Siro che termina in pareggio. Il resto è storia. Dalle polemiche iniziate nel post partita, tra le quali la più iconica quella di Galliani che cerca di far vedere il gol di Muntari dal telefonino, alla vittoria dello scudetto da imbattuta da parte della Juventus.


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