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Juventus e Italia, c’è un nuovo regista in città: l’esplosione definitiva di Locatelli

Manuel Locatelli Nazionale Italia

Dopo esser arrivato sul tetto d’Europa con la nazionale italiana, il classe 1998 si è preso le chiavi anche del centrocampo bianconero

 

La nascita al Milan, l’esplosione al Sassuolo

Che questo ragazzo avesse dentro di sé qualcosa di diverso, probabilmente era già chiaro da quella sera del 22 ottobre 2016, quando a 10 minuti dalla fine di una partita che stava volgendo al termine a reti inviolate, scaraventò un pauroso destro sotto l’incrocio dei pali. Era la prima vera stagione da titolare nel “suo” Milan, l’avversario era proprio la Juventus e il palcoscenico dei migliori: San Siro con quasi 80.000 spettatori.

Inizia così la carriera fra i grandi di Manuel Locatelli, con un gol decisivo ai Campioni d’Italia. Da lì in poi la crescita in maglia rossonera sotto la guida prima di Brocchi – che lo fa esordire nell’aprile 2016 – e poi di Montella.

Nell’estate del 2018, però, il classe 1998 fa una scelta che cambierà per sempre la sua vita: dopo 63 presenze – condite da 2 gol e 1 assist – dice addio al Milan, quella squadra che lo ha cresciuto e che dalla Primavera lo ha fatto esordire in Serie A. La decisione è sofferta, ma logica: il ragazzo ha bisogno di giocare, e in quel momento il Diavolo non può garantirgli lo spazio che meriterebbe.

Locatelli è deluso dalla poca considerazione che il Milan ha di lui. E sceglie Sassuolo, una piazza decisamente più piccola e tranquilla dove poter lavorare e crescere come si deve. Ma ancora non ha idea di che cosa accadrà in Emilia; sarà proprio qui che, con la maglia neroverde addosso, il suo destino inizierà a compiersi.

La sua fortuna ha infatti un nome e un cognome ben precisi: Roberto De Zerbi.

Arrivato a Sassuolo il ragazzo ha davanti un giocatore molto più esperto di lui come Magnanelli, capitano e bandiera neroverde. Qui però il mister lo allena come si deve, impostandolo fin da subito come regista sostituto del numero 4 titolare.

Ecco che comincia a giocare con relativa continuità, soprattutto nel girone di ritorno. Al termine della stagione 2018/19, saranno ben 29 le presenze per lui, di cui 21 da titolare. A queste sono da aggiungere 2 reti e 4 assist, per un ragazzo che dimostra di saper dare del “tu” al pallone.

Fin dai suoi primi anni fra i grandi, Locatelli fa vedere la sua tecnica e la sua visione di gioco: De Zerbi se ne accorge subito, e lo mette al centro del suo gioco e del suo progetto. Il ragazzo è chiamato a posizionarsi spesso tra i due difensori centrali, per far partire la manovra da dietro con qualità; le due mezzali al suo fianco corrono per lui, ma le chiavi del centrocampo neroverde sono ormai nella sua tasca.

Lanci lunghi, tocchi di prima, passaggi filtranti: Manuel Locatelli è uno spettacolo per gli occhi. È sicuramente ancora molto giovane perché nel 2019 a Sassuolo ha appena fatto 21 anni ma, come si dice in questi casi, mostra già la stoffa del campione.

Ma questo è solo l’inizio. Il ragazzo infatti tappa la bocca a tutti nelle due stagioni successive, collezionando 33 e 34 presenze in campionato. E’ diventato praticamente una macchina: sempre lì, nel cuore del campo, senza sbagliare mai.

L’ex Milan disputa quindi 3 stagioni fantastiche con la maglia del Sassuolo, in cui totalizza – fra Serie A e Coppa Italia – 99 presenze, 7 gol e 11 assist.

 

Gli Europei con l’Italia, la conferma con la Juventus

E quindi, inevitabilmente, di lui se ne accorge anche il ct Roberto Mancini, che lo convoca per la prima volta in Nazionale nel settembre 2020.

Il suo esordio non è come quello di tanti. Non è un’amichevole, ma una gara decisiva per la fascia A di Nations League. Di fronte non c’è San Marino, ma l’Olanda. Non si gioca all’Olimpico di Roma, ma all’Amsterdam Arena. I minuti da giocare non sono 10, ma 80.

Già, perché senza Verratti il ct sceglie proprio lui, il “cervello” del Sassuolo – scelta che si ripeterà più recentemente e, come tutti sappiamo, con ottimi risultati.

Il ragazzo gioca quindi con grandissima personalità la sua prima partita con la Nazionale maggiore, contribuendo alla fantastica vittoria azzurra per 0-1.

Sì, ormai non ci sono più dubbi: Locatelli è esploso, e merita di giocare insieme ai giocatori migliori del mondo. E Mancini lo sa bene.

Da lì in poi, infatti, complici anche gli infortuni di altri suoi compagni, il classe 1998 non lascerà più il gruppo della Nazionale. Locatelli gioca, da titolare o subentrando dalla panchina, in tutte le partite dell’Italia dall’autunno del 2020: gare di Nations League, amichevoli e qualificazioni ai Mondiali.

Poi la stagione 2020/21 finisce, lui sa che è arrivato il momento di cambiare nuovamente club. La Juventus è forte su di lui da tempo, e il Sassuolo non può più far nulla per trattenerlo. Ma prima, Manuel Locatelli deve rispondere ad un’altra chiamata. Ad oggi, quella più importante della sua vita. Il ragazzo infatti, nell’estate del 2021, ha un appuntamento con la storia.

Il classe 1998 fa infatti ovviamente parte della spedizione che disputa i Campionati Europei itineranti nell’estate del 2021. E pensare che, se tutto fosse andato secondo i piani, Locatelli non ci sarebbe neppure stato nella competizione. Ma il calcio è questo, si sa.

Con Verratti fuori per infortunio, Mancini sceglie ancora lui per completare il magico terzetto di centrocampo insieme a Jorginho e Barella: la scelta è a dir poco vincente e azzeccata.

Il numero 5 è titolare nelle prime due partite all’Olimpico vinte entrambe per 3-0, rispettivamente contro Turchia e Svizzera. Nella prima gioca bene, nella seconda meglio. Contro gli svizzeri, infatti, i primi due gol portano incredibilmente la sua firma. Lui, che aveva appena una decina di presenze con la Nazionale maggiore. Lui, che aveva segnato un solo gol durante le qualificazioni mondiali. Alla seconda partita della sua carriera in un torneo così importante, ecco che timbra due volte il cartellino: prima appoggiando in rete da due passi dopo aver eseguito un meraviglioso lancio mancino ed aver seguito il gioco in area, poi con un micidiale tiro dal limite – sempre col piede sinistro – che si insacca all’angolino basso.

In estasi, ormai non si può più nascondere: Locatelli è definitivamente esploso!

Dalla terza partita del girone in poi torna Verratti, e il ct decide di far tirare un po’ il fiato anche al classe 1998. Da lì in poi, con tutti i centrocampisti a disposizione, Locatelli diventa la prima alternativa partendo dalla panchina, ma ci sta.

Gioca quasi un’ora – di cui tutti i tempi supplementari – contro l’Austria, rimane fuori nei 90 minuti con il Belgio e poi torna in campo nella semifinale contro la Spagna e in finale contro l’Inghilterra. E pazienza se contro gli spagnoli, nella serie dei calci di rigore non è riuscito a segnare: la crescita passa anche dagli errori e dalle delusioni. Contro gli inglesi poi ha deciso di passare la mano a chi era più pronto di lui a livello mentale, ma va bene così, perché Locatelli è il presente e il futuro della nostra amata Italia.

Manco a dirlo, la vittoria degli Europei è stata l’ennesima conferma: Manuel Locatelli è pronto per una grande squadra. E quella è la Juventus, che lo ha corteggiato per mesi anticipando tutte le altre e prevedendo cosa sarebbe potuto succedere con la Nazionale.

Il ragazzo arriva quindi a Torino nell’agosto 2021 con grande voglia ed entusiasmo. E subito dimostra che la Juventus ha fatto bene a puntar su di lui.

In mezzo a giocatori che vestono già da anni la maglia della Juventus, ragazzi che sanno cosa vuol dire vincere e calcare palcoscenici davvero importanti, Allegri consegna a lui le chiavi del centrocampo bianconero. Che si giochi a 2 o a 3 poco importa: il titolare in mezzo sembra esser proprio Manuel Locatelli, poi si pensa ai compagni che dovranno giocargli affianco.

Nei suoi primi 6 mesi alla Vecchia Signora, il classe 1998 ha già registrato fra tutte le competizioni – tra cui si conta anche l’esordio in Champions League 27 presenze, 3 gol (tutti decisivi per le vittorie contro Sampdoria, Torino e Fiorentina) e 2 assist.

Qualità, personalità, visione di gioco, intelligenza tattica, grinta: il nuovo numero 27 della Juventus è questo e tanto altro. Al di là di come terminerà la stagione, mister Allegri se lo gode eccome. E Mancini pure.


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