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Lukaku e gli altri, le esclusioni più discusse di sempre

Romelu Lukaku Chelsea

Quella di Romelu Lukaku da parte del Chelsea è solo l'ultima delle esclusioni pesanti degli ultimi anni: da Bonucci a Balotelli, quando la condotta fa la differenza

Stanno facendo (tanto) scalpore le dichiarazioni rilasciate da Romelu Lukaku in esclusiva ai microfoni di Sky Sport negli scorsi giorni. Talmente tanto scalpore che l'attaccante belga è anche stato punito dal tecnico del Chelsea, Thomas Tuchel, con l'esclusione dai convocati per il big match dei blues contro il Liverpool. Ma quella dell'ex attaccante dell'Inter è solamente l'ultima, in ordine di tempo, delle esclusioni più celebri e pesanti della storia. Indimenticabile, ad esempio, anche quella di Leonardo Bonucci nella partita di Champions League della Juventus contro il Porto, con il difensore bianconero in tribuna su uno sgabello accanto alla dirigenza. Le esclusioni di calciatori a causa di comportamenti poco consoni più iconiche di sempre, in ordine di tempo.

Manchester City: Mario Balotelli ed i fuochi d'artificio

Mario Balotelli è sicuramente uno dei protagonisti assoluti quando si parla di storie di esclusione a causa di condotte poco professionali. Nelle varie esperienze avute in carriera super Mario è stato infatti diverse volte escluso a causa di comportamenti non proprio consoni ad uno sportivo professionista. La maggior parte delle esclusioni di Balotelli sono arrivate a causa di festini. Di queste la più celebre forse quella quando militava al Manchester City e fu escluso dalla partita di Champions League contro il Real Madrid perché nel week-end precedente aveva partecipato ad un festino dopo un brutto pareggio in Premier League dei citizens per 1-1 in casa dello Stoke City. In quel caso a Balotelli fu anche intimato di smettere di fumare, comportamento che avrebbe influito sulla decisione di escluderlo dai convocati.

Esclusione dai convocati arrivata anche quando, 12 ore prima del fischio d'inizio della partita contro il Tottenham valida per la Premier League, sempre quando vestiva ancora la maglia del Manchester City, Balotelli fu avvistato all'ingresso di un noto locale (il Panacea Restaurant and Bar). “Mario è arrivato al Panacea con molti amici e di certo il suo abbigliamento non è passato inosservato. Siamo tutti rimasti colpiti dal fatto che facesse festa a così poche ore dalla partita, a prescindere che avrebbe giocato o meno“. Queste le parole di uno dei testimoni. Quella fu l'ultima bravata di super Mario. Dopo quell'esclusione il rapporto tra le parti si incrinò definitivamente e Balotelli salutò il Manchester City per fare ritorno in Italia, al Milan, sua squadra del cuore.

La balotellata più celebre di tutte resta però quella dell'ottobre 2011, sempre quando vestiva la maglia del Manchester City. Insieme a quattro amici l'ex Inter ebbe infatti la brillante idea di accendere dei fuochi d'artificio e di farli partire dalla finestra del bagno della sua abitazione. Risultato? Una tovaglia prese fuoco e l'abitazione fu colpita da un incendio. Il tutto quando era quasi giunta l'una di notte, con i pompieri che rimasero in azione fino quasi alle tre del mattino. Nel trambusto Balotelli corse anche dentro la casa in fiamme per recuperare dei soldi ed una valigia per andare a trascorrere la notte in un hotel. L'indomani si presentò come se nulla fosse successo all'allenamento. In quell'occasione per lui nessuna esclusione dei convocati, probabilmente perché si trattava della prima volta, ma di sicuro una bella tirata di orecchie da parte di mister Roberto Mancini.

Juventus: Leonardo Bonucci e lo sgabello

L'esclusione più celebre di tutte delle ultime stagioni è però senza ombra di dubbio quella di Leonardo Bonucci. Il difensore bianconero si rese infatti protagonista di un acceso battibecco con il tecnico Massimiliano Allegri dopo la partita tra la Juventus ed il Palermo. I toni furono talmente forti che portarono il tecnico livornese a prendere la decisione di escludere Bonucci dalla trasferta successiva, quella di Oporto che vedeva la Juventus impegnata nella gara valida per gli ottavi di finale di Champions League contro il Porto. Celebre l'immagine del difensore bianconero seduto in tribuna su di uno sgabello al fianco di Beppe Marotta e Pavel Nedved. Esclusione che, anche in questo caso come per Balotelli, portò ad una clamorosa rottura, dopo che Bonucci aveva sempre speso parole di amore verso la Juventus ed i suoi tifosi ed era anche stato a seguire una partita nella curva insieme agli ultras bianconeri.

Queste le dichiarazioni del difensore viterbese sulla vicenda: “Negli ultimi mesi si è sgretolato qualcosa. E cambiare è stata la conseguenza. Per dare il 100% io devo sentirmi importante, cosa che ormai succedeva a fasi alterne e questo non mi andava. Anche i matrimoni più belli a volte finiscono. Rapporto con Allegri? Con i se e con i ma si combina poco. Con lui ho avuto un rapporto alla luce del sole, ho giocato tanto e se è successo è perché sono stato considerato importante. Avere discussioni durante gli anni è normale e io sono uno che dice sempre la verità. Ma con lui non ho avuto alcun problema. Poi è ovvio che alcune situazioni portano delle conseguenze e ognuno si prende le proprie responsabilità. Lo sgabello di Oporto? Pare che sia stata la cosa più eclatante, ma in realtà è solo la goccia finale. Già prima c'erano state tante altre situazioni. Poi, comunque, la cosa si era ricomposta“.

Chelsea: Romelu Lukaku e la nostalgia dell'Inter

Ultimo, ma non per importanza, il caso Romelu Lukaku. Quasi scappato in estate dall'Inter dopo aver vinto lo scudetto per unirsi al Chelsea campione d'Europa e sua squadra del cuore, qualche mese dopo l'attaccante belga non sembra essere più tanto convinto della scelta fatta in estate. Gli è costata cara (l'esclusione dalla gara contro il Liverpool) l'intervista – non autorizzata – concessa ai microfoni di Sky Sport Italia nella quale dichiara amore all'Inter e apre ad un possibile ritorno in nerazzurro. Anche in questo caso (come negli altri due) la situazione ha portato ad una rottura, per adesso temporanea. Il tecnico dei blues ha infatti annunciato che si incontrerà con Lukaku a porte chiuse per provare a risolvere la vicenda e per vedere se ci sono ancora spiragli per una sua permanenza nella Londra sponda blues.


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