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Roma, chi è Sergio Oliveira: talento ed esperienza a centrocampo per Mourinho

Il centrocampista portoghese arrivato dal Porto è già diventato il pupillo di Mou: gol decisivo su rigore all’esordio con la maglia giallorossa

Fin dal suo arrivo in estate, Mourinho ha chiesto rinforzi alla società per aumentare la quantità e, soprattutto, la qualità della rosa. E finalmente è stato accontentato.

Dopo l’arrivo di Maitland-Niles dall’Arsenal, la Roma ha acquistato in prestito dal Porto anche Sergio Oliveira. Centrocampista centrale portoghese di grande qualità ed esperienza, ora Mou può davvero sbizzarrirsi con gli uomini che ha a disposizione. Tra centrocampo e attacco, il talento c’è eccome.

L’obiettivo rimane il quarto posto in campionato, e quindi la qualificazione in Champions League, ma anche arriva in fondo in Europa Conference League. E il nuovo acquisto può risultare molto utile in questo senso, sia in Serie A che in coppa.

 

Cosa può dare Sergio Oliveira alla Roma

In Italia qualcuno già lo conosceva. Specie a Torino. Sergio Oliveira, infatti, l’anno scorso è stato il mattatore della Juventus con la maglia del Porto: al ritorno degli ottavi di finale di Champions League all’Allianz Stadium, ha segnato ai tempi supplementari su punizione il gol che ha spedito a casa i bianconeri. E già questo, in virtù della rivalità con la Vecchia Signora, lo mette sotto una buona luce agli occhi dei tifosi romanisti.

Dopo domenica, però, anche nella Capitale hanno imparato a conoscerlo. In una Roma ferita e ancora in cerca dei primi punti del 2022 dopo le due pesanti sconfitte contro Milan e Juventus, il classe 1992 ha letteralmente guidato i suoi compagni alla vittoria all’Olimpico contro un Cagliari in fiducia.

Per via dell’assenza dell’infortunato Pellegrini, Mourinho lo ha buttato nella mischia fin da subito. Titolare al centro del campo insieme a Veretout, Sergio Oliveira non ha impiegato molto tempo a dimostrare il suo valore come giocatore internazionale. Qualità, visione di gioco, intelligenza tattica, personalità: il portoghese è nato per stare al centro del gioco, dove si decidono le partite.

Ci ha impiegato appena mezz’ora di gioco per farsi amare dai suoi nuovi tifosi. Come spesso gli capita è infatti arrivato al limite dell’area per concludere una bella azione in velocità, e calciando ha trovato le mani del difensore. Dopo il consulto del Var, l’arbitro ha quindi assegnato il tiro dal dischetto. Assente Pellegrini, il rigorista ufficiale sarebbe il suo collega Veretout, ma il portoghese ha una personalità che si vede raramente: prende la palla, la posiziona sul dischetto, prende la rincorsa e segna spiazzando Cragno. Gol all’esordio, 1-0 Roma e 3 punti pesantissimi!

“Paura” infatti è una parola che non fa parte del vocabolario di questo ragazzo. D’altronde, giocare allo stadio “Do Dragao” da capitano non è un mestiere per tutti.

Nato e cresciuto nel Porto, Sergio Oliveira ha fatto tutta la trafila delle giovanili fino all’esordio in prima squadra nel 2012 dopo un paio di prestiti in Portogallo. Dopo una stagione in seconda divisione e l’esperienza con il Pacos Ferreira – con cui assaggia già anche l’Europa League – si guadagna il ritorno in patria per giocarsi la Liga portoghese. L’esordio ufficiale nella massima serie con il suo Porto arriva nel 2016. Dopo un primo anno in cui gioca a singhiozzi e una breve esperienza in Ligue 1 con il Nantes, torna nuovamente alla base nell’estate 2017.

Inizia quindi a giocare con un po’ più di regolarità, sia in campionato che nelle coppe e in Champions League, in cui il Porto staziona in maniera fissa. L’ultimo prestito è a inizio 2019 in Grecia, al Paok Salonicco: qui in 6 mesi colleziona 15 presenze e 3 gol.

Nell’estate 2019 torna ufficialmente al Porto, ma stavolta con una convinzione ed una maturità differenti. Conceiçao gli dà fiducia, e lui lo ripaga alla grande. Nelle ultime due stagioni e mezze con la maglia del Porto, tra campionato e coppe nazionali e internazionali, totalizza 107 presenze, 30 gol e 16 assist. Non male per uno che in teoria di mestiere fa il mediano.

A gennaio 2022 poi sceglie la Roma, nella speranza di portare proprio questi numeri anche nella Capitale. Di certo, l’inizio è più che promettente.

 

Cosa può dare Sergio Oliveira al fantacalcio

Primo calciatore portoghese nella storia a segnare con la maglia della Roma, il numero 27 è anche nel giro della nazionale maggiore dal settembre 2018. In una selezione piena zeppa di talenti, il classe 1992 ha fatto registrare fin qui 13 presenze.

La sua qualità e la sua esperienza internazionale non sono però le sole armi che il ragazzo può vantare. Sergio Oliveira è anche un giocatore molto duttile. Non solo infatti come centrocampista centrale davanti alla difesa: il portoghese ha tutto per fare anche il trequartista dietro la prima punta.

Ciò significa che Mourinho potrebbe sia schierarlo mediano insieme ad uno tra Veretout e Cristante, oppure trequartista centrale al posto di Pellegrini – che scalerebbe più indietro. Nel secondo caso, sarebbe più vicino alla porta e più libero di inventare: il ragazzo sa sia segnare dalla distanza che imbucare cioccolatini per i compagni. E contro i sardi si è visto.

La sua qualità individuale nel piede desto e la sua freddezza lo rendono anche un battitore assai pericoloso per i portieri avversari. Non solo i calci d’angolo a cercare le teste dei compagni: la Juventus conosce bene la sua precisione sui calci di punizione, e tutti ormai sanno che è una certezza anche dal dischetto. Domenica ha spiazzato con grande facilità un paratore di rigori come Cragno spodestando Veretout sul dischetto, e la cosa potrebbe ripetersi. Rigorista anche ai tempi del Porto, Sergio Oliveira arriva da 11 rigori segnati negli ultimi 12 tentativi.

Di conseguenza, Sergio Oliveira sarebbe una preziosissima risorsa anche per il tuo fantacalcio. A maggior ragione se nella tua fantarosa vanti già almeno un centrocampista – o trequartista – della Roma. Viste anche le future partite in Europa Conference League, Mourinho girerà molto questi giocatori. E di sicuro, anche il nuovo arrivato avrà il suo spazio, da titolare o da riserva per entrare a partita in corso e accendere la scintilla con una giocata delle sue.


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