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Perché si perché no: la Roma deve andare avanti con Mourinho?

Jose Mourinho Roma

La Roma di Mourinho sta facendo più fatica del previsto per stare al passo con le altre squadre in lotta per un posto nella prossima Champions League: ecco perché è giusto continuare con il progetto iniziato o perché forse sarebbe meglio separarsi dal tecnico portoghese

Dopo 11 anni dalla famosa separazione con l'Inter post triplete conquistato a Madrid, José Mourinho la scorsa estate ha fatto il suo ritorno nello stivale da allenatore. Il tecnico portoghese ha sposato il progetto della Roma dei Friedkin, firmando un triennale da sette milioni netti a stagione. Anche il salario dimostra l'importanza del progetto messo sul tavolo dai nuovi patron della Roma, che ambiscono a lottare per lo scudetto insieme alle prime cinque dell'attuale classifica.

Per Mourinho quella proposta dalla Roma era un'offerta troppo ghiotta per rilanciare la sua carriera, una di quelle che non si possono assolutamente rifiutare. Soprattutto dopo le deludenti esperienze inglesi, in particolar modo le ultime due: quella sulla panchina del Manchester United e quella disastrosa sulla panchina del Tottenham, che ha chiuso con la media punti più bassa della sua carriera da allenatore (1,77 punti a partita); la Roma rappresentava infatti un treno da prendere al volo per provare a rilanciare la sua carriera. Fino ad ora però, sembra averla colpita ancora di più. Dopo quella londinese è proprio quella attuale giallorossa, in termini di numeri, la sua peggiore esperienza da allenatore: media di 1,79 punti a partita e prestazioni tanto, troppo altalenanti, come rispecchiano anche i risultati ottenuti e – di conseguenza – anche la posizione in classifica dei giallorossi.

Le prime cinque stanno prendendo il largo e, sia la Roma che Mourinho, sono chiamati ad una reazione di carattere se vogliono ancora dare del filo da torcere per la corsa alla Champions League. Eliminati dall'Inter in Coppa Italia, e appunto distanti dalle prime cinque in campionato, l'unico modo che rimane ai giallorossi di salvare la stagione è probabilmente la sola Conference League. Avendo vinto il proprio girone i romani rientreranno in corsa dal secondo turno, che coincide con gli ottavi di finale. Anche se ancora non conoscono la squadra che li separa dai quarti, tra le formazioni rimanenti quella giallorossa è di sicuro una delle più forti e può (anzi, deve!) ambire alla vittoria finale. Vittoria finale che, ricordiamo per chi non lo sapesse, garantisce – oltre al consueto premio in denaro – un posto nei gironi per la prossima edizione di Europa League. Una vittoria potrebbe dunque salvare doppiamente la stagione, dato che al momento la Roma si trova in settima posizione e quindi fuori da qualsiasi tipo di coppa europea, Conference League compresa.

Roma, andare avanti con Mourinho?
Perché si

Quando si inizia un progetto, specialmente uno così oneroso in termini di soldi, e così importante in termini di ambizioni, non lo si può interrompere in piena corsa e dopo nemmeno un anno dall'avvio. Tutti i componenti devono avere il tempo per provare ad esprimersi al meglio, allenatore compreso. La Roma, tra calciomercato estivo e calciomercato di riparazione, ha inoltre cambiato un bel po' la rosa, quindi anche questo potrebbe essere uno dei motivi dei risultati non all'altezza delle aspettative. In ogni progetto, poi, ci sta avere un anno di rodaggio, per prendere bene le misure e partire meglio e con più affiatamento nella seconda stagione.

Mourinho rimane inoltre un grande allenatore, che ha vinto tanto in carriera. Nonostante gli ultimi anni non siano all'altezza dei precedenti, né in termini di risultati né in termini di trofei, il portoghese rimane comunque lo “Special One“. Non si può infatti diventare scarsi da un giorno all'altro, da una stagione all'altra in questo caso. Come accade ai giocatori, anche gli allenatori possono avere dei momenti no in carriera. Nel caso di Mourinho la Roma ha però la fortuna di avere la certezza si tratti di un grande tecnico, il curriculum del portoghese infatti parla chiaro.

Infine avere un allenatore dal carattere forte e con il pungo duro, in grado di prendere decisioni anche difficili e fare dichiarazioni pesanti, è sempre un bene in una grande squadra. Specialmente in una piazza calda come quella della Roma, uno con il carattere di Mourinho si sposa benissimo con l'ambiente. L'esempio lampante sono le dichiarazioni a difesa di Zaniolo, il recente video sfogo uscito dopo la partita di Coppa Italia contro l'Inter (nel quale il tecnico striglia pesantemente i suoi nello spogliatoio post eliminazione), oppure ancora il sangue freddo di mettere un giovane (Afena Gyan) dentro quando sei sotto nel punteggio, perché sei sicuro del suo talento ed hai il coraggio di rischiare una tua intuizione in un momento delicato.

Roma, andare avanti con Mourinho?
Perché no

L'unico motivo buono e sufficiente per mandare via Mourinho adesso, o comunque al termine della stagione, dopo le premesse fatte anche sopra, sarebbe aver trovato un sostituto di spessore. Un altro allenatore con un curriculum invidiabile e dal carattere forte, in grado magari di dare una scossa all'ambiente sin da subito, senza anno di rodaggio. Soluzione che sarebbe ad ogni modo forte perché poi la dirigenza si troverebbe a pagare due super stipendi per due tecnici diversi, in un momento dove le finanze delle squadre non sono di certo nei loro tempi migliori.

L'altra motivazione, un po' più difficile forse da credere, ma non da realizzare; sarebbe una mozione di sfiducia da parte della società nei confronti del tecnico portoghese. Per mozione di sfiducia intendiamo che magari la società capisce o si convince del fatto che quello di Mourinho non è semplicemente un momento negativo, bensì un calo permanente. Vuoi per il modo di giocare non più consono al calcio moderno, vuoi per dei calciatori non perfetti per la sua idea di gioco, ma se la dirigenza dovesse convincersi di questo, Mourinho potrebbe salutare anche a discapito di un sostituto non troppo blasonato e con un curriculim non del livello di quello del portoghese.


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