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Italia, che delusione: dal 2006 solo 6 partite alla fase finale del Mondiale

Nazionale Italia

Gli azzurri non andranno al Mondiale per la seconda volta consecutiva: una doppia delusione che lascia un vuoto di 20 anni quasi incolmabile

Ci vorrà un bel po’ di tempo a tutti noi per dimenticare questo fallimento. Quello che è successo la sera di giovedì 24 marzo 2022 allo Stadio Renzo Barbera di Palermo ha, a dir poco, dell’incredibile.

Da una parte la nostra Nazionale, l’Italia, Campione d’Europa in carica. Dall’altra la Macedonia del Nord, formazione numero 67 del Ranking Fifa. Sulla carta una sfida impari, nonostante le tensioni di uno scontro diretto così importante e determinante per accedere ai Mondiali di Qatar 2022. Le cose sono però andate molto diversamente da come tutti, avversari compresi, si aspettavano.

A prevalere al termine dei 90 minuti regolamentari sono infatti stati proprio gli ospiti. Dopo una partita intera passata praticamente nella propria metà campo, la Macedonia ha segnato con Trajkovski – vecchia conoscenza della nostra Serie A e proprio del Palermo – al 92’. Noi abbiamo creato tanto, senza però mai concretizzare. Siamo stati sfortunati, ma molto ingenui. Perché alla fine di tutto, in questo sport, vince ancora chi segna più gol. E stavolta, anche stavolta, non siamo stati noi.

L’epilogo – tristissimo – è presto detto: dopo la delusione a novembre 2017 contro la Svezia, l’Italia è fuori dal Mondiale per la seconda volta consecutiva. Non era mai successo nella sua storia. E per giunta, pochi mesi dopo aver vinto – meritatamente – l’Europeo a Wembley contro gli inglesi.

 

6 partite ai Mondiali in 20 anni, per ora

Gli azzurri sono solo la quarta formazione di sempre a vincere l’Europeo e a saltare l’edizione precedente e quella successiva del Mondiale. In passato, era già successo alla Cecoslovacchia (vincitrice dell’Europeo 1976, ma fuori dai Mondiali 1974 e 1978), alla Danimarca (vincitrice dell’Europeo 1992, ma non qualificata ai Mondiali 1990 e 1994) e alla Grecia (vincitrice dell’Europeo 2004, ma out dai Mondiali 2002 e 2006).

Ma l’Italia è l’Italia. Una delle nazioni più forti e storicamente blasonate del calcio mondiale. Dopo il Brasile vincitore per 5 volte della Coppa del Mondo, ci siamo noi con 4 trofei. Non la Cecoslovacchia, non la Danimarca, non la Grecia – che non hanno mai vinto. Ci siamo noi, l’Italia! Che però è ugualmente rimasta fuori dai prossimi Mondiali in Qatar.

A livello statistico, significa che gli azzurri mancheranno al Mondiale di calcio per – almeno – 12 anni. L’ultima apparizione – a dir poco fallimentare – è stata quella in Brasile nel 2014, che ha bissato la precedente pessima partecipazione a Sudafrica 2010. Dopo l’indimenticabile vittoria a Germania 2006 ai calci di rigore contro la Francia, infatti, l’Italia non è più stata davvero competitiva con le altre grandi nazionali.

Conti alla mano, dal 2006 al 2026 – anno in cui, si spera, l’Italia possa tornare a giocare un Mondiale – gli azzurri hanno disputato appena 6 partite nella fase finale del torneo. 3 ai gironi in Sudafrica e 3 ai gironi in Brasile. In entrambe le occasioni, purtroppo, con pessimo esito.

Nel 2010 in Sudafrica, a guidare la spedizione era tornato mister Marcello Lippi, dopo la sfortunata parentesi con Donadoni ct agli Europei del 2008. Il Lippi bis però deluse malamente, visto che da Campione del Mondo in carica l’Italia non riuscì nemmeno a passare il girone. Anzi, gli azzurri chiusero addirittura all’ultimo posto della classifica dietro a formazioni ben più umili come Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Per i nostri ragazzi, appena 2 pareggi ed 1 sconfitta, e ritorno a casa a dir poco anticipato.

Edizione fotocopia quella di 4 anni dopo, in seguito alla finale dell’Europeo persa nel 2012 contro una Spagna letteralmente ingiocabile. In quell’occasione, in panchina fu confermato Prandelli dopo gli ottimi risultati ottenuti. Risultati che, però, non furono gli stessi al Mondiale del 2014 in Brasile. In quel caso, infatti, l’Italia chiuse il girone al terzo posto davanti solo all’Inghilterra. Agli ottavi ci andarono l’Uruguay e la favola Costa Rica, che finì addirittura in testa con 7 punti conquistati.

Ecco quindi riassunte le 6 gare giocate dall’Italia alla fase finale dei Mondiali nel corso di questi 20 anni, dal 2006 escluso al 2026 negli Stati Uniti – dove l’Italia spera di esserci. Di queste 6, solo una vittoria: 2-1 all’esordio in Brasile 2014 contro l’Inghilterra. Poi 2 pareggi contro Paraguay (1-1) e Nuova Zelanda (1-1), entrambi in Sudafrica 2010. E infine ben 3 dolorosissime sconfitte: una nel 2010 per 3-2 contro la Slovacchia, e le altre due nel 2014 contro Costa Rica e Uruguay – entrambe per 1-0.

 

Chi c’era, chi rimane e chi ci sarà

Tra i giocatori convocati da Roberto Mancini nello spareggio contro la Macedonia, soltanto in 6 erano presenti anche in Brasile nel 2014: Chiellini, Bonucci, Verratti, Immobile, Insigne e De Sciglio.

Fra questi, di sicuro, non ci sarà più al prossimo Mondiale l’attuale capitano azzurro e della Juventus, il numero 3, Giorgio Chiellini. Protagonista della vittoria dell’Europeo nell’estate 2021, il difensore centrale conta già quasi 38 anni, ciò significa che nel 2026 ne avrà 42. È quindi dunque impossibile che sia ancora in campo a quell’età, specie considerando i suoi molteplici problemi fisici negli ultimi anni. Anzi, quella di martedì sera in Turchia potrebbe davvero essere l’ultima partita in nazionale per Chiellini.

Discorso molto simile si potrebbe fare per Bonucci, che di anni ne ha quasi 35 anni. Leader e trascinatore, visti i molti profili giovani e interessanti che stanno nascendo, potrebbe sperare al massimo in una convocazione come uomo spogliatoio.

Probabilmente non si rivedrà più neanche Mattia De Sciglio, anch’esso in forze alla Juventus. Mancini lo ha infatti convocato solo per via delle assenze di Spinazzola e Di Lorenzo infortunati, ma in futuro i ruoli di terzino destro e sinistro sembrano aver proprietari diversi dal numero 2 bianconero.

Chi invece ci sarà di sicuro è Marco Verratti, uno dei giocatori di maggior esperienza e caratura internazionale di questa squadra. Il suo talento è fuori discussione, un po’ meno la sua forma fisica. È un classe 1992 ma, se la fortuna dovesse essere dalla sua parte stavolta, nel 2026 sarà ancora lui ad avere le chiavi del nostro centrocampo.

Grande punto di domanda invece sui suoi amici Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. Rispettivamente classe 1990 e 1991, potrebbero salutare la nazionale italiana dopo il prossimo Europeo che si giocherà nel 2024 in Germania. Tra questioni anagrafiche e scelte tecniche, le loro avventure mondiali potrebbero già essersi concluse qui.

In dubbio anche profili d’esperienza come Florenzi e Jorginho, che clamorosamente non hanno mai disputato un Mondiale nella loro vita.

E quindi da chi ripartirà l’Italia?

Di punti fermi ce ne sono ma, tolto Verratti, l’esperienza internazionale non è molta. D’altronde, anche tutti loro devono fare i conti con un appuntamento mancato, quello di Russia 2018.

Titolarissimo sarà ovviamente Federico Chiesa, protagonista indiscusso della vittoria dell’Europeo ed assenza pesantissima contro la Macedonia causa la rottura del legamento crociato del ginocchio. Il fenomeno della Juventus è probabilmente, insieme proprio al centrocampista del Paris Saint Germain, il talento più grande e puro che abbiamo attualmente.

Poi di certo Gianluigi Donnarumma – miglior portiere dell’Europeo – e i centrocampisti Locatelli e Pellegrini. Ci si attende le conferme anche di Di Lorenzo, Spinazzola, Barella e Berardi. Davanti invece, il futuro sembra roba di Scamacca e Raspadori, i due giovani terribili del Sassuolo. Per il resto, spazio a tante nuove leve che nel 2014 probabilmente facevano ancora la categoria “Allievi”. Da Zaniolo a Tonali, da Pessina a Mancini, da Bastoni a Frattesi.

Le idee ci sono, ma al momento a prevalere è la delusione. Per la seconda volta consecutiva non andremo al Mondiale: prima ce ne faremo una ragione e meglio sarà per tutti noi.


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