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Verso Juventus-Inter, le 5 partite più famose nella storia

Marcelo Brozovic-Alvaro Morata Inter-Juventus

Ecco le 5 gare più famose tra bianconeri e nerazzurri: dal 9-1 di Sivori allo scontro Ronaldo-Iuliano, dal gol di Seedorf alla Supercoppa Italiana

La supersfida tra Juventus ed Inter si avvicina. Le due squadre si ritroveranno in campo domenica sera per la 31^ giornata di Serie A. I big match nel nostro campionato sono tanti, soprattutto in questi ultimi anni, ma la partita Juventus-Inter ha sempre un qualcosa di speciale – soprattutto quando in palio ci sono anche punti importantissimi per la vetta della classifica.

Juventus-Inter, d’altronde, come disse Gianni Brera, è anche il derby d’Italia. È la partita tra le uniche due squadre del cacio italiano mai state in Serie B, ma sempre nella massima serie. Fino all’arrivo di Calciopoli, ovviamente.

Juventus ed Inter si sono affrontate nella loro storia fra tutte le competizioni addirittura 230 volte: 107 vittorie bianconere, 57 pareggi e 66 successi nerazzurri. Considerando solo le gare giocate a Torino, però, il bilancio è ancora più netto: 74 trionfi a 17 a favore dei padroni di casa.

I temi legati a questa grande gara sono ovviamente tanti: dall’Allianz Stadium che finalmente torna tutto esaurito alla questione Paulo Dybala, dalla chance di sorpasso per la Vecchia Signora alla volata scudetto per i nerazzurri. Questo è il III atto stagionale tra la formazione di Allegri e quella di Inzaghi dopo la gara d’andata a San Siro (1-1) e la finale di Supercoppa Italiana (2-1 per l’Inter all’ultimo secondo).

In ogni caso, di partite belle ed importanti fra queste due squadre ce ne sono state davvero tante. Ecco, forse, i 5 Juventus-Inter più famosi nella storia del calcio italiano.

 

Juventus-Inter 9-1, 10 giugno 1961

La rivalità tra Juventus ed Inter nasce ufficialmente tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, quando i bianconeri guidati da Omar Sivori – coadiuvato dal veterano Boniperti e dal gallese Charles – si apprestavano a lasciare lo scettro ai nerazzurri nel “Mago” Helenio Herrera.

In particolare, gli animi scoppiarono nella famosissima partita andata in scena il 10 giugno 1961.

All’epoca la Juventus dominava già nettamente in Italia. Già in possesso della prima stella, il suo tridente offensivo non lasciava scampo ai suoi avversari – né in Italia né in Europa. D’altra parte, i nerazzurri di Angelo Moratti erano in cerca di riscatto con il nuovo allenatore arrivato da Barcellona.

Nella stagione 1960/61, la Juventus partì molto male, mentre invece l’Inter fin da subito si piazzò in testa vincendo agevolmente il titolo di Campione d’Inverno. Ad inizio girone di ritorno, però, la Vecchia Signora cominciò una grande rimonta sui rivali, che nel frattempo persero punti importanti contro le piccole. Un po’ come sta accadendo in queste ultime settimane ai giorni nostri.

Si arrivò quindi alla supersfida, ma non senza polemica. La gara si sarebbe infatti dovuta giocare ad aprile, ma ciò non avvenne. O meglio, non del tutto. A causa delle troppe persone entrate allo stadio senza biglietto e della mancata sicurezza, il match fu sospeso dopo poco. In un primo momento, l’Inter ottenne il 2-0 a tavolino, ma poi le carte in tavola cambiarono per mano della CAF (Commissione d’Appello Federale): i bianconeri vinsero il ricorso e, dopo mille polemiche, si decise di rigiocare la partita.

Le due squadre si ritrovarono quindi in campo il 10 giugno, quando però ormai tutti i giochi erano fatti. La Juventus era già nuovamente Campione d’Italia, mentre l’Inter con una vittoria avrebbe potuto al massimo scavalcare il Milan al secondo posto. Vista la situazione e in segno di protesta, Herrera prese una decisione clamorosa: in campo a Torino ci andò la Primavera.

L’esito era quindi scontato: 9-1 a favore dei padroni di casa, con 6 reti addirittura realizzate da Sivori futuro Pallone d’Oro.

 

Juventus-Inter 1-0, 26 aprile 1998

Questa è probabilmente la partita più famosa tra Juventus ed Inter, visti i tempi recenti e le stelle in campo. Quello che avvenne al Delle Alpi di Torino quel giorno ha davvero del clamoroso. Basti pensare che quella gara non provocò solo semplici proteste, ma vere e proprie inchieste, accuse ed interrogazioni parlamentari.

La Juventus di Marcello Lippi dominava letteralmente sia in Italia che in Europa, con scudetti vinti e 3 finali consecutive di Coppa dei Campioni in quegli anni. L’Inter di Gigi Simoni e Massimo Moratti, invece, era l’unica squadra in Italia in grado di tenerle testa – complice ovviamente un mercato mostruoso che vedeva come ciliegina sulla torta Ronaldo Il Fenomeno, allora Pallone d’Oro in carica.

Quello fu un campionato equilibrato dall’inizio alla fine, con bianconeri e nerazzurri che si diedero battaglia a distanza a suon di vittorie. A 4 giornate dal termine, si arrivò al big match di fine aprile a Torino allo Stadio Delle Alpi. La Juventus aveva perso terreno nelle ultime settimane, e alla vigilia del match vantava appena 1 punto di vantaggio: quello era quindi a dir poco uno scontro diretto.

In campo c’era il meglio del meglio. Fin da subito la Juve voleva imporre la sua superiorità, e ci riuscì con la bandiera Alessandro Del Piero – quell’anno in particolare stato di grazia. Si va quindi all’intervallo sull’1-0, ma nella ripresa le cose cambiarono. Un’Inter più offensiva cominciò a creare pericoli alla difesa bianconera, fino a quando avvenne l’episodio chiave che tutti ricordano: Iuliano fece uno strano movimento, una sorta di blocco cestistico, ed atterrò così Ronaldo in area di rigore.

L’arbitro Piero Ceccarini – stimato fischietto internazionale – decise di far proseguire, salvo poi fischiare incredibilmente un rigore dall’altra parte per fallo di Taribo West su Del Piero. Fu il finimondo!

Tutta la panchina nerazzurra in campo, Simoni imbufalito, giocatori increduli. Fatto sta che l’arbitro non cambiò idea – non esisteva di certo il VAR. Del Piero poi sbagliò il tiro dal dischetto centrando le gambe di Pagliuca, ma il match terminò 1-0 per la Juve.

Polemiche a non finire, ma intanto l’Inter perse così un altro scudetto.

 

Inter-Juventus 2-2, 9 marzo 2002

Altro anno ricco di polemiche è il 2002, quello dello scudetto vinto dalla Juventus il 5 maggio. O meglio, quello perso dall’Inter – che venne battuta 4-2 all’ultima giornata all’Olimpico dalla Lazio.

Pochi mesi prima, però, le due squadre si diedero battaglia a San Siro in un vero e proprio scontro diretto, con in palio proprio lo scudetto. Da una parte sempre l’Inter di Ronaldo (e di Cuper), dall’altra sempre la Juventus di Del Piero (e di Lippi).

Ad aprire i giochi fu però Seedorf dopo pochi minuti con un gran sinistro. In ogni caso, i bianconeri avevano la qualità e l’esperienza per riprendere la partita. E infatti fu proprio ciò che avvenne. Pochi istanti dopo ci pensò il solito bomber David Trezeguet, che di testa rimise tutto in parità.

Il match continuò quindi per tutto l’arco della gara su un sostanziale equilibrio, con occasioni e tensioni da una parte e dell’altra. A sbloccarla fu nei minuti finali Igor Tudor, che portò in vantaggio la Vecchia Signora con un altro colpo di testa.

Gioia incontenibile per i bianconeri, che avrebbero fatto un passo quasi decisivo verso lo scudetto. Ciò però non avvenne, o almeno non subito, perché pochi istanti prima del triplice fischio ecco ancora una volta il talento del centrocampista olandese arrivato dal Real Madrid – Clarence Seedorf. Destraccio incredibile dalla distanza da parte del numero 10, che batté Buffon a dir poco sorpreso. È quindi un pareggio per 2-2 al 91’.

 

Juventus-Inter 0-1 dts, 20 agosto 2005

In tempi più recenti, la rivalità è – se possibile – aumentata. Negli anni l’Inter ha fatto di tutto per rinforzarsi e contrastare l’egemonia bianconera, e pian piano ha cominciato a riuscirci. Le prime scintille del nuovo secolo iniziarono a vedersi nella stagione 2004/05.

Il presidente Moratti aveva portato a Milano mister Roberto Mancini, che insieme a Favalli e Mihajlovic aveva salutato la Lazio. Inoltre, i nerazzurri si rinforzarono anche con gli acquisti di Veron, Cambiasso, Davids, Ze Maria e Burdisso. Una vera e propria corazzata pronta a giocarsela quasi alla pari con Juventus e Milan, che in quel momento dominavano sia in Italia che in Champions League.

In quell’anno però non bastò, poiché i nerazzurri chiusero il campionato al terzo posto dietro proprio a Juve e Milan – salvo poi ottenere a tavolino lo scudetto dopo lo scandalo di Calciopoli. Nell’agosto 2005, però, alla vigilia dell’inizio del nuovo campionato, i nerazzurri affrontarono i bianconeri allo Stadio Delle Alpi per assegnare la Supercoppa Italiana.

La Juventus era la favorita. Guidata dai vari Nedved, Del Piero, Trezeguet e chi più ne ha più ne metta, in panchina era arrivato l’anno prima anche Fabio Capello. Nonostante ciò, i nerazzurri diedero tutto quello che avevano. E forse anche qualcosa in più.

La Vecchia Signora andò più volte vicino al gol del vantaggio, riuscendoci anche con Trezeguet ma vedendoselo annullare – ingiustamente – per fuorigioco. Con un po’ di fortuna, la squadra di Mancini raggiunse i tempi supplementari ancora sullo 0-0. Nei primi minuti dell’extra-time, fu quindi una gran punizione di Veron a decidere l’incontro.

0-1 per i nerazzurri, che sollevarono così la Supercoppa Italiana davanti ai propri rivali e ai loro tifosi!

 

Inter-Juventus 2-1 dts, 12 gennaio 2022

Altra sfida in finale di Supercoppa Italiana finita ancora ai tempi supplementari, a dimostrazione dell’equilibrio e della tensione che c’è quando si affrontano queste due squadre storiche del nostro calcio.

Questo è ovviamente l’episodio più recente. Siamo all’inizio di quest’anno ed il II atto tra le due squadre, dopo il pareggio nella gara d’andata in campionato.

Una Juventus in ripresa va a trovare l’Inter, prima in classifica e forte di un sistema che vince e convince. Simone Inzaghi sembra aver trovato la quadra e si vede. A gennaio infatti la squadra di Allegri sta abbastanza bene, ma sa altrettanto bene di esser inferiore ai nerazzurri – complici anche i tanti infortuni.

Nonostante ciò, è la Vecchia Signora a passare in vantaggio per prima con il solito inserimento di Weston McKennie. Prima della fine del primo tempo, però, ci pensa Lautaro Martinez a pareggiare i conti su calcio di rigore. Nella ripresa, invece, l’Inter dimostra perché è la squadra campione d’Italia in carica. Crea tanto ma non riesce a finalizzare, e il match giunge quindi ai tempi supplementari sul punteggio di 1-1.

Col passare dei minuti, si vede palesemente che la Juve non ne ha più. Per un momento sembra che anche i padroni di casa si accontentino del pari e di giocarsi la sfida definitivamente ai calci di rigore. Poi arriva l’ultimo minuto. Anzi, gli ultimi secondi di gioco.

Palla vagante in area, incertezza di Alex Sandro ed il più lesto di tutti ad approfittare è Alexis Sanchez entrato nel secondo tempo, un vero e proprio “leone in gabbia” – come dirà il protagonista a fine partita. Szczesny battuto sotto porta e triplice fischio finale: l’Inter batte la Juventus 2-1 e vince la Supercoppa Italiana.


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