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Verso Napoli-Milan: 5 motivi per non perdersi il big match del Maradona

Lorenzo Insigne Napoli

Ecco i 5 motivi per cui vedere Napoli-Milan: dalla lotta scudetto all’ultimo big match di Insigne, dallo stadio sold out a Pioli che non ha mai battuto Spalletti

Domenica 6 marzo allo Stadio Diego Armando Maradona andrà in scena una grandissima sfida, quella tra Napoli e Milan. La 28^ giornata di Serie A chiuderà alla grande con un posticipo che potrebbe valere un bel pezzo di scudetto per una delle due squadre.

Dopo lo 0-1 dell’andata a San Siro, infatti, partenopei e rossoneri arrivano allo scontro diretto appaiate al vertice. Entrambe le squadre hanno totalizzato 57 punti in 27 gare e, in attesa che l’Inter recuperi il match di Bologna, sono a +2 in classifica proprio sui nerazzurri campioni in carica. Inutile dire che sia Spalletti sia Pioli ci avrebbero messo la firma per giocarsi una partita del genere a questo punto della stagione.

Napoli e Milan si sono affrontate in totale nella loro storia fra tutte le competizioni ben 168 volte: 50 vittorie degli azzurri, 52 pareggi e 66 trionfi dei rossoneri. Considerando però solo le gare giocate in Campania, il bilancio si ribalta: 32 successi a 28 a favore dei padroni di casa. La gara d’andata giocatasi a San Siro nel dicembre 2021, per l’appunto, è terminata 0-1 per i partenopei. L’ultima vittoria del Diavolo invece risale al novembre 2020, quando a Napoli si concluse 1-3.

Ecco quindi i 5 motivi per non perdersi il big match Napoli-Milan.

 

Lotta scudetto dopo oltre 30 anni

Napoli e Milan arrivano a giocarsi il big match di inizio marzo appaiate in testa alla classifica. Una situazione del genere non accadeva da oltre 30 anni. Un altro calcio, un’altra epoca, altri campioni.

Nella stagione 1989/90, Napoli e Milan si davano battaglia per il tricolore. Tra gli azzurri a trascinare tutti c’era ovviamente Diego Armando Maradona, affiancato dal centravanti brasiliano Careca. Nelle file rossonere, invece, spiccavano i 3 olandesi – Van Basten, Rijkaard e Gullit – guidati in panchina da mister Arrigo Sacchi.

In quell’occasione, le due formazioni arrivarono in parità addirittura a 3 giornate dalla fine. Decisivo fu il passo falso del Milan, che prima pareggiò a Bologna e poi perse a Verona; il Napoli invece prima agganciò i rossoneri in vetta e poi li superò, confermando il primo posto con la vittoria all’ultima giornata contro la Lazio. I partenopei sollevarono così il secondo – e finora ultimo – scudetto della loro storia, ovviamente nel segno del Pibe de Oro.

In quel caso Napoli e Milan chiusero rispettivamente al primo e al secondo posto, con Inter terza e Juventus quarta. Esattamente la situazione di classifica attuale. Impossibile prevedere cosa accadrà quest’anno, ma di certo molto passerà dal big match di domenica sera.

 

L’ultimo big match di Lorenzo Insigne con la maglia del Napoli

La sfida di domenica sera sarà un po’ speciale per tutti, ma soprattutto per Lorenzo Insigne. Simbolo, bandiera e capitano del Napoli, infatti, il numero 24 ha deciso di lasciare l’Italia a fine stagione e di trasferirsi in Canada. Da giugno sarà ufficialmente un giocatore dei Toronto, con cui disputerà il campionato della MLS.

Scelta forte, per alcuni strana e inaspettata. Ma d’altronde questo è il calcio, questa è la vita. Il mancato accordo economico sul rinnovo di contratto tra lui ed il presidente De Laurentiis ha avuto l’epilogo che nessun tifoso napoletano avrebbe mai voluto: scadenza e Insigne che saluta la sua città a zero. Ad appena 30 anni, subito dopo aver vinto da protagonista l’Europeo con l’Italia, Insigne decide quindi di lasciare il calcio che conta per abbracciare una nuova esperienza di vita.

Proprio per questo motivo, il ragazzo ci terrà particolarmente a far bella figura davanti al suo pubblico nell’ultimo vero e proprio big match della sua carriera con la maglia del Napoli, la sua seconda pelle. In calendario nelle prossime settimane gli azzurri affronteranno anche Atalanta e Roma, ma non sarà la stessa cosa. Non sarà una sfida scudetto come quella di domenica sera col Diavolo.

Insigne in carriera ha già giocato 18 volte contro il Milan, tutte ovviamente con i colori azzurri addosso. Tra Serie A e Coppa Italia, il suo bilancio personale è estremamente positivo: 9 vittorie, 7 pareggi e 2 sole sconfitte. Il campione napoletano si è tolto anche la soddisfazione di segnare ai rossoneri ben 6 gol. Indimenticabile è di sicuro la sua prestazione personale nella gara di San Siro della stagione 2015/16: 0-4 con 2 reti e 1 assist.

 

Stadio Diego Armando Maradona sold out

Non che ci fossero dubbi, ma per il big match di domenica sera lo Stadio Diego Armando Maradona sarà interamente sold out.

Erano circa 42 mila i biglietti disponibili – vista la capienza limitata al 75% – e in poche ore sono stati letteralmente polverizzati tutti quanti. La Curva del Napoli, addirittura, è stata riempita in soli 40 minuti. E come dar torto ai tifosi. Questa potrebbe essere una partita decisiva per lo scudetto, vittoria che manca addirittura da 32 anni alla società campana.

Il clima sarà ovviamente caldissimo. Quasi l’intero stadio sosterrà i giocatori padroni di casa, che di sicuro sentiranno la pressione ma potranno anche godere del calore e della carica agonistica che cercheranno di infondergli i propri sostenitori. Con il tutto esaurito, ci si aspetta una vera e propria bolgia. L’atmosfera sarà da brividi.

Il Maradona sarà un Inferno per il Milan. Ma attenzione: guai a sottovalutare il Diavolo.

 

Il Napoli potrebbe spezzare anni di egemonia del Nord Italia

Il Napoli non gioca solo per sé stesso, ma per un popolo intero. Non solo per la Campania, ma un po’ anche per tutto il Sud Italia.

Storicamente, infatti, il campionato di Serie A viene vinto dalle squadre del Nord. Juventus, Milan ed Inter mantengono l’egemonia praticamente da sempre, a parte qualche raro exploit di una squadra del centro-sud.

Numeri alla mano, la Vecchia Signora guarda tutti dall’alto con 36 scudetti vinti, poi Inter (19) e Milan (18). L’intero Sud, invece, tutto insieme, vanta appena 7 trofei (3 la Roma, 2 il Napoli e 2 la Lazio).

Basti pensare che dalla stagione 2001/02 ad oggi, ha sempre vinto una delle 3 formazioni del Nord. L’ultimo club a trionfare che non avesse la casacca a strisce verticali fu la Roma nel 2001, e prima ancora la Lazio nel 2000. Andando ancora a ritroso, ci sono quasi solo successi di squadre del Nord Italia. Sono quindi 20 anni che Juventus, Milan ed Inter dominano nei confini nazionali.

L’ultimo scudetto del Napoli, infatti, risale addirittura alla stagione 1989/90, mentre il primo arrivò nel 1986/87. Ma quest’anno il Napoli può fare la storia. A giocarsela ci sono come al solito rossoneri e nerazzurri – con i bianconeri un po’ più in ritardo – ma quasi tutto il popolo del Meridione è pronto a spingere i partenopei per spezzare finalmente questa egemonia nordica.

 

Pioli da allenatore non ha mai battuto Spalletti

Sarà una sfida particolare anche per i due allenatori. Né Luciano SpallettiStefano Pioli hanno mai vinto da allenatori lo scudetto in Serie A, ma in questa stagione hanno forse l’opportunità più ghiotta della loro carriera – Inter permettendo.

I due mister si conoscono però da tempo. Il loro primo incontro è avvenuto nel lontano settembre 2006. Spalletti era un tecnico già affermato, mentre Pioli cercava ancora di farsi largo tra le squadre medio-piccole della classifica italiana. Il primo era allenatore della Roma (atto primo), mentre il secondo era sulla panchina del Parma. Allo Stadio Ennio Tardini finì con un sonoro 0-4 a favore dei giallorossi.

Da lì iniziò una lunga serie di incontri tra i due tecnici. Ad oggi, in totale sono 11 le sfide in panchina tra Spalletti e Pioli: quest’ultimo non ha mai vinto. L’attuale allenatore del Napoli, infatti, ha registrato – fra Serie A e Coppa Italia – 8 vittorie e 3 pareggi contro il tecnico del Milan.

Fin tanto che rimase a Parma, Pioli rimediò 3 sconfitte ed 1 pareggio contro la Roma di Spalletti. Nel 2007 poi i due si salutarono, visto che il mister toscano decise di lasciare l’Italia e di tentare l’esperienza in Russia. Dopo aver vinto con lo Zenit San Pietroburgo, però, Spalletti tornò in Italia nel 2016 – proprio alla Roma.

Nel frattempo, Pioli ne aveva fatta di strada. Tuttavia, gli scontri tra i due non cambiarono molto. Pioli perse altre due volte contro i giallorossi di Spalletti: prima nel 2016 con la Lazio e poi nel 2017 con l’Inter.

A seguire, i due allenatori cambiarono entrambi panchina: Pioli alla Fiorentina e Spalletti proprio all’Inter. In questo contesto, 2 vittorie per Spalletti e 2 pareggi.

E si arriva così finalmente ai giorni nostri, con i due alla guida di Napoli e Milan. Per il momento, l’unico incontro è quello della gara d’andata a San Siro, terminato ancora una volta a favore del toscano (0-1). Chissà che domenica sera non sia la volta buona per Pioli, che insegue la prima vittoria in carriera da allenatore contro Spalletti da ben 16 anni.


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