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Mondiali Qatar 2022, tutte le nazionali favorite per la vittoria finale

Le nazionali che possono ambire a sollevare la Coppa: dalla Francia al Brasile, dall’Inghilterra all’Argentina, dalla Spagna alla Germania, fino al Portogallo

Purtroppo è tutto vero. È passato qualche giorno, ci siamo risvegliati e ci siamo accorti che non era un incubo. Era tutto reale. L’Italia è ufficialmente fuori dai Mondiali per la seconda volta consecutiva. Dopo la delusione di 5 anni fa per il Mondiale in Russia, gli azzurri non andranno neanche alla prossima edizione in Qatar. “Colpa” della Svizzera, “colpa” della Macedonia del Nord, colpa nostra.

In compenso, però, quasi tutte le altre stelle non mancheranno. Venerdì pomeriggio, infatti, la FIFA ha sorteggiato i gironi dei prossimi Mondiali, che si disputeranno in Qatar dal 21 novembre al 18 dicembre 2022.

Senza l’Italia, ci godremo comunque alcune belle partite fin da subito. Su tutte, ovviamente, il big match del girone E tra Spagna e Germania. Interessanti saranno però anche le gare Brasile-Serbia, Belgio-Croazia e Argentina-Polonia.

Le nazionali forti sono davvero tante, così come quelle che potrebbero veramente arrivare fino in fondo. Quale sarà la selezione – se ci sarà – che riuscirà a spodestare la Francia campione in carica dal tetto del mondo? Ecco le nazionali favorite per la vittoria finale.

 

Francia

La Francia è stata inserita nel girone D insieme a Danimarca, Tunisia e alla vincente tra Australia e Perù-Emirati Arabi. I transalpini sono la nazionale campione in carica, dopo aver meritatamente sconfitto la Croazia in finale ai Mondiali di Russia 2018. D’altronde, il ct Deschamps può contare su 3 squadre. Tra titolari e riserve, la Francia ha un gruppo di talenti – in ogni ruolo – davvero incredibile.

La stella è ovviamente Mbappé, ma attorno a lui c’è un gruppo solido che mette insieme gioventù ed esperienza. Insieme a lui il mister sembra intenzionato a far giocare in attacco Griezmann e soprattutto il bomber del Real Madrid, Karim Benzema. Il “9 più tecnico al mondo” ha eliminato agli ottavi di finale di Champions League proprio il Psg di Mbappé, ed ora si appresta a tornare ai Mondiali con la casacca transalpina – già, perché in Russia la Francia ha vinto senza di lui.

Sarà il primo mondiale per Theo Hernandez del Milan, che potrebbe anche prendere il posto al fratello nel ruolo di terzino sinistro – anche se molto dipenderà da come deciderà di giocare Deschamps. A loro poi si aggiungeranno nomi di esperienza come Varane, Pogba, Kanté e Giroud. Il tecnico ha davvero l’imbarazzo della scelta, soprattutto in avanti considerando anche profili “secondari” come Coman, Dembelè e Martial.

Vincitrice di due Coppe del Mondo (1998 e 2018), la Francia punta ad essere la seconda nazionale della storia a vincere due edizioni consecutive – dopo solo l’Italia degli anni ’30.

 

Brasile

Il Brasile è sempre il Brasile, indipendentemente dalla generazione e dal periodo storico. Pertanto, sorteggiata nel girone D con Serbia, Svizzera e Camerun, non può non esser inserita tra le formazioni favorite per la vittoria finale.

La selezione verdeoro è uscita dai nefasti di metà decennio, tornando anche a vincere la Copa America nel 2019 con Tite in panchina. Il ct ha ridato nuova linfa ad una formazione che sembrava essersi smarrita. Il segreto? Costruire una squadra solida ed “europea” attorno alla stelle delle stelle, Neymar Junior.

Il numero 10 è probabilmente al suo canto del cigno. Nonostante la sua giovane età, il fenomeno del Psg ha detto che questo potrebbe essere il suo ultimo Mondiale. Ciò significa che farà di tutto per salutare la sua nazione con una vittoria: il Brasile, infatti, non vince incredibilmente un Mondiale dal 2002 – i tempi di Ronaldo, Ronaldinho, Rivaldo e chi più ne ha più ne metta.

Questo Brasile però è davvero forte. Memore delle batoste incassate negli anni recenti, arriva pronto alla rassegna iridata. D’altronde, è l’ennesima volta che domina letteralmente il girone di qualificazione sudamericano.

Ma la Seleçao non è solo Neymar, assolutamente. In porta c’è Alisson, uno dei migliori portieri al mondo. In difesa Marquinos e, salvo imprevisti, il ritorno di Thiago Silva. Sulle fasce i bianconeri Danilo e Alex Sandro, poi i muscoli a centrocampo di Fabinho e Casemiro. Per il resto è fantasia: insieme a Neymar, in attacco ci sono Vinicius del Real Madrid ed Antony dell’Ajax. Un tridente a dir poco veloce e tecnico. Poi i vari Coutinho, Firmino, Richarlison, Gabriel Jesus e Rodrygo.

Il Brasile – unica nazionale ad aver vinto 5 Mondiali nella sua storia – ha fame di tornare sulla vetta del mondo.

 

Inghilterra

Finalista perdente degli Europei nell’estate 2021, l’Inghilterra ha tante buone speranze in vista dei prossimi Mondiali in Qatar. Erano anni che gli inglesi non erano davvero competitivi ad una competizione del genere, ma già nella passata edizione hanno dimostrato di aver aperto un nuovo ciclo raggiungendo addirittura la semifinale – persa poi contro la Croazia.

Inserita nel gruppo B insieme ad Iran, Stati Uniti e alla vincente tra Galles e Scozia-Ucraina, la nazionale dei Tre Leoni si presenta all’appuntamento con una rosa giovane e frizzante. La squadra è guidata dal centravanti del Tottenham, Harry Kane, ma attorno a lui il talento non manca: su tutti Phil Foden del City, ma anche i suoi compagni Sterling e Grealish, oltre che Mount e Rashford.

L’Inghilterra ha sollevato la coppa solo una volta – in casa nel 1966 – ma ora si ripresenta con la nazionale più competitiva probabilmente dall’epoca di Beckham, Gerrard, Lampard e Rooney.

 

Argentina

Senza molti giri di parole, è davvero troppo tempo che una nazionale forte come l’Argentina non vince una Coppa del Mondo. Messi e compagni ci arriveranno però da campioni del Sudamerica in carica, dopo aver vinto la Copa America proprio contro il Brasile nell’estate 2021.

L’Albiceleste è senza dubbio una delle selezioni con maggior talento. Oltre al numero 10 – molto probabilmente all’ultimo campionato del mondo della sua incredibile carriera – ci sono giocatori in mezzo al campo come Paredes e De Paul, poi davanti Lautaro Martinez, Dybala e Correa. Tutti profili che la nostra Serie A conosce molto bene.

Sorteggiata nel girone C insieme ad Arabia Saudita, Messico e Polonia, le Seleccìon sa bene di poter arrivare fino in fondo. Più solida rispetto alle edizioni passate e più esperta sicuramente dopo la vittoria della scorsa estate, la nazionale di Scaloni deve tornare a giocarsi quella finale che manca dal 2014.

L’Argentina ha vinto 2 mondiali nella sua storia: il primo – alquanto discusso – nel 1978 con Kempes, e il secondo nel 1986 con Maradona.

 

Spagna

Dopo qualche anno di ricambio generazionale, la Spagna sembra esser tornata la Spagna. La quantità e varietà di talento che ha questa nazionale è davvero imparagonabile alle altre – soprattutto se ci si sofferma nella zona in cui si decidono le partite, a centrocampo.

La squadra di Luis Enrique ha ben figurato agli Europei, perdendo in semifinale solo contro l’Italia ai calci di rigore dopo una partita quasi dominata. Le Furie Rosse hanno vissuto il loro periodo d’oro tra il 2008 ed il 2012, in cui il calcio di Guardiola ed il livello dei giocatori di Barcellona e Real Madrid erano ai massimi storici. In 4 anni, infatti, la nazionale di Aragones prima e di Del Bosque poi ha letteralmente insegnato calcio al panorama mondiale vincendo 2 Europei ed il Mondiale di Sudafrica 2010.

Poi la fase calante, con un gioco che è cominciato a diventare sterile e prevedibile: male sia ai Mondiali nel 2014 in Brasile e nel 2018 in Russia, che agli Europei del 2016 – eliminati agli ottavi dagli azzurri di Antonio Conte. Poi però l’arrivo di Luis Enrique in panchina ha cambiato tutto.

Ora questa Spagna è molto più frizzante, concreta e moderna. Le chiavi sono nella tasta ovviamente del professor Sergio Busquets, ma al suo fianco ci sono fedelissimi scudieri scuola Barcellona: Pedri e Gavi. E poi davanti è un vero e proprio circo: Ansu Fati, Dani Olmo, Ferran Torres, Pino e Sarabia intorno alla prima punta Alvaro Morata.

Inserita nel gruppo E insieme a Germania, Giappone e la vincente tra Costa Rica e Nuova Zelanda, le Furie Rosse vogliono il secondo Mondiale della loro storia.

 

Germania

Discorso molto simile si può fare per la Germania, che è l’unica big a non esser testa di serie viste le recenti deludenti prestazioni. Ecco quindi che il girone E, salvo imprevisti, dovrebbe esser roba di spagnoli e tedeschi.

Dopo la vittoria del Mondiale nel 2014, Low non è più riuscito a proporre qualcosa di nuovo ed è stato sovrastato da altre nazionali. Umiliata nel 2018 in Russia fin dai gironi, la Germania non ha fatto bene neanche agli Europei la scorsa estate – in cui è stata eliminata dall’Inghilterra agli ottavi di finale.

Ora però si è aperta l’epoca Flick, e le cose sembrano essere cambiate. I tedeschi si presentano con una rosa giovane ed assai temibile, guidata dall’esperienza di Neuer e Muller. In mediana ci sono Kimmich, Gundogan, Goretzka e Musiala, e poi davanti c’è da divertirsi: attorno al leader del Bayern Monaco, ci sono i suoi compagni bavaresi Sané e Gnabry, oltre ai vari Havertz, Werner, Brandt e Draxler.

Vincitrice di 4 Mondiali (1954, 1974, 1990 e 2014), la Germania è pronta a tornare protagonista a livello mondiale.

 

Portogallo

Non si può non considerare tra le favorite anche il Portogallo di Cristiano Ronaldo, nonostante si sia qualificato alla rassegna solo in extremis tramite i playoff – eliminando la Macedonia del Nord.

Tra queste, la nazionale lusitana è l’unica a non aver mai vinto un Mondiale nella sua storia. In compenso, i portoghesi hanno gioito in Francia nel 2016 per la vittoria dell’Europeo, ottenuto ai tempi supplementari proprio contro i padroni di casa.

La stella è ovviamente Cristiano Ronaldo, al suo 5^ Mondiale consecutivo – probabilmente l’ultimo. CR7 farà l’impossibile per raggiungere anche questo record personale e regalare tale gioia al suo popolo. D’altronde, al suo fianco c’è un vero e proprio squadrone.

La difesa sarà guidata da Ruben Dias, con Cancelo e Nuno Mendes sugli esterni. In mediana poi un centrocampista a scelta dovrà correre e spezzare il gioco per il talento di quelli davanti: da Moutinho a Bruno Fernandes, da Bernardo Silva a Otavio, da Joao Felix a Diogo Jota, da Leao ad André Silva. E poi ovviamente il numero 7.

Il Portogallo di Fernando Santos è stato pescato nel girone H insieme a Ghana, Uruguay e Corea del Sud. Passata la prima fase, i lusitani hanno davvero tutto per arrivare fino a sollevare la coppa.


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