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Uefa, UFFICIALE: cambia il Fair Play Finanziario, cos’è e come funziona il Salary Cap

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Adesso è ufficiale, a partire dal 2025 cambierà radicalmente il Fair Play Finanziario: presentato il Salary Cap, cosa è e come funziona

La Uefa continua la fase di rinnovo ed adeguamento. Dopo aver reintrodotto la terza competizione per club, la Conference League, ed aver ufficializzato delle modifiche sostanziali alla Champions League, nella giornata di oggi sono state annunciate delle altre novità. Queste novità riguardano tutte il Fair Play Finanziario, ormai diventato uno dei temi più in voga in ambito calcistico. Ed in particolare, a partire dal 2025, anche questo aspetto del regolamento Uefa subirà una sostanziale modifica: verrà infatti sostituito dal Salary Cap.

Ad annunciare tale riforma del Fair Play Finanziario come siamo abituati a conoscerlo, è stata la stessa Uefa, tramite un comunicato apparso sul sito e sui canali social ufficiali dell'associazione. Nell'incipit del comunicato sono stati anche spiegati i motivi di tali modifiche. Per il Fair Play Finanziario si tratta della prima volta che viene ritoccato dalla sua introduzione nel 2010. Così il presidente della Uefa Aleksander Ceferin sulle novità annunciate: “L'evoluzione dell'industria del calcio, insieme con gli inevitabili effetti finanziari della pandemia, ha evidenziato la necessità di una riforma completa e di nuove norme sulla sostenibilità finanziaria“.

Come ogni altra innovazione introdotta nei regolamenti, la sua introduzione sarà graduale, come spiegato anche da Ceferin: “Queste norme, che entreranno in vigore nel prossimo giugno per andare a pieno regime in tre anni, ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l'intero comparto. L'obiettivo si potrà raggiungere attraverso tre pilastri: solvibilità, stabilità e controllo dei costi. La prima assicurerà una tutela migliore dei creditori, attraverso controlli trimestrali e minor tolleranza verso i morosi. I nuovi requisiti sui ricavi sono un'evoluzione degli attuali requisiti di pareggio di bilancio, e porteranno una maggiore capacità alle finanze dei club”. La novità più grande, come confermato dallo stesso Ceferin, sarà quella del tetto salariale: “La più grande innovazione è la norma che regolarizza i costi di gestione della squadra, al fine di portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei giocatori e ai costi per i trasferimenti. La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive“.

Uefa, cosa è il Salary Cap e come funziona

Il nuovo regolamento Uefa Licenze per Club e Sostenibilità Finanziaria, il Financial Sustainability Regulations, è stato approvato nella giornata di oggi al termine della riunione di Nyon. Entrerà in vigore già a partire da giugno 2022, e pian piano passerà a pieno regime nel corso dei prossimi tre anni, raggiungendo la totalità solamente nel giugno del 2025. Gli obiettivi principali di tale regolamento sono tre: solvibilità, stabilità e controllo dei costi.

Sul capitolo solvibilità la nuova regola va ad insidiare le posizioni debitorie scadute. Vale a dire i debiti che si hanno verso i club, i dipendenti, le autorità sociali o fiscali e la Uefa. Tramite dei controlli trimestrali e per via di una tolleranza sempre minore verso chi ha tali debiti, verranno tutelati i creditori.

Sul capitolo stabilità si avranno dei nuovi requisiti che, come afferma la Uefa stessa, saranno una sorta di evoluzione di quelli attuali riguardanti il pareggio di bilancio. Requisiti che porteranno ad una maggiore capacità nelle finanze dei club. I guadagni saranno calcolati similmente al calcolo del risultato di pareggio di bilancio. La differenza sostanziale sarà nello scarto accettabile, che aumenterà da 30 milioni di euro in tre anni a 60 milioni di euro in tre anni.

La novità più sostanziale riguarderà invece il controllo dei costi. Si avrà l'introduzione di una norma in grado di regolarizzare i costi di gestione della squadra, utile per portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei calciatori e dei costi per i trasferimenti. Con questa nuova salary cap verrà limitata la spesa per gli stipendi da parte dei club, ma anche quelle dei trasferimenti dei calciatori e delle commissioni degli agenti. Tale limite sarà pari al 70% delle entrate del club. Quindi, in soldoni, un club – per stipendi, trasferimenti e commissioni degli agenti – potrà spendere al massimo una quota pari al 70% delle entrate avute nel corso dell'anno. Le valutazioni saranno fatte in maniera tempestiva, come affermato dalla uefa stessa, ed eventuali violazioni comporteranno delle sanzioni finanziarie predefinite e delle misure sportive annesse. Come detto prima tale introduzione sarà graduale. A partire da giugno 2022 e fino a giugno 2024 tale percentuale sarà pari al 90%. Dal giugno 2024 al giugno 2025 sarà pari all'80%. Solamente dal giugno 2025 in poi passerà al 70% annunciato.


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