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Conference League, Roma in finale: tutte le finali europee nella storia dei giallorossi

Lorenzo Pellegrini Roma

Solo due finali europee per la Roma, entrambe perse: Coppa dei Campioni contro il Liverpool nel 1984 e Coppa Uefa contro l’Inter nel 1991

Ieri sera è accaduto qualcosa di storico. Alla prima Europa Conference League organizzata dall’Uefa, un’italiana va in finale. Si tratta della Roma di José Mourinho, che in semifinale ha eliminato con merito il Leicester vincendo la gara di ritorno all’Olimpico: dopo l’1-1 in Inghilterra, decisivo è stato l’1-0 di ieri sera siglato da Abraham.

I giallorossi erano partiti dai gironi, chiudendo al primo posto davanti al Bodo Glimt. La formazione di Mourinho ha poi eliminato uno dopo l’altro tutti gli avversari pescati: Vitesse agli ottavi di finale, Bodo ai quarti e infine proprio il Leicester. Sempre con grande sofferenza, ma con cuore e passione. E alla fine ce l’ha fatta: la Roma è arrivata all’atto finale.

Mercoledì 25 maggio 2022 andrà quindi in scena la finale tra Roma e Feyenoord – che ha eliminato il Marsiglia – all’Arena Kombetare di Tirana, in Albania.

La Roma è al momento l’unica italiana nella storia ad arrivare in finale di Conference League. Una squadra del nostro campionato torna quindi in una finale europea dopo la sconfitta dell’Inter contro il Siviglia in Europa League nel 2020.

Nella sua storia, però, questa è solo la terza finale di una competizione europea per la Roma. Ecco come sono andate le due precedenti.

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Coppa dei Campioni 1983/84: Liverpool-Roma 5-3 d.c.r.

L’edizione della Coppa dei Campioni – perché all’epoca si chiamava ancora così – del 1983/84 fu la 29^ nella storia della competizione. Vi parteciparono 32 squadre, come adesso, ma con una formula differente: niente gironi di qualificazione, ma subito eliminazione diretta.

Si parte quindi dai sedicesimi di finale. Nel tabellone, la Roma è l’unica squadra italiana, poiché in quel periodo l’unica formazione del nostro campionato che poteva partecipare alla Coppa dei Campioni era la vincente della Serie A nella stagione precedente – quindi appunto i giallorossi.

Pronti via e la Roma pesca subito il Goteborg. Netto 3-0 all’andata all’Olimpico e sconfitta indolore per 2-1 al ritorno in Svezia. Agli ottavi di finale è quindi la volta del CSKA Sofia, regolato però con un doppio 1-0 – sia a Roma che in Bulgaria.

Ai quarti di finale le cose si fanno più complicate per la Roma, che trova l’antenata della Dinamo Berlino. Qui i giallorossi rispondo però presente nella partita d’andata in casa, dove trionfano 3-0 e – in virtù della sconfitta di misura al ritorno in Germania – passano il turno.

Lo scontro più duro dell’anno è però senza dubbio la semifinale contro il Dundee United. L’andata in Scozia è infatti una disfatta per gli italiani, che perdono malamente 2-0. Serve quindi un miracolo per arrivare in finale, ed è proprio ciò che avviene. Al ritorno in casa, infatti, la Roma ribalta tutto con una grande rimonta: 3-0 e finale conquistata!

L’epilogo del torneo però non è felice per i giallorossi, che il 30 maggio 1984 si trovano davanti il grande Liverpool. I Reds erano già allora una formazione più blasonata a livello europeo: arrivavano infatti dal successo 3 anni prima contro il Real Madrid, ed erano alla loro quarta finale della competizione (tutte vinte le precedenti).

In quell’occasione, la Roma non riesce a ribaltare i favori del pronostico, anche se l’esito è davvero incerto fino all’ultimo secondo. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari – firmato da Neal e dal solito bomber Pruzzo – e dei supplementari, la finale si conclude solo ai calci di rigore. Qui gli inglesi hanno la meglio per un totale di 5-3: decisivi gli errori dal dischetto dei giallorossi Bruno Conti e Ciccio Graziani.

E la beffa più grande è che si giocava pure all’Olimpico, la casa della Roma.

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Coppa Uefa 1990/91: Inter-Roma 2-1 (2-0; 0-1)

La seconda e finora ultima finale di una competizione europea nella storia della Roma è quella dell’edizione 1990/91 della Coppa Uefa.

In quell’occasione, quando ancora non si chiamava Europa League, le 64 squadre partono direttamente dalla fase ad eliminazione diretta e non dai gironi. Alla volta dei 32esimi di finale, quindi, oltre alla Roma nel tabellone ci sono anche Inter, Atalanta e Bologna.

Al primo turno, i giallorossi superano subito una squadra impegnativa come il Benfica, vincendo 1-0 sia all’andata che al ritorno. Ai sedicesimi di finale, quindi, la squadra guidata da capitan Giannini ha la meglio sull’ostico Valencia: dopo l’1-1 in Spagna, decisivo è il successo per 2-1 al ritorno all’Olimpico.

Agli ottavi di finale, invece, vita facile per i giallorossi, che pescano il Bordeaux. I francesi non sono competitivi all’epoca, e la Roma passeggia letteralmente con il punteggio totale di 7-0 nella doppia sfida. Quindi i quarti, cioè le migliori 8 squadre, fra cui figurano ancora le 4 formazioni italiane. Qui la Roma trova l’Anderlecht: dopo il bel 3-0 netto in casa, la squadra di mister Bianchi va a vincere anche al ritorno in Belgio per 3-2.

In semifinale la Roma affronta poi il Brondby. L’andata si conclude 0-0 in Norvegia, mentre al ritorno i padroni di casa riescono ad imporsi per 2-1 all’Olimpico. Ed è finale per la Roma, che torna a giocarsi una partita europea così importante dopo proprio la sconfitta con il Liverpool in Coppa dei Campioni.

Anche in questo caso, però, l’esito non è positivo. All’epoca, la finale di Coppa Uefa si gioca tra andata e ritorno: non deve però fare tanta strada la Roma, poiché l’altra squadra è l’Inter dei tedeschi e di Trapattoni.

L’andata si gioca allo Stadio San Siro di Milano e termina 2-0 per i nerazzurri: in rete vanno nel secondo tempo Matthaus su rigore e poi Nicola Berti. Al ritorno all’Olimpico, davanti a quasi 71.000 spettatori, la Roma non riesce a ribaltare il risultato: non è sufficiente infatti l’1-0 siglato da Rizzitelli nel finale di gara.

Altro finale amaro dunque per i giallorossi, che al momento nella loro storia contano due finali perse su altrettante occasioni. Vedremo cosa accadrà nella terza, quella che si giocherà tra poche settimane contro il Feyenoord.

 

Gli altri traguardi europei

L’unica competizione europea vinta dalla Roma nella sua storia, sebbene non si tratti di Champions League né di Europa League, è la Coppa delle Fiere, sollevata nella stagione 1960/61 contro il Birmingham. Dopo il 2-2 in Inghilterra nella gara d’andata, la Roma vince 2-0 all’Olimpico e si aggiudica il trofeo.

Per il resto, i giallorossi non vantano nessun’altra finale europea vinta nella propria storia. Anche se in qualche altra occasione ottennero traguardi importanti, oltre alle due finali perse sopracitate.

Sicuramente la semifinale di Champions League raggiunta nel 2017/18, persa però contro il Liverpool di Klopp. Ottimo risultato fu anche quello dell’anno scorso in Europa League, quando i giallorossi arrivarono fino alla semifinale, arrendendosi solo al Manchester United di Bruno Fernandes.

Andando ancora più indietro nelle competizioni minori, si ricorda la semifinale del 1969/70 di Coppa delle Coppe, quando la Roma venne superata a sorpresa dall’umile Gornik Zabrze. Infine, negli annali vanno anche altre due semifinali: la Coppa delle Fiere nel 1962/63 con il Valencia e, addirittura, l’antichissima MitropaCup nel 1930/31 con il First Vienna FC.


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