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Fiorentina e Atalanta si scambiano i ruoli: cinque anni dopo la viola torna in Europa, Dea esclusa

Sottil Fiorentina

A cinque anni di distanza dall'ultima volta, Fiorentina ed Atalanta tornano a scambiarsi il posto in Europa: viola in Conference League, Dea esclusa dalle competizioni europee

Spesso si dice che la vita è destino. Ed il destino delle volte gioca brutti scherzi, delle altre volte invece regala delle favole. In parte è proprio quello che è successo ieri sera, quando in Serie A si è decisa la prima delle ultime lotte ancora da decidere all'ultima giornata di campionato: quella valida per l'ultimo posto in Europa in vista della prossima stagione, quello per la Conference League.

Il destino ha voluto che, cinque anni dopo, Fiorentina ed Atalanta tornassero a scambiarsi il posto in Europa. Una sorta di passaggio di testimone. L'ultima volta che la Fiorentina giocò una competizione europea era la stagione 2016/17 ed i viola – dopo essere stati eliminati ai sedicesimi di finale di Europa League – non riuscirono a centrare un piazzamento in classifica che gli avrebbe permesso di giocare di nuovo in Europa nella stagione successiva. Qualche settimana più tardi invece, alla fine del campionato, Bergamo e l'Atalanta erano in festa per la qualificazione per i gironi di Europa League.

A cinque anni di distanza i ruoli sono tornati ad invertirsi. La Fiorentina, grazie al 2-0 casalingo rifilato alla Juventus, ha festeggiato il ritorno in Europa con la qualificazione per la prossima edizione di Conference League. L'Atalanta, a cui in virtù del risultato di Firenze non sarebbe bastata nemmeno la vittoria, è invece crollata mancando l'accesso alle competizioni europee per la prima volta nelle ultime cinque stagioni.

Fiorentina, il calvario è finito: dopo cinque anni i viola tornano in Europa

Come detto nell'introduzione, l'ultima partecipazione della Fiorentina ad una competizione europea risale alla stagione 2016/17. Vale a dire cinque stagioni fa. Qualificatisi per i gironi della seconda competizione europea (l'Europa League), i viola dominarono il girone J, chiudendo primi davanti a PAOK Salonicco, Qarabag e Slovan Liberec. Ottime prestazioni per i toscani, che vinsero il girone grazie a quattro vittorie, un pareggio ed una sola sconfitta (quella alla quinta giornata dei gironi contro il PAOK, poi arrivato secondo). La corsa della Fiorentina, per quanto partita bene, si interruppe però già ai sedicesimi di finale. L'urna di Nyon non fu infatti molto clemente con la viola, sorteggiandola con una delle squadre più toste ancora in gara: il Borussia Monchengladbach. Dopo la vittoria per 1-0 nella gara di andata, la sconfitta per 4-2 in quella di ritorno condannò la Fiorentina all'eliminazione. Viola che di conseguenza crollarono anche in Serie A, dove finirono all'ottavo posto e fuori da tutte le competizioni europee.

Negli ultimi cinque anni la squadra ha attraversato dei momenti non proprio brillanti della sua storia. Tra vari campionati chiusi in maniera del tutto anonima e diversi cambiamenti di organico che non riuscivano però a portare stabilità e soprattutto continuità di risultati. Dopo cinque lunghi anni, un cambio di proprietà ed anche un cambio di logo dopo, la Fiorentina sembra però aver finalmente interrotto la “maledizione”. L'ex tecnico dello Spezia Vincenzo Italiano ha portato una idea di gioco ben precisa, che ha trovato nei giocatori a disposizione del mister degli ottimi interpreti. Un gioco corale, di squadra, che ha permesso alla Fiorentina di stare sempre nelle zone alte della classifica ed in lotta appunto per un posizionamento europeo.

Molti pensavano che la corsa dei toscani potesse subire un turbamento con l'addio del bomber e leader della squadra Dusan Vlahovic nel corso del mercato di riparazione di gennaio. Italiano ha saputo però adattare la formazione e grazie anche ai nuovi innesti la sua squadra è rimasta compatta verso un unico obiettivo: l'Europa. Obiettivo raggiunto con sudore solo all'ultima giornata di campionato. Quando le posizioni ancora rimaste per la qualificazione da sette erano diventate solamente una: il settimo posto valido per la Conference League. I viola, a 90′ dal termine, partivano a pari punti con l'Atalanta ma avanti in virtù degli scontri diretti. Una vittoria avrebbe dunque permesso alla banda di Italiano di non preoccuparsi nemmeno del risultato dell'Atalanta, impegnata contro l'Empoli. Alla fine della partita, grazie al 2-0 rifilato alla Juventus, l'Artemio Franchi è dunque esploso di gioia per il tanto atteso ritorno in Europa.

Atalanta, la fine di un ciclo: dopo cinque anni la Dea manca l'accesso ad una competizione europea

Discorso diametralmente opposto quello che va fatto invece per l'Atalanta. A cinque anni di distanza dall'inizio, sembra infatti essere volto al termine il più bel ciclo della storia del club bergamasco. Ciclo che ha portato la squadra a raggiungere – per la prima volta nella storia – la qualificazione in Champions League. Dalle stalle alle stelle…e ritorno. A distanza di cinque anni da uno dei giorni probabilmente più belli della storia, l'Atalanta sembra essere infatti sprofondata in un oblio, mancando per la prima volta l'accesso ad una competizione europea.

Ciclo che potrebbe anche coincidere con l'addio di Gian Piero Gasperini, uno dei principali artefici della favola bergamasca delle ultime cinque stagioni. Con il picco massimo raggiunto nel corso della stagione 2019/20, quando la Dea fu capace addirittura di arrivare fino ai quarti di finale della Champions League, contro squadre decisamente più attrezzate dei lombardi. Percorso in Champions che, dopo il secondo posto nel girone C dietro al Manchester City e davanti a Shaktar Donetsk e Dinamo Zagabria, vide l'Atalanta venire sorteggiata contro il Valencia negli ottavi di finale. Ottavo di finale a senso unico, con i bergamaschi che si imposero per 4-1 e 4-3, strappando la qualificazione per i quarti. Ai quarti, a causa del covid disputati a gara secca, fu solo la corazzata del Paris Saint-Germain ad eliminare la compagine italiana, al termine di una gara rocambolesca che stava per regalare una storica qualificazione per le semifinali ai ragazzi di Gasperini. Dopo essere passata in vantaggio alla mezz'ora con Pasalic, la Dea aveva infatti resistito fino alla fine quando tra 90′ e 93′, Marquinhos prima e Choupo-Moting poi, ribaltarono clamorosamente il risultato spedendo i francesi in semifinale contro il Lipsia.

Quei tempi sembrano però ormai essere molto lontani, con il mancato accesso all'Europa che potrebbe portare ad una rifondazione, con l'obiettivo di riaprire un nuovo ciclo vincente, magari anche meglio di quello precedente.


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