Serie A

Milan, chi gioca in attacco? Origi, Giroud e Ibrahimovic: il borsino del centravanti di Pioli

Pioli Ibrahimovic Milan

L’attaccante belga sta per diventare una nuova punta rossonera, ma ci sono già Giroud e Ibrahimovic: chi sarà il titolare nel 4-2-3-1 di Pioli?

Le squadre di Serie A cominciano a prendere forma. Tra queste c’è ovviamente anche il Milan, con Maldini e Massara decisi a consegnare a Pioli una rosa ancor più forte di quella dell’anno scorso – che a fine maggio ha sollevato lo scudetto. D’altronde, il Milan inizierà la prossima stagione da Campione d’Italia in carica, ma fermarsi adesso vorrebbe dire buttare via tutti gli sforzi fatti. E allora sotto col mercato.

Il primo acquisto ufficiale della sessione estiva di calciomercato del Diavolo risponde al nome di Divock Origi. L’attaccante belga, che questa sera svolgerà la visite mediche di rito e da domani sarà definitivamente un nuovo giocatore del Milan, arriva a parametro zero dal Liverpool. Origi troverà però nel suo stesso reparto due campionissimi: Olivier Giroud, titolare lo scorso anno e Campione del Mondo con la Francia, e Zlatan Ibrahimovic, al momento infortunato ma ovviamente atleta unico nel suo genere.

La concorrenza quindi sarà elevata per tutti, ma in una squadra che ambisce a vincere in Italia è giusto così. Pioli avrà quindi l’imbarazzo della scelta per il suo famoso 4-2-3-1, potendo optare quando staranno bene su 3 alternative differenti per caratteristiche. Di conseguenza, si fa “dura” anche in termini di fantacalcio: capire chi sarà il titolare di questo Milan sarà tutt’altro che semplice.

Ecco quindi più nello specifico le 3 opzioni di mister Pioli: Origi, Giroud e Ibrahimovic. Chi sarà il centravanti titolare nel 4-2-3-1 del Milan?

 

Divock Origi, velocità e concretezza

Divock Origi è appena arrivato dal Liverpool dopo aver giocato per 6 stagioni con la maglia dei Reds, con in mezzo un anno in prestito in Bundesliga al Wolfsburg. L’attaccante belga ha totalizzato col club inglese fra tutte le competizioni 175 presenze, 41 gol e 18 assist.

Numeri importanti, ma di certo non eccezionali per essere un attaccante. Origi infatti ha sempre fatto da spalla ai big del Liverpool: da Firmino a Mané, da Sala a Diogo Jota, e chi più ne ha più ne metta. Klopp e i suoi predecessori lo hanno sempre stimato come ragazzo e come professionista, ma in Inghilterra Origi non è mai stato un titolare, se non agli inizi.

In compenso, ha sempre saputo stare nel suo ed aspettare il suo turno, per poi dare il massimo e farsi trovare pronto quando chiamato in causa. Nelle ultime 4 stagioni, Origi ha infatti vinto tutto con la maglia del Liverpool, sia in Inghilterra che in Europa e nel mondo: dalla Premier League alla Champions League, dalla Coppa d’Inghilterra alla Coppa di Lega, dalla Supercoppa Europea al Mondiale per Club.

Quasi mai da titolare, ma pur sempre mettendoci lo zampino. Indimenticabile è ovviamente la sua prestazione ad Anfield, nella primavera del 2019, nella semifinale di ritorno di Champions League contro il Barcellona di Leo Messi. Dopo la sconfitta per 3-0 all’andata, in casa il Liverpool ha ribaltato tutto vincendo addirittura 4-0. Il belga quella notte aprì e chiuse le marcature, segnando a pochi minuti dalla fine il quarto gol su una furbata da calcio d’angolo di Alexander-Arnold. A seguire, Origi timbrò il cartellino anche nella finale contro il Tottenham, chiudendo i conti sul 2-0.

Senza mai disturbare, ma sempre pronto a colpire quando meno te l’aspetti. Questo è Origi, un attaccante dotato di grande fisico e buona velocità. Non troppo bello da vedere, ma molto efficace e concreto sotto porta. Come nella stagione del titolo in Premier League, nel 2020, quando nei secondi finali del derby contro l’Everton approfittò dell’errore del portiere per regalare 3 punti pesantissimi ai suoi.

Il Milan non acquista un fenomeno, ma un giovane attaccante che sa come si fa a vincere.

 

Olivier Giroud, certezza ed esperienza

Discorso completamente diverso per Olivier Giroud. Il centravanti francese è stato il titolare di questo Milan, nella stagione dello scudetto. Il club rossonero è tornato sul tetto d’Italia dopo ben 10 anni, anche e soprattutto per merito suo.

Il ragazzo ha infatti regalato prestazioni e numeri importanti quest’anno, segnando soprattutto gol di una pesantezza incredibile in termini di morale e classifica. Il classe 1986 questa stagione col Milan ha collezionato – fra Serie A, Coppa Italia e Champions League – 38 presenze, 14 gol e 4 assist. Nel solo campionato italiano, l’ex Arsenal e Chelsea vanta 11 reti e 4 assist in 29 partite.

Dotato di un gran bel sinistro, la sua arma migliore è probabilmente il fisico. Molto bravo a colpire di testa, Giroud è un attaccante molto esperto ed intelligente dal punto di vista tattico. Non è mai stato un bomber, d’altronde nel 2018 in Russia è diventato Campione del Mondo con la Francia senza mai tirare in porta, ma sa sempre cosa fare per aiutare i compagni e mettere in difficoltà la difesa avversaria: che sia una sponda, un passaggio o un movimento.

Pioli lo ha capito subito e, visti anche gli infortuni di Ibra, ha puntato forte su di lui. Giroud ha dimostrato di avere un peso importante in questa squadra, quasi alla pari di Maignan, Theo Hernandez e Leao. L’attaccante francese è anche andato oltre le aspettative, scrivendo il suo nome sul cartellino contro quasi tutte le big.

Dopo il suo gol alla Roma, fu decisiva la sua doppietta nel derby di ritorno contro l’Inter: sotto 1-0, il Diavolo l’ha rimontata nel finale grazie alle due reti del francese. Giroud è stato decisivo anche nello 0-1 di Napoli, che ha praticamente tagliato fuori dalla corsa scudetto la squadra di Spalletti. Poi il bel gol del vantaggio nella vittoria a Roma contro la Lazio, e ovviamente la doppietta all’ultima gara della stagione a Reggio Emilia contro il Sassuolo – la partita dello scudetto.

Insomma, per quanto dimostrato e per l’esito del campionato, tutto lascia pensare che al via sarà proprio Olivier Giroud il primo titolare di questo Milan. In attesa del rientro dall’infortunio dell’attaccante svedese, il francese potrebbe partire leggermente avanti nelle gerarchie all’inizio sul nuovo arrivato Origi.

 

Zlatan Ibrahimovic, personalità ed intelligenza

E infine c’è lui, Zlatan Ibrahimovic: il Re.

L’operazione al ginocchio, ancora una volta, ne ha messo a serio rischio la carriera. Ma lo svedese non sembra aver la minima intenzione di appendere gli scarpini al chiodo, specie dopo una stagione per diversi motivi al di sotto delle sue aspettative.

Il problema dello svedese è ovviamente la condizione fisica che, vista l’età (va verso i 41 anni), lo limita molto. Per i primi mesi di stagione, Pioli non potrà contare su di lui. Il numero 11 rossonero rimarrà ai box fino almeno all’inizio di gennaio. Rivedremo dunque Zlatan in campo ufficialmente solo nel 2023.

Da lì in poi, nessuno sa cosa potrebbe succedere. Molto dipenderà da come Ibra riuscirà a rientrare: se non dovesse stare bene, allora molto difficilmente potrà fare una seria concorrenza a livello di titolarità con Giroud e Origi. Discorso totalmente diverso invece se dovesse ritrovare una forma accettabile, anche solo la metà del vero Ibrahimovic.

Inutile dilungarsi infatti sulle qualità di questo giocatore: Ibra è unico per qualità, fisico e personalità. Ecco appunto, la personalità. Il suo carattere grintoso ed affamato è probabilmente la causa numero 1 della vittoria scudetto per il club rossonero. Nonostante la sua assenza in campo, infatti, il Milan ha mostrato grandi cose sul rettangolo verde, con Ibra a guardare dalla panchina e a parlare da vero leader negli spogliatoi.

Lo scorso anno in Serie A per lui solo 8 gol e 3 assist in 23 presenze, di cui però solo 11 da titolare. Senza una buona condizione fisica, Ibra non può più essere il titolare di questo Milan: il posto quindi probabilmente se lo giocheranno gli altri due. In ogni caso, Ibra è sempre Ibra. Quando sarà in campo, infatti, tutti sanno che avrà le capacità per colpire in ogni azione e in ogni modo: una spizzata, uno sponda, un’occhiata. Il suo tocco rimane magico, anche con pochi minuti a disposizione a partita.

Forse però, questa è la prima – e con tutta probabilità ultima – stagione nella carriera di Zlatan Ibrahimovic in cui prenderlo al fantacalcio non è una buona idea.


Nome: Matteo. Cognome: Zinani. Classe: poca. Passione: sport. Calciatore di Serie A mancato, voglio essere il tuo punto di riferimento in termini di calcio e fantacalcio. Questo perché amo lo sport in ogni sua sfaccettatura: lo vivo e lo pratico da sempre.

Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

Rubriche

Di più in Serie A