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Perché si perché no: Milik è il profilo giusto come vice Vlahovic?

Arkadiusz Milik Napoli

La Juventus ha praticamente chiuso per l'acquisto di Arkadiusz Milik dal Marsiglia: ecco perché potrebbe essere il profilo giusto come vice Vlahovic e perché invece potrebbe non esserlo

Dopo settimane di trattative con Memphis Depay, che era pronto a svincolarsi dal Barcellona per firmare un biennale con la Juventus, le richieste maggiori rispetto all'inizio dell'olandese hanno fatto abbandonare la pista ai bianconeri. Bianconeri che si sono spostati in maniera decisa sul piano b, che corrisponde al profilo di Arkadiusz Milik del Marsiglia.

L'attaccante polacco ex Napoli è ormai virtualmente un calciatore della Juventus. I bianconeri hanno trovato un accordo con il Marsiglia sulla base di un prestito oneroso ad un milione con diritto di riscatto fissato ad otto milioni di euro, ed un altro milione legato invece ai bonus. Milik è adesso atteso a Torino, dove arriverà nel primo pomeriggio di oggi, per svolgere le visite mediche di rito e firmare il contratto con i bianconeri.

Erano ormai diverse sessioni che il nome di Milik veniva accostato alla Juventus, anche con una certa insistenza, e finalmente l'affare è andato in porto. Ma prima di vederlo in azione con la nuova maglia, proviamo a capire perché quello di Milik potrebbe essere il nome giusto per il vice Vlahovic e perché invece potrebbe rivelarsi una operazione sbagliata da parte della dirigenza bianconera.

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Arkadiusz Milik è il profilo giusto come vice Vlahovic?
Perché si

Rispetto a Depay, e rispetto anche agli altri nomi circolati in zona Juve nelle ultime settimane, Arkadiusz Milik ha già avuto una esperienza in Italia. Nello specifico la sua esperienza in Serie A è stata con il Napoli, che in quegli anni era in lotta per lo scudetto. Quindi oltre ad aver già giocato nel massimo campionato italiano, l'attaccante polacco lo ha fatto anche ad un determinato livello, che potrebbe quindi consentirgli non solo di saltare l'adattamento ad un tipo di campionato come quello italiano, ma anche di saltare la pressione di passare in un club dove l'obiettivo è la vittoria dello scudetto.

Con la squadra che ha costruito la Juventus, ed in particolare con gli innesti di Angel Di Maria e Filip Kostic, si prospetta un cambio deciso di modo di giocare per la Vecchia Signora. Questi ultimi due sono infatti calciatori che amano servire assist per i compagni. Nello specifico l'argentino è uno dei calciatori che hanno totalizzato più assist nei principali campionati europei nel corso dell'ultima decade. Basta questo per capire la caratura del calciatore. Kostic è a sua volta un rinomato uomo assist e mette con una certa frequenza i palloni in mezzo all'area di rigore, e tutti i cross tentati nella partita contro la Sampdoria ne sono la dimostrazione. Quindi per un attaccante forte di testa come Milik potrebbe essere decisamente l'ambiente giusto nel quale giocare.

A differenza di Depay inoltre Milik è più simile fisicamente e per caratteristiche proprio a Vlahovic, di cui verrà a fare il sostituto. Quando al top di condizione è anche un attaccante boa, in grado di stoppare il pallone e consentire alla squadra di salire, fornendo anche una sponda per i compagni, un po' come Lukaku nell'Inter.

Dopo un periodo per così dire buio, nel quale con i diversi infortuni aveva perso continuità e quindi fiducia in se stesso, nella recente esperienza in Francia con la maglia del Marsiglia il polacco sembra essersi ripreso. Sono 30 i gol segnati con la maglia dei francesi, in 55 presenze, 28 delle quali da titolare. Dati che dimostrano che Milik è in grado di dare un contributo a livello realizzativo anche quando non schierato dal primo minuto di gioco. Ed è proprio questo il ruolo che dovrà andare a ricoprire nella Juventus. Da aggiungere anche che ha un piede abbastanza educato e che è bravo a calciare le punizioni, fondamentale sul quale la Juventus ha un po' tentennato nel corso delle ultime stagioni.

Arkadiusz Milik è il profilo giusto come vice Vlahovic?
Perché no

Il motivo principale, che non ha permesso a Milik di fare il definitivo salto di qualità, è la forte frequenza di infortuni rimediati dal bomber polacco. Tanti, anche troppi, gli stop fisici accusati in carriera. Alcuni più gravi, altri meno, ma di sicuro che gli impediscono di garantire affidabilità e continuità. Uno dei suoi punti più fragili è inoltre il ginocchio, uno dei punti più gravi di infortunio per un calciatore nonché uno dei punti che tiene gli stessi lontani dal terreno di gioco per più tempo. Sono cinque gli infortuni al ginocchio rimediati in carriera, che gli hanno fatto saltare diverse partite tenendolo fuori dal terreno di gioco a lungo, non consentendogli quindi di trovare quella serenità, quella continuità e quella fiducia di cui ogni calciatore ha bisogno.

Prendere un sostituto di un calciatore con le stesse caratteristiche fisiche e tecniche del titolare potrebbe rivelarsi una mossa sbagliata, una sorta di lama a doppio taglio. Se potrebbe andare bene quando Vlahovic non sarà in campo ed avrà bisogno di riposare, potrebbe non essere ideale in altre occasioni. In base alla partita il tecnico potrebbe infatti avere bisogno di schierare contemporaneamente più attaccanti per provare a recuperare o ribaltare una determinata partita, ed avere due attaccanti simili come caratteristiche contemporaneamente in campo non è di sicuro la situazione ideale. Potrebbe rivelarsi ottimo con una dose elevata di cross in mezzo, in questo modo raddoppierebbero le chance di segnare, ma in caso di azione potrebbe creare più impicci che altro.

A differenza magari di altri profili sondati, quello di Milik – considerando i numeri e le statistiche – sembra un profilo che ha già raggiunto la sua condizione massima ed è adesso entrato nella fase calante della carriera. Fase calante accelerata dai troppi infortuni, caratteristica di cui la Juve soffre in misura anche spropositata. Infine, anche se ha già giocato in Serie A, nelle quattro stagioni di massimo campionato italiano solo due volte ha raggiunto e superato la doppia cifra: una volta fermandosi ad 11 gol ed un'altra arrivando a 17.


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