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Inter, il ballottaggio in porta è vivo: confermare Handanovic o chance per Onana?

Samir Handanovic Inter

Inzaghi deve ora decidere il suo portiere titolare: la grande prestazioni di Onana contro il Bayern Monaco rende la scelta ancora più difficile

Serie A e coppe europee sono cominciate per le squadre italiane, che da ora devono far fronte al doppio impegno. Le migliori formazioni del nostro campionato saranno infatti spesso impegnate non solo all’interno dei confini nazionali ma, durante la settimana, anche in campo internazionale – che sia in Champions League, Europa League o Conference League.

Questo comporta la necessità per gli allenatori di ruotare il più frequentemente possibile i propri giocatori. Arrivare in forze agli appuntamenti più importanti è fondamentale per i ragazzi, chiamati a mantenere ritmi e livelli di intensità – sia fisica che mentale – molto elevati. Ecco quindi che spesso i tecnici sposano l’idea di fare turnover, dando riposo a qualche giocatore.

Funziona così un po’ per tutti i ruoli, tranne però per il portiere che, per ovvie ragioni, vanta un minor spreco di energie. Difficile infatti che tra campionato e coppe europee gli allenatori decidano di alternare i due portieri: entrambe le competizioni sono importanti e, solitamente, il prescelto è sempre il titolare, con la riserva che deve accontentarsi ad esempio della Coppa Italia e poco altro.

Questo discorso però non vale quando c’è in gioco un vero e proprio ballottaggio per il ruolo di portiere titolare. È il caso ad esempio dell’Inter, che da inizio stagione si ritrova con due portiere di primissimo livello: Samir Handanovic e André Onana.

Dopo quanto visto in Serie A sabato sera contro il Milan e in Champions League mercoledì sera contro il Bayern Monaco, ora mister Inzaghi ha una vera e propria gatta da pelare. Il titolare è sempre stato l’estremo difensore sloveno, ma in questi giorni sta crescendo velocemente la candidatura del camerunense. La scelta è difficile per il tecnico dell’Inter e, di conseguenza, anche per i fantallenatori che hanno acquistato entrambi i portieri all’asta.

 

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Handanovic ancora titolare: perché continuare a dare fiducia al capitano?

Handanovic è arrivato all’Inter nell’estate del 2012 dall’Udinese. Da allora, quindi da ben 10 anni, ne è il titolare. Il portiere sloveno ha attraversato momenti molto complicati con la maglia nerazzurra, dovendo fare i conti con rose non all’altezza e problemi societari. Dall’arrivo di Conte, però, il numero 1 si è affermato ancor di più, diventando in tutto e per tutto uno dei principali leader dello spogliatoio interista.

Alle splendide parete e alla sicurezza nel guidare la difesa, Handanovic ha aggiunto anche il gioco coi piedi partendo dal basso. E nel 2021, finalmente, i suoi sforzi sono stati premiati con il primo scudetto italiano della sua carriera. Ovviamente da protagonista assoluto, con diverse parate decisive.

Fin qui, considerando tutte le competizioni, il portiere sloveno ha difeso la porta dell’Inter in ben 444 partite, incassando 459 gol e mantenendo il clean sheet in ben 162 occasioni. Inoltre, il ragazzo è sempre stato anche un pararigori: da quando è all’Inter, 18 tiri dal dischetto parati su 62 tentativi totali.

Con l’arrivo di Inzaghi l’anno scorso le cose sono però un po’ cambiate. Qualche problemino fisico e qualche errore di troppo hanno fatto storcere il naso a qualche tifoso interista. Handanovic rimane un signor portiere, ma ha appena compito 38 anni e forse questi cominciano a farsi sentire. Meno riflessi, meno slancio, meno rapidità: è normale e non c’è nulla di cui vergognarsi.

Le sue prestazioni e i suoi numeri cominciano un po’ a scricchiolare. In questo inizio di campionato, Handanovic ha subito 8 gol nelle prime 5 partite di Serie A; ovviamente non è solo colpa sua, ma sembra che lo sloveno non riesca più a mettere quelle pezze a cui i tifosi dell’Inter erano abituati fino a qualche anno fa. Il derby perso sabato sera a San Siro contro il Milan un po’ lo dimostra, soprattutto il primo gol di Giroud – quello del 2-1.

Ecco quindi che Inzaghi è costretto a chiedersi: perché continuare con Handanovic? Al momento, il mister sembra aver dato ancora fiducia a lui, almeno per la gara interna contro il Torino di sabato pomeriggio. In futuro, chissà.

 

Chance per Onana: è arrivato il momento di lasciar spazio ai più giovani?

Alle spalle di Handanovic, è arrivato in estate un portiere che del secondo ha ben poco: si tratta di André Onana, prelevato dall’Ajax al termine del suo contratto. Camerunense classe 1996, negli anni ha già dimostrato di avere le doti – tecniche e mentali – per fare il portiere titolare di una grande squadra.

Cresciuto nelle giovanili del Barcellona, si è trasferito in Olanda nel gennaio 2015 appena maggiorenne. A quel punto, ad Amsterdam è iniziata la sua vera carriera. Qui infatti ha vissuto gli anni d’oro recenti dell’Ajax di Ten Hag, condividendo campo e spogliatoio coi vari De Ligt, De Jong, Ziyech, Van de Beek, Antony e chi più ne ha più ne metta. Tutti profili ceduti all’estero per tanti, veramente tanti, milioni di euro. E Onana non sembra esser da meno, come ribadisce ogni volta anche un suo connazionale – un certo Samuel Eto’o.

Ecco quindi che in estate è piombata su di lui l’Inter, decisa ad affiancarlo ad Handanovic per poi procedere pian piano con la successione. Quello che non ci si aspettava, però, è che questo cambio in porta sarebbe potuto arrivare così presto.

Ad oggi lo sloveno è ancora il titolare di Inzaghi, sia chiaro, ma tanti addetti ai lavori sembrano spingere proprio per il nuovo arrivato. A suo favore, ci sono ad esempio i numeri della sua prestazione di mercoledì sera a San Siro in Champions League contro il grande Bayern Monaco – suo esordio ufficiale con la maglia dell’Inter.

I nerazzurri hanno perso meritatamente 0-2 contro i tedeschi, davvero ingiocabili, ma Onana si è reso protagonista di alcune parate a dir poco spettacolari. Addirittura, come riportano le Statistiche Opta, l’estremo difensore camerunense ha effettuato ben 10 parate durante il match, record per un portiere dell’Inter in Champions League dalla stagione 2003/04. Non male come inizio.

L’ex Ajax non ha ancora giocato in Serie A, ma la sensazione è che non si dovrà aspettare molto. Il classe 1996 sembra ormai pronto per prendere il posto di Handanovic. Forse non nei prossimi giorni, ma nell’arco della stagione le gerarchie potrebbero davvero cambiare. Per buona pace dello sloveno e dei suoi fantallenatori.


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