Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: “Maracanazo”, la sconfitta del Brasile nel 1950 che ancora fa male

La storia dei mondiali di calcio è caratterizzata da momenti indimenticabili, vittorie epiche, sconfitte sonore e repentini sconvolgimenti. Per quanto ci possiamo sforzare di scorrere le pagine della competizione più ambita del mondo del pallone, è difficile trovare un momento di sgomento maggiore di quello vissuto nei mondiali del 1950 dal Brasile, in quello passato alla storia come “Maracanazo“. La vittoria dell'Uruguay sancì la più dolorosa sconfitta che la nazionale brasiliana ricordi e che – per quanto ci provi – non può proprio dimenticare.

Ma per comprendere a pieno il turbamento suscitato dall'esito del torneo, è bene fare prima un excursus sull'evento, sull'atmosfera, sul contesto e su ogni altri aspetto che ha fatto del “Maracanazo” una ferita aperta e un momento di dolore indimenticabile e legato per sempre alla storia del Brasile ai campionati del mondo di calcio.

Sebbene il Brasile sia – a quota cinque trionfi – la nazionale più vincente nella storia dei mondiali, all'alba dell'edizione del 1950 i verdeoro erano ancora a secco. D'altra parte si trattava solo della quarta edizione: l'ultima si era giocata nel 1938 (vinse l'Italia che sconfisse il Brasile in semifinale). Le edizioni del 1942 e del 1946 furono annullate a causa della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze. Curiosamente, d'altro canto, l‘Uruguay aveva già una coppa del mondo, quella della prima edizione del torneo, nella propria bacheca.

I mondiali del 1950, disputati proprio in Brasile, rimangono ad oggi gli unici ad aver assegnato il trofeo con un girone finale anziché con partite a eliminazione diretta. L'ultimo match metteva di fronte proprio l'Uruguay e il Brasile: ai verdeoro sarebbe bastato un pareggio per trionfare davanti al proprio pubblico di Rio de Janeiro. Inutile dire che i pronostici erano tutti a favore della Selecao padrona di casa e pronta a laurearsi campione del mondo per la prima volta nella sua storia davanti al proprio popolo in festa. Ma se oggi ricordiamo quella partita come il “Maracanazo” è perché vinse l'Uruguay 2-1 inferendo una sanguinosa pugnalata ai sogni di gloria del Brasile e scrivendo una pagina indelebile nella storia dei mondiali di calcio.

Il percorso verso lo shock

Ora che abbiamo una prima vaga idea di ciò che successe al Brasile nei mondiali del 1950, cerchiamo di entrare più nello specifico. Come detto il Brasile ospitò la Coppa del mondo del 1950 e lo stadio del match finale con l'Ungheria, il “Maracanà” di Rio de Janeiro, fu costruito appositamente per questo evento. La fase iniziale del mondiale prevedeva quattro gironi nei quali dividere le 17 squadre qualificate, quattro delle quali si ritirarono prima dell'inizio della manifestazione. Le quattro squadre che avrebbero concluso il proprio girone al primo posto si sarebbero qualificate per il girone finale che, sempre con classifica all'italiana, avrebbe assegnato la Coppa del mondo. Il Brasile dominò il suo gruppo 1, mentre dagli altri gironi si qualificarono Spagna, Svezia e – appunto l'Uruguay. Quest'ultimo, in seguito ai ritiri, si ritrovò in un girone a due e dovette affrontare solamente la Bolivia in una sorta di match unico da dentro o fuori: finì 8-0.

Il girone finale aveva un favorito d'obbligo e il Brasile non fece nulla per nascondersi: schiantò la Svezia per 7-1 nel primo turno e la Spagna per 6-1 nel secondo. Nel frattempo l'Uruguay soffriva pareggiando per 2-2 con la Spagna e battendo in rimonta la Svezia per 3-2.

Insomma tutto sembrava delinearsi per il trionfo annunciato: il Brasile destinato a diventare campione del mondo per la prima volta nella sua storia di fronte al pubblico in delirio del Maracanà. Prima del fischio d'inizio di Uruguay-Brasile, i verdeoro comandavano il gironcino finale a quota 4 punti (la vittoria allora valeva +2), mentre l'Uruguay era fermo a 3. Spagna e Svezia erano già condannate. Due risultati su tre avrebbero fatto sì che il sogno brasiliano si trasformasse in realtà: al minuto 47 arriva persino il vantaggio brasiliano con Friaca. Il trionfo è a un passo. Ma la storia che vi raccontiamo oggi assume i contorni dell'incubo per il Brasile, con Schiaffino e Ghiggia che ribaltano il match e fanno sprofondare una nazionale, uno stadio e un popolo nel più profondo dei drammi sportivi: vince l'Uruguay 2-1.

Gli aspetti più interessanti della storia

La vittoria dell'Uruguay sul Brasile sul campo suscitò ovviamente un grande clamore. Come detto, il Brasile era favorito d'obbligo: questo aspetto avrà sicuramente contribuito nel creare una pressione eccessiva da una parte ma anche un eccesso di confidenza – alla luce dei 13 gol realizzati nelle altre due partite del girone finale – che è costato caro alla nazionale verdeoro. Ma analizziamo insieme altri aspetti perimetrali che hanno caratterizzato il campionato del mondo 1950, culminato nel “Maracanazo“.

Gli spettatori del Maracanà

Come anticipato, il “Maracanà“, un'imponente costruzione a Rio de Janeiro, fu costruito appositamente per la Coppa del mondo del 1950. Le cifre ufficiali riportano il dato di 173850 spettatori, ma dato che la partita si svolse prima che i regolamenti normassero in maniera ordinata gli accessi allo stadio e i posti a sedere, si stima che gli spettatori reali accalcati sulle tribune del Maracanà furono circa 200000: praticamente il 10% della popolazione di Rio de Janeiro dell'epoca era presente allo stadio.

Questi numeri fanno di Uruguay-Brasile la partita con il maggior numero di spettatori nella storia del calcio. Inutile sottolineare che l'atmosfera fosse incredibile e suggestiva. Un intero popolo con l'aspettativa di assistere a un trionfo annunciato e che mai avrebbe pensato di vivere il dramma del “Maracanazo“.

I precedenti del Brasile con l'Uruguay

Abbiamo già accennato alle due larghe vittorie ottenute dal Brasile contro Spagna e Svezia nel girone finale dei mondiali del 1950: un 7-1 e un 6-1 che avevano mostrato una superiorità a tratti imbarazzante degli uomini in maglia verdeoro. Anche nella prima fase il Brasile aveva mostrato grande confidenza, battendo il Messico per 4-0 all'esordio, la Jugoslavia per 2-0 e pareggiando con la Svizzera per 2-2 con un gol allo scadere. Anche gli incontri recenti con l'Uruguay avevano manifestato una certa superiorità: la Selecao aveva battuto per due volte gli avversari appena due mesi prima nella Copa Rio Branco (3-2 e 1-0), aveva ottenuto un largo successo (5-1) nella Copa America un anno prima e in generale vantava una striscia di otto successi, tre pari e tre sconfitte nelle ultime 14 partite. Insomma, il divario tecnico tra le due compagini era ben rappresentato dai numeri.

La festa pronta

Un altro aspetto curioso legato al “Maracanzo” riguarda le celebrazioni per il titolo che, stando alle cronache dell'epoca, erano state ampiamente preparate e previste dai brasiliani ben prima dell'incontro con l'Uruguay. Sarebbe stata anche scritta e incisa una canzone dal titolo “Brasile campione” che era pronta per essere pubblicata e suonata al fischio finale, per accompagnare i festeggiamenti del popolo brasiliano. Sfortunatamente per gli autori della canzone, l'Uruguay rovinò la festa e il brano non fu mai pubblicato. Insomma, un'altra pesante delusione da mandar giù per il Brasile legata ai mondiali del 1950.

Gli eccessi di fiducia

Non si fermano qui, però, le testimonianze sull'eccesso di fiducia avuto dal popolo brasiliano circa l'esito della Coppa del mondo del 1950. I giornali uscirono con titoli trionfalistici ben prima del fischio di inizio. O Mundo titolò “Estes sao os campeoes do mundo” e non c'è bisogno di tradurre. La Federazione consegnò a tutti i giocatori un orologio celebrativo con la scritta “Brasile campione del mondo“, il giorno prima della partita. Furono vendute oltre 500000 magliette recanti la scritta “Brasil campeao 1950“. Lo stadio fu circondato di striscioni che recitavano “Omaggio ai campioni del mondo“. Insomma, non era previsto alcun risultato diverso dalla vittoria, al punto che erano state coniate 22 medaglie d'oro da consegnare ai calciatori brasiliani. Nessuna autorità locale presenziò alla premiazione dell'Uruguay, che non sentì nemmeno suonare il proprio inno: la base non era stata portata perché quel giorno, in quello stadio, quel risultato non era contemplato.

L'epilogo tragico

Il dramma sportivo, purtroppo, non fu l'unico che il Brasile dovette affrontare ai mondiali del 1950. Le cronache riportano la morte di almeno 10 persone per infarto all'interno dello stadio, altre due dovute al suicidio di tifosi che si gettarono dagli spalti. Ma anche nei giorni a seguire, in cui il Brasile proclamò lutto nazionale, si registrarono altre morti. Risultano certificati 56 arresti cardiaci e 34 suicidi tra persone che, oltre a dover affrontare il dramma sportivo, aveva scommesso tutti i propri averi sull'esito del match. Il telecronista della finale lasciò il giornalismo, molti giocatori caddero in depressione e il Brasile non giocò per quasi due anni.

Mentre l'Uruguay festeggiava il suo secondo trionfo mondiale, il Brasile cadeva nel dramma del Maracanazo e dovette attendere il 1958 e l'esplosione di Pelè per il suo primo titolo mondiale. Ne sono arrivati però altri 4, a certificare che il Brasile è la squadra più vincente della storia dei mondiali. L'Uruguay è invece rimasto fermo a quota due.


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