Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: Moreno e quel delittuoso Corea-Italia del 2002

I mondiali di Corea&Giappone 2002 hanno una corposa quantità di storie e momenti da rivivere. A partire proprio dal fatto che è la prima edizione del torneo organizzata e ospitata in compartecipazione da due diverse federazioni calcistiche – oltre che la prima fase finale disputata in Asia. Ma che dire del ritorno trionfante di Ronaldo il fenomeno, dopo quasi due anni di infortunio, del quinto titolo mondiale del Brasile e della finale arbitrata da Pierluigi Collina.

Per noi italiani, però, Corea&Giappone 2002 vuol dire solo Byron Moreno e la sua disastrosa, tragica, incommentabile direzione di Corea del Sud-Italia, ottavo di finale in cui si interrompe bruscamente il percorso degli azzurri nel mondiale.

Ma prima di arrivare al punto che tutti noi tristemente ricordiamo già, cerchiamo di ricostruire il contesto.

I Paesi organizzatori

Come già anticipato, il 2002 segna un momento storico per i mondiali di calcio che per la prima volta vedono la propria fase finale organizzata in coabitazione da due paesi: la Corea del Sud e il Giappone. La suddivisione è talmente rigorosa che i 24 stadi indicati per ospitare le partite sono equamente divisi: 12 in Corea del Sud, 12 in Giappone.

Ospitare una manifestazione importante come il campionato del mondo ha sempre un duplice risvolto. Da una parte si moltiplicano le energie e la voglia di far bene davanti ai propri tifosi. Dall'altra si amplificano le pressioni e la prestazione ne può essere condizionata.

Corea del Sud e Giappone non sono giganti del calcio mondiale, come è noto. Tuttavia l'aria di casa fa bene alle due nazionali che ottengono risultati positivi soprattutto a inizio torneo.

La rosa della Corea del Sud è per lo più composta da calciatori che militano nei campionati locali. Sono solamente due i calciatori tesserati per squadre extra-asiatiche. È soprattutto sull'esperienza del Ct Guus Hiddink che una delle due nazionali di casa fonda le sue speranze di ben figurare.

L'esordio è positivo: grazie alle reti di Yoo Sang-chul e Hwang Sun-hong, la Corea del Sud impone il 2-0 alla Polonia e inizia il percorso mondiale con grande entusiasmo. Nella seconda partita gli asiatici impattano con gli Usa, dopo essere stati a lungo sotto, per 1-1. La qualificazione arriva grazie a Park Ji-sung, calciatore che poi arriverà in Europa e al Manchester United, che firma l'1-0 contro il Portogallo nell'ultimo turno, che vale gli ottavi di finale e il primato nel girone.

Molto simile, curiosamente, il percorso del Giappone, l'altra nazionale di casa. Con un pareggio (2-2 col Belgio) e due vittorie (1-0 sulla Russia, 2-0 sulla Tunisia), la squadra del sol levante prenota un posto negli ottavi come prima del raggruppamento.

Destini diversi

Le storie di Corea del Sud e Giappone prendono pieghe profondamente diverse quando si giocano gli ottavi di finale. I nipponici vengono piegati dalla Turchia di Hakan Sukur e abbandonano i sogni di gloria stile Holly&Benji. I coreani, invece, fanno percorso netto fino alle semifinali, dove vengono battuti dalla Germania per 1-0, superando due squadre decisamente più accreditate: prima l'Italia agli ottavi, poi la Spagna ai quarti di finale.

Un giudizio ad occhi chiusi porterebbe ad esaltare la performance della squadra di casa. Tuttavia, come tutti noi italiani sappiamo, entrambe le partite (ma quella con l'Italia ci fa male di più!) sono caratterizzate da decisioni arbitrali al limite del ridicolo, che hanno suscitato indignazione e proteste in forma piuttosto universale.

Quel maledetto Corea del Sud-Italia

Lo spettacolo che ci rende indigesto il pranzo del 18 giugno 2002 inizia subito a suon di cartellini sventolati con grande leggerezza e fischi discutibili fin dai primi minuti. Byron Moreno fa subito capire che aria tira quando, sugli sviluppi di un angolo, assegna un calcio di rigore ai sudcoreani per una di quelle trattenute tipiche delle mischie. Gigi Buffon spegne le polemiche volando alla sua destra e deviando il rigore di Ahn Juang-hwan.

I riti propiziatori di Giovanni Trapattoni, che cosparge la sua acqua santa nei pressi della sua area tecnica, sembrano funzionare quando al 18′ Bobo Vieri si esibisce in uno fondamentali preferiti: lo stacco di testa. Il corner di Totti è tagliato e preciso, il centravanti ci mette la frustata di collo e porta l'Italia in vantaggio.

L'ampolla magica non mette però l'Italia al riparo dalle decisioni controverse di Byron Moreno, che praticamente smette di fischiare qualsiasi fallo in favore degli azzurri, viceversa bersagliati di cartellini ad ogni possibile occasione. Coco è colpito al sopracciglio ed è costretto a giocare con un'ampia fasciatura. Zambrotta deve chiedere il cambio (entra Di Livio) a causa di un'entrata killer di Sun-hun Hwong, che l'arbitro nemmeno sanziona con il fallo.

Nel frattempo il vantaggio azzurro resiste tra sviste, proteste e qualche azione d'attacco non finalizzata da Vieri &co. Al minuto 87 un pallone vagante trova Panucci impreparato nel cuore dell'area di rigore italiana: il difensore non riesce a spazzare e il pallone finisce sul sinistro di Seol, che fa 1-1. È l'inizio di un incubo.

Ai supplementari l'Italia si riversa in avanti e Totti ha l'occasione di calciare verso la porta da dentro l'area di rigore. Non lo fa perché viene tranciato dall'intervento di un difensore sucoreano. Moreno si avvicina, ma anziché fischiare il calcio di rigore, sventola un giallo, il secondo, in faccia al 10 azzurro, accusato di simulazione. Oltre al danno la beffa, l'Italia resta in 10. Il Ct Trapattoni sferra un pugno contro il vetro che lo separa dai vertici Fifa.

Ma non è ancora finita, perché anche in 10 gli azzurri confezionano la palla del vantaggio: Tommasi è solo davanti al portiere quando la bandierina si alza segnalando un fuorigioco che non c'è. E come nel più tragico degli epiloghi annunciati, la Corea del Sud trova il gol, anzi, il golden gol, che mette fine alla partita. Lo segna Jung-hwan Ahn, giocatore a cui il Perugia di Gaucci non rinnoverà il contratto, al minuto 117.

E non finisce qui

Lo spettacolo indecoroso della direzione di Byron Moreno non passa inosservato e la Fifa riceve critiche universali. Tuttavia la situazione non migliora quando la Corea del Sud affronta la Spagna nei quarti di finale.

La squadra di Xavi, Raul, Hierro e Joaquin si vede annullare due gol regolari ed è costretta allo 0-0 fino al 90′ e poi al 120′. Sono i rigori a dirimere la situazione di parità tra le due compagini. L'errore di Joaquin spalanca le porte della semifinale alla squadra di casa.

A vendicare l'Italia e la Spagna, derubate dagli arbitraggi pro Sudcorea, sarà la Germania di Ballack. È il sinistro del centrocampista tedesco a giustiziare la squadra di Hiddink.


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