Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: quella testata di Zidane a Materazzi

È il 9 luglio 2006 e il cielo non è ancora azzurro sopra Berlino. Le strade attorno Westend e Charlottenburg-Wilmersdorf sono semi-deserte, mentre l'Olympiastadion è gremito fino all'ultimo seggiolino. Si sta giocando Italia-Francia, finale del campionato del mondo di Germania 2006.

Il punteggio e fermo sull'1-1 quando, al minuto 5 del secondo tempo supplementare, Zinedine Zidane perde la testa. Anzi, non la perde: la sbatte esattamente al centro del petto di Marco Materazzi, che frana a terra.

Sono gli ultimi ingloriosi momenti della carriera da professionista di un calciatore sensazionale, dotato di tecnica e intelligenza sopraffine ma la cui la lucidità talvolta si perde nei meandri dei suoi nervi scoperti. Per noi italiani, che ancora viviamo nei ricordi quella notte magica – ma anche per tutti gli spettatori nello stadio e davanti alla tv – è un momento che non può rimanere taciuto nelle nostre storie mondiali da rivivere insieme.

Zidane e i mondiali del 2006: verso il canto del cigno

In avvicinamento ai mondiali di Germania 2006, Zinedine Zidane aveva già espresso la volontà di ritirarsi a fine torneo. “È una mia decisione ed è definitiva – aveva raccontato a Canal+ in Francia – Dopo i mondiali smetterò di giocare a calcio. La Coppa del mondo è il mio ultimo obiettivo e l'unica cosa su cui voglio concentrarmi. Ma, prima che il torneo inizi, voglio che la gente sia consapevole che smetterò“.

Zizou ha 33 anni – ne avrebbe compiuti 34 durante il mondiale – quando il Ct Raymond Domenech stila la lista dei convocati per Germania 2006. Il campione francese ha appena concluso la sua ultima stagione al Real Madrid: un'annata avara di successi.

I Blancos chiudono la Liga al secondo posto, staccati di 12 punti dal Barcellona campione. Il cammino in Champions League si ferma agli ottavi di finale, sconfitti dall'Arsenal (0-1, 0-0). In Coppa del Rey il Real si ferma in semifinale non riuscendo a rimontare il clamoroso 6-1 subito dal Saragozza all'andata (4-0 al ritorno).

Si potrebbe dire che a livello di club, la carriera di Zidane non si chiude con le soddisfazioni che meriterebbe. Motivo in più per riporre nel mondiale le speranze di un ultimo brillante canto del cigno.

Germania 2006: le aspettative della Francia

La rosa della Francia è di grande qualità. Il nucleo forte della squadra vincitrice di Euro 2000 è ancora intatto. Vieira, Henry, Wiltord, Thuram, Trezeguet sono tutt'altro che comprimari di Zidane. D'altro canto sono passati sei anni e di conseguenza il roster risulta quello con l'età media più alta dell'intero mondiale (30,8 anni)

Nonostante un girone di qualificazione non irresistibile, i transalpini mostrano una certa sofferenza. Concludono imbattuti con 5 pareggi e 5 vittorie contro Svizzera, Israele, Repubblica d'Irlanda, Cipro e Isole Faroe: realizzano 12 reti e ne subiscono solo 2. Zizou riesce ad entrare nel tabellino dei marcatori solo all'ultima gara contro Cipro.

Tuttavia la voglia di regalarsi e regalare un'ultima grande gioia è forte nel cuore e nella mente di Zidane. La Francia arriva in Germania come una delle nazionali da battere.

Italia e Francia: il percorso verso la finale

Le due squadre che si trovano di fronte per la conquista della Coppa del mondo hanno un percorso molto diverso. La Francia balbetta nel girone. Pareggia 0-0 con la Svizzera (squadra che i Blues non erano riusciti a sconfiggere nemmeno nelle qualificazioni) e 1-1 con la Corea del Sud. La qualificazione arriva solamente grazie al 2-0 inflitto alla matricola Togo nell'ultima giornata, con la contemporanea vittoria degli svizzeri sulla Corea.

Meno rischioso il cammino degli azzurri, che battono 2-0 il Ghana all'esordio e poi si complicano la vita impattando 1-1 con gli Usa nel match dell'espulsione di De Rossi e dell'autogol di Zaccardo. Tuttavia un altro 2-0, inflitto alla Repubblica Ceca, spalanca le porte degli ottavi agli uomini di Lippi, da primi del girone.

Dagli estremi opposti del tabellone, Italia e Francia iniziano la scalata verso la finale. Per i transalpini c'è l'insidiosa Spagna, che costringe Zidane ad affrontare diversi dei suoi compagni al Real. David Villa porta in vantaggio gli iberici su rigore, ma la squadra di Domenech ribalta il match grazie a Ribery, Vieira e Zidane: 3-1 il finale. L'Italia deve invece attendere i minuti di recupero e l'incursione in area di Fabio Grosso, che procura il rigore realizzato da Totti per l'1-0 sull'Australia.

I quarti di finale regalano una sfida ricca di fascino alla Francia: di fronte c'è il Brasile di Kakà, Ronaldo e Ronaldinho. A risolvere il match è un guizzo di Henry, su assist da fermo di Zidane. Nel frattempo l'Italia dilagava affondando l'Ucraina di Shevchenko per 3-0: di Zambrotta e Toni (2) le marcature.

L'equilibrio domina entrambe le semifinali. La Francia regola il Portogallo del giovane Cristiano Ronaldo e dell'esperto Figo per 1-0 con il rigore di Zidane. L'Italia è invece protagonista della notte di Dortmund: lo 0-0 contro la Germania padrona di casa dura fino al 90′, ma nei supplementari gli azzurri ci fanno saltare dal divano con lo splendido mancino arcuato di Grosso e il contropiede condotto da Gilardino e finalizzato da Del Piero. “Si va a Berlino, Beppe“.

Italia-Francia: la finale di Berlino

La finale del mondiale di Germania 2006 ha due uomini copertina nel bene e nel male: Zinedine Zidane e Marco Materazzi. Il difensore azzurro è autore dell'intervento che costa il calcio di rigore dopo soli 6 minuti: il suo ripiego su Malouda è in ritardo. Zizou si presenta sul dischetto e sforna un morbido cucchiaio che bacia la parte bassa della traversa, rimbalza oltre la linea, tocca nuovamente la base della traversa e poi torna indietro tra la braccia di Gigi Buffon. La Francia è in vantaggio.

Passano soli 12 minuti ed è lo stesso Materazzi a farsi subito perdonare l'intervento scomposto. Pirlo batte un corner, il 23 prende l'ascensore e incorna con forza alle spalle di Barthez. È 1-1.

La partita prosegue su un labile equilibrio fino al 90′. Si va ai supplementari. È nell'extratime che accade l'incredibile. Materazzi e Zidane vengono a contatto, come più volte accaduto durante il match. Ma stavolta succede qualcosa di diverso. Mentre il 10 francese si stava allontanando, improvvisamente cambia direzione, si rivolge verso Materazzi che avanza verso di lui, piega il collo e gli sferra una testata sullo sterno. Il difensore crolla a terra, Zizou continua a guardarlo con disprezzo dall'alto.

Ci vogliono più di due minuti per dirimere il nuvolo che si crea. L'arbitro argentino Horacio Helizondo non si avvede dell'accaduto. Tuttavia il quarto uomo, lo spagnolo Luis Medina Cantalejo – forse aiutato dal maxischermo montato al centro dello stadio a mo di precursore del Var – gli comunica: “Ho visto io!“. La finale della Coppa del mondo e la carriera di Zidane finiscono contemporaneamente con un cartellino rosso sventolato in faccia e l'impossibilità di aiutare la sua nazionale ai tiri di rigore. Vincerà l'Italia con 5 realizzazioni a 3, ma questo lo sappiamo già. Ora si che il cielo è azzurro sopra Berlino.

Cosa ha detto Materazzi a Zidane?

Ricostruire esattamente l'episodio è abbastanza semplice con il racconto di Materazzi. “Lippi mi aveva chiesto di marcarlo – spiegherà il difensore – Così per tutta la partita ci sono stati diversi contatti tra noi. Dopo uno di questi lui mi ha guardato male e detto ‘se vuoi la mia maglia più tardi te la do‘. Ho risposto che preferivo sua sorella“. Zidane non ha mai offerto una sua completa versione dei fatti. Si è dichiarato dispiaciuto per l'episodio senza mai scusarsi direttamente con l'avversario.

Di certo si tratta di un'uscita di scena non degna della carriera del campione franco-algerino, il quale tuttavia detiene alcuni  primati poco onorevoli. Insieme al brasiliano Cafu è il giocatore che ha ricevuto più cartellini durante la fase finale di un mondiale (6); condivide invece con il camerunese Rigobert Song il record di cartellini rossi (2). L'altro lo aveva ricevuto durante Francia-Algeria, seconda partita dei mondiali di Francia 1998. Ma quella è un'altra storia che culminerà con il trionfo dei Blues sul Brasile per 3-0: Zizou autore di una doppietta.


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