Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: Blanco e il “salto del coniglio” a Francia98

L'esplosione del giovane Owen; l'affermazione del fenomeno Ronaldo; il calcetto con espulsione rifilato da Beckham a Simeone; il meraviglioso gol di Bergkamp all'Argentina; la consacrazione di Zidane alla guida della sua Francia; Song2 dei Blur che imperversa su tutti i pc e le console come colonna sonora di Fifa98 – Road to World Cup. Sembra incredibile che sia successo tutto questo in una sola edizione dei campionati del mondo. I mondiali di Francia98 hanno regalato così tanti momenti indimenticabili che ci vorrebbe un volume intero solo per elencarli.

Tra questi non manca un gesto curioso, elegante e tecnicamente perfetto: “Il salto del coniglio” di Blanco. Se non sai di cosa stiamo parlando, avrai sicuramente storto la bocca. Se invece lo sai già, avrai sorriso malinconicamente al ricordo di un campione senza tempo. In entrambi i casi, permettici di portati a fondo al racconto di questo gesto tecnico.

Chi è Blanco?

Prima di proseguire è necessario ricostruire un po' la figura del protagonista della nostra storia mondiale di oggi. Classico trequartista, Cuauhtémoc Blanco è un fantasista dotato non solo di grande capacità tecnica, ma anche di tenacia, carisma, grinta.

Disputa la maggior parte della sua carriera nelle squadre di club del suo paese, il Messico; fanno eccezione le parentesi in Spagna, al Real Valladolid, dove colleziona 23 presenze e tre gol, e in America, ai Chicago Fire, dove mette insieme 62 partite e 16 reti.

All'epoca dei mondiali di Francia, tuttavia, il 25enne Blanco non gode di enorme popolarità al di fuori del suo paese. La Coppa del mondo è la sua occasione di mettere in mostra il suo talento: missione che sarà ampiamente portata a termine.

Il salto del coniglio

È il 13 giugno 1998 e allo Stade de Gerland di Lione va in scena Corea del Sud-Messico per il primo turno del girone E. Entrambe le squadre sanno di dover ottenere il massimo risultato possibile da questo match per avere speranze di qualificazione nel raggruppamento che comprende anche Olanda e Belgio.

Gli asiatici trovano il vantaggio in maniera abbastanza fortunosa attorno alla mezzora, quando una punizione da lontano di Ha Seok-ju viene deviata dalla barriera spiazzando il portiere messicano. L'autore del gol, però, pochi istanti dopo si rende protagonista di un brutto fallo sull'out di sinistra che gli costa un rosso diretto: Corea del Sud in 10 uomini.

Con il vantaggio numerico, il Messico trova il pari in apertura di ripresa grazie a Pelaez. Il sorpasso, tuttavia, avviene solo nell'ultimo quarto d'ora, quando Luis Hernandez si esibisce in una doppietta tra il 75′ e l'84' di gioco.

Ma se oggi parliamo di questa partita non è per la rimonta della squadra centroamericana. Siamo sull'1-1, con il Messico che esprime la sua massima pressione alla ricerca del vantaggio. Blanco controlla il pallone sul lato sinistro dell'attacco, ma è accerchiato dai difensori coreani. Ecco però che si accende l'estro del giocatore, che con un raffinato guizzo tecnico solleva il pallone effettuando un balzo con entrambi i piedi, saltando così la pressione degli avversari e liberandosi lo spazio per proseguire la giocata. È il “salto del coniglio“.

Non si tratta di un caso isolato e istintivo. Anzi, il gesto tecnico diventerà presto un tratto distintivo di Blanco, al punto che prenderà il nome di “Cuauhtemina“.

Dopo Francia 1998

Come succede per molti giocatori che emergono durante un mondiale, ci si aspettava che Blanco, dopo aver messo in mostra il suo talento a Francia98, fosse destinato a una carriera di rilievo in Europa. Invece, come già detto, la sua parentesi in Spagna è breve e avara di grandi soddisfazioni.

Blanco è però un idolo nel suo paese e in particolare con la maglia dell'America: 108 reti nelle 308 partite disputate. Anche nella Major League lascia un certo segno. Tra i suoi 16 gol segnati nelle 62 partite giocate con i Chicago Fire, c'è anche quello eletto “Gol dell'anno” nel 2007.

Sua anche la fama di rigorista pressoché infallibile: 71 centri dal dischetto su 73 tiri dagli 11 metri.

Blanco con la Nazionale

Blanco è considerato uno dei migliori giocatori della storia del Messico. Con la maglia della sua nazionale ha preso parte a tre edizioni della Coppa del mondo.

A Francia 1998, dopo il curioso gesto del “salto del coniglio”, Blanco risulta uno degli artefici del passaggio del turno in un girone complesso. Dopo aver battuto la Corea del Sud all'esordio, il Messico mette in fila due pareggi per 2-2 contro il Belgio e l'Olanda. Blanco timbra il gol del pari nella prima occasione. Purtroppo per lui e per la sua nazionale, però, l'avventura mondiale si interrompe agli ottavi, dove la Germania rimonta da 0-1 a 2-1.

Sulla strada verso i mondiali di Corea&Giappone 2002, Blanco segna quattro gol che aiutano la sua squadra a centrare il pass iridato. Suo anche il gol decisivo per battere la Croazia nel girone e volare agli ottavi, dove però prevalgono gli Usa.

Nel 2006, mondiali di Germania, l'allora CT Lavolpe prende la sorprendente decisione di rinunciare a Blanco, ufficialmente denunciando una sua cattiva condizione fisica.

Quattro anni più tardi, a 37 anni, è il capitano della selezione messicana per Sudafrica 2010. Sua la firma su uno dei risultati più sorprendenti di quell'edizione: la vittoria del Messico sulla Francia per 2-0 (di Hernandez l'altro gol).

Blanco, oggi governatore dello stato del Morelos in Messico, rimane un campione ricordato volentieri dagli appassionati di calcio. Anche per il suo caratteristico “salto del coniglio“.


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