Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: quei Leoni indomabili del Camerun a Italia90

La storia dei campionati mondiali di calcio è fatta anche di risultati sorprendenti che lasciano un segno negli almanacchi e nelle memorie di presenti e telespettatori. Ne è simbolo la cavalcata del Camerun a Italia 90, dall'impensabile vittoria sull'Argentina di Maradona.

Novanta minuti di fuoco in cui il pubblico di San Siro assiste attonito all'esplosione dei Leoni indomabili, che al 67′, con un imperioso colpo di testa di Omam-Biyik, assestano alla nazionale albiceleste campione del mondo il colpo del ko.

È l'8 giugno 1990 e il sorprendente trionfo del Camerun sull'Argentina apre una sequenza di risultati che porterà la squadra africana dove non avrebbe mai osato sperare. Il Camerun a Italia 90 diventa il simbolo, l'orgoglio e l'ispirazione di un'intera generazione e un intero continente. Ma per comprendere la portata dell'impresa, cerchiamo di ricostruire la storia dal principio.

La preparazione caotica e il “pensionato” che ritorna

L'Unione Sovietica è un avversario ostico. Nel complesso, però, sono soddisfatto. Non dovremmo avere problemi a passare il girone“. Carlos Bilardo, Ct dell'Argentina campione del mondo in carica non sembra lasciarsi turbare troppo quando il sorteggio gli riserva i leoni d'Africa, insieme alla Romania e all'US.

Va detto che il suo eccesso di fiducia era giustificato dai fatti, almeno alla vigilia. Per dirne una, la vittoria del mondiale da parte del Camerun era bancata 500:1. Alla guida della squadra c'era un Ct russo, Valeri Nepomniachi, approdato in terra camerunese appena due anni prima dopo un'unica esperienza come allenatore di una squadra di club di basso profilo in patria.

Nepomniachi, convocato nientemeno che dal presidente del Camerun Paul Biya, non parla francese e si esprime in inglese a monosillabi. Raccoglie una squadra che aveva vinto la Coppa d'Africa nel 1988; nel 1990, a un paio di mesi dal mondiale, non riesce a difendere il titolo venendo eliminato nel girone iniziale con due sconfitte in tre partite.

Dopo la disastrosa Coppa d'Africa, Nepomniachi non sa bene dove mettere le mani per preparare la squadra al mondiale perché la partecipazione sia dignitosa. D'altra parte il Camerun aveva recentemente vissuto anni importanti con due Coppe d'Africa sollevate. Qui nasce l'idea di richiamare il campione che aveva guidato il Camerun nei suoi trionfi: Roger Milla.

Milla aveva dato l'addio alla nazionale dopo la Coppa d'Africa del 1988 e più in generale si era allontanato dal calcio di alto livello. A 38 anni compiuti, continuava a divertirsi giocando nei campionati minori delle isole asiatiche della Riunione.

Sempre pronto per rappresentare i colori del mio paese“. Il “pensionato” Milla è di nuovo aggregato. Tuttavia tra discussioni sui bonus ai giocatori non pagati, strutture di allenamento non all'altezza e risultati preoccupanti nelle amichevoli, la preparazione al mondiale prosegue senza i migliori auspici.

Milano, giornata 1: i leoni sbranano l'Argentina

Inutile sottolineare che alla vigilia, la partita con l'Argentina campione del mondo in carica e guidata da Diego Armando Maradona, rappresentava uno scoglio invalicabile per il modesto Camerun. A peggiorare la situazione ci pensa il portiere titolare Bell, che rilascia un'intervista in cui senza mezzi termini dice che la squadra non aveva “nessuna possibilità di fronteggiare l'Argentina” e che il Camerun sarebbe “uscito dal mondiale al primo turno in maniera ingloriosa“.

Il povero Nepomniachi a questo punto non può fare altro che panchinare il portiere titolare, che era anche uno dei migliori giocatori e tra i più rappresentativi della squadra, e lanciare al suo posto il sostituto N'Kono. Fu uno degli elementi chiave.

N'Kono diventa uno dei protagonisti del mondiale, risultando sempre decisivo con le sue parate in ogni singola partita. Qualche anno più tardi, qualcuno rivelerà: “Sono state le sue parole a farmi innamorare del ruolo del portiere. È il mio eroe“. Questo qualcuno risponde al nome di Gianluigi Buffon.

Con l'eroe per caso N'Kono tra i pali, il veterano di ritorno dalla pensione Milla tra le riserve e una squadra composta per lo più da giocatori frequentanti le serie minori del campionato francese, il Camerun si presenta a San Siro come vittima designata sul percorso dell'Argentina.

Tuttavia, con un approccio particolarmente atletico e fisico (il Camerun finirà in 9 uomini, indimenticabile l'assalto subito da Caniggia e culminato con il fallo tagliagambe di Massing), la squadra africana inizia a conquistarsi il soprannome che la renderà celebre nella storia: “I leoni indomabili“.

Diego Armando Maradona e company vengono costantemente ostacolati, anche con le maniere forti. D'altra parte, sarebbe estremamente riduttivo relegare la vittoria del Camerun al solo aspetto fisico: gli africani creano le occasioni per segnare e, con il colpo di testa di Biyik, anche di realizzare.

Una volta sotto nel punteggio l'Argentina non riesce a reagire in maniera organizzata e disciplinata e non trova il pari né in vantaggio di un uomo, né in 11 contro 9.

Sul campo, sugli spalti e in patria partono i festeggiamenti dei camerunesi. Eppure la grande avventura dei Leoni indomabili era appena all'inizio. Così come quella di Roger Milla, chiamato a dispensare la sua esperienza solo negli ultimi 10 minuti. Ma anche per il 38enne, il mondiale di Italia 1990 stava per diventare una bellissima favola.

Romania, qualificazione e danza

Nessuno credeva che avessimo speranze contro Maradona. A volte i giornalisti europei ci chiedono se mangiamo scimmie e se abbiamo uno stregone. Siamo devi veri giocatori di calcio e l'abbiamo dimostrato stasera“. La trance agonistica post vittoria traspare chiaramente nelle parole del match winner Biyik.

Il Camerun era già diventato la sorpresa del mondiale quando, sei giorni più tardi, si accingeva ad affrontare l'insidiosa Romania per la seconda partita del girone in programma al San Nicola di Bari. Due cambi obbligati in seguito alle espulsioni dell'esordio e le conseguenti squalifiche, ma per Roger Milla ancora non c'è posto nell'11 titolare. Il giocatore più rappresentativo della squadra, però, viene chiamato in campo dopo un'ora di gioco, con il risultato fermo sullo 0-o. L'impatto sulla partita è devastante.

Nel giro di 10 minuti, tra il 76′ e l'86', Milla buca il portiere avversario Lung prima con un preciso sinistro, poi con un potente destro. Inutile per la Romania il gol dell'1-2 di Balint, a pochi istanti dallo scadere.

Per il Camerun è qualificazione aritmetica e festa: Milla si esibisce in una danza vicino alla bandierina per celebrare la doppietta: “Sono un fan della salsa!“. I Leoni indomabili si affacciano alla fase a eliminazione diretta: la sconfitta per 4-0 nell'ultimo turno del girone subita dall'Unione Sovietica non ha effetti sul passaggio del turno.

I primi africani ai quarti di finale

Nonostante le brillanti performance di Roger Milla, l'allenatore Nepomniachi sceglie di relegarlo in panchina anche quando il Camerun si appresta ad affrontare la Colombia negli ottavi di finale di Italia 90. Il veterano trova però l'occasione di entrare in campo dopo 54′, quando il compagno Fedé chiede il cambio per un infortunio. Il risultato è fermo sullo 0-0 e l'equilibrio permane fino al 90′. Si va ai supplementari.

È qui che si accende la stella di Milla che nuovamente nello spazio di pochissimi minuti (3) trova l'unodue che spezza le speranze colombiane. Prima batte Higuita con un sinistro potente dopo un gran dribbling per liberarsi dalla difesa, poi va a pressare l'iconico portiere sudamericano, gli porta via il pallone e segna il 2-0 a porta vuota. La Colombia accorcia con Redin, ma il destino è segnato: il Camerun è la prima nazionale africana ad accedere ai quarti di finale di un campionato mondiale.

A questo punto il Camerun non è più una sorpresa, nemmeno per l'Inghilterra che, al San Paolo di Napoli, aspetta gli africani per uno storica sfida fra leoni.

Milla guarda i suoi dalla panchina per tutto il primo tempo, nel corso del quale l'Inghilterra passa grazie a un colpo di testa di Platt. C'è bisogno dell'esperienza del bomber camerunese sin dall'inizio della ripresa.

Miller fa il suo ingresso in campo e la partita gira. Dapprima si procura il rigore che Kundé realizza per il pareggio, poi dopo 4 minuti smarca Ekéké da solo davanti al portiere Shilton per il vantaggio della nazionale africana. Il sogno semifinale si accende.

Il Camerun ha anche qualche chance di segnare il terzo gol, tuttavia subisce il pari a soli 7′ dalla fine, su calcio di rigore del bomber inglese Lineker. Si va ancora ai supplementari: un altro rigore, molto dubbio, nuovamente realizzato da Lineker, suona la condanna sul cammino del Camerun: l'Inghilterra è in semifinale.

Il ritorno a casa degli eroi

Il Camerun di Milla è stata la prima squadra africana ad accedere ai quarti di finale, tutt'ora miglior piazzamento per una nazionale del continente. Per trovarne un'altra bisogna attendere 12 anni (Senegal nel 2002) e 20 anni (Ghana nel 2010). Un risultato di tale portata è stato ampiamente celebrato in casa, al punto che al ritorno, l‘aereo ha dovuto compiere una manovra supplementare: la pista era stata invasa da cittadini festanti. Il presidente Biya, inoltre, ha conferito onorificenze a tutta la spedizione di Italia 1990.

Il danzante Roger Milla, a 38 anni, è stato inserito nella top 11 del mondiale, oltre ad essere stato nominato calciatore africano dell'anno. Successivamente diventerà il giocatore più anziano a segnare in una fase finale del mondiale (Usa 1994, 42 anni e 133 giorni) e sarà inserito al 58° posto nella lista dei migliori giocatori del XX secolo stilata dalla rivista World Soccer. Inoltre, nel 2007, Pelé lo inserirà nella sua personale lista dei 100 migliori calciatori in vita.


Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

Rubriche

Di più in Mondiali Qatar 2022