Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: Maradona e quel test antidoping positivo a Usa94

L'intera carriera di Diego Armando Maradona è fatta di eccessi, in un senso e nell'altro. Apici celesti e sprofondi bui e tristi. Il mondiale di Usa 1994 è per lui una fase sincopata tra il ritorno sulla scena internazionale e la rovinosa caduta del test antidoping positivo che lo rispedisce a casa dopo soli 173 minuti di Coppa del mondo.

Ma prima di approfondire la nostra storia mondiale di oggi, ricostruiamo il contesto e gli avvenimenti che portano alla drammatica squalifica del Pibe de oro.

Il calcio e gli Usa

L'intenzione di ospitare la fase finale della Coppa del mondo del 1994 precede la creazione della Major League Soccer (1996) e segue un processo che intende rinvigorire il calcio nella cultura degli Stati Uniti. Quello che in Europa è già da decenni lo sport più popolare e seguito, nel Nordamerica dei primi 90 è ancora snobbato dai più e poco attrattivo per gli sponsor.

Il campionato del mondo rappresenta dunque un'occasione unica e irripetibile per dare al popolo americano la possibilità di appassionarsi al gioco del calcio. Perché ciò accadesse, era necessario che lo spettacolo fosse di più alto livello possibile. E se si vuole uno spettacolo calcistico di alto livello, di certo non può mancare Maradona.

Dopo la fuga da Napoli nel 1991 e la squalifica per la positività alla cocaina, Maradona a qualche mese dai mondiali è in Argentina, gioca per il Newell's Old Boys e cerca di rimettersi in forma.

Maradona e la tossicodipendenza

È lo stesso Maradona ad ammettere la sua dipendenza dall'uso di cocaina, sostanza che el Pibe inizia ad assumere quando arriva in Europa, alla corte del Barcellona. L'arrivo al Napoli nel 1984 e i rapporti mai troppo chiariti con la malavita organizzata del posto non aiutano il percorso di recupero del giocatore.

Durante la stagione 1990-1991, Maradona viene sorteggiato per il test antidoping al termine di Napoli-Bari. Il 10 risulta positivo alla cocaina: per lui arriva una squalifica di un anno e mezzo e la fuga da Napoli.

Al rientro dopo la stop forzato, il campione argentino firma per il Siviglia per una stagione, per poi tornare in patria al Newell's Old Boys. In Argentina la parabola di Maradona pare affievolirsi, con il giocatore che scende in campo di rado e che perde uno stato di forma ottimale.

Il ritorno sulla scena internazionale

Nel frattempo la nazionale argentina cercava di proseguire la sua storia senza il numero 10. Nel girone di qualificazione al campionato del mondo di Usa 94, l'albiceleste subisce un sonoro 5-0 dalla Colombia e, per ottenere il pass mondiale, ha bisogno di superare l'Australia nello spareggio.

L'allora Ct Alfio Basile decide di richiamare Maradona, in risposta alle pressioni di tutto il paese (e secondo el Pibe, della Fifa stessa). Pur non in condizioni perfette, Maradona è il capitano dell'Argentina che affronta l'Australia (1-1 all'andata, 1-0 per i sudamericani al ritorno) e si assicura la qualificazione a Usa94. Tuttavia si tratta di una parentesi breve, perché poche settimane dopo Maradona annuncia nuovamente l'addio alla nazionale, denunciando un'eccessiva pressione su di lui e la sua difficoltà nel perdere i chili di troppo.

A sorpresa, però, a pochi mesi dal mondiale Maradona torna in nazionale, disputando le amichevoli di avvicinamento a Usa94. Secondo quanto avrebbe poi dichiarato il fuoriclasse, gli sarebbe stata garantita l'immunità ai test antidoping pur di averlo in campo negli States. La versione, d'altra parte, è sempre stata smentita dalla Fifa.

Di fatto, quando il Ct Basile comunica l'elenco dei 22, Maradona è ufficialmente convocato. Si aprono le porte del mondiale per il 10 e per la sua Argentina.

Mondiali di Usa94: Maradona c'è

Batistuta, Redondo, Caniggia, Balbo, Simeone. L'Argentina ha una rosa di grande qualità, ma chiaramente i fari sono tutti puntati su una maglia, la numero 10 di Diego Armando Maradona. El Pibe si presenta negli States asciutto e in forma come non lo si vedeva da tempo, con la fascia di capitano al suo braccio.

L'esordio prevede una sfida tutt'altro che proibitiva per gli uomini di Basile, che annientano la Grecia con un rotondo 4-0. In mezzo ai tre gol di Batistuta, c'è anche la firma di Maradona, autore della terza rete al 60′ di gioco. Ne segue una delle esultanze più celebri della storia del calcio, con il fuoriclasse che corre festante in direzione della telecamera. Nessuno però avrebbe immaginato che sarebbe stato l'ultimo gol di Maradona con la maglia albiceleste.

La seconda partita del girone offre un'insidia maggiore, con la Nigeria di Oliseh che si presenta di fronte all'Argentina. Gli africani trovano il vantaggio dopo soli 8 minuti con Siasia: la reazione sudamericana è però praticamente immediata, con Caniggia che rigira il match grazie a una doppietta tra il minuto 22 e il minuto 29. Di Maradona l'assist per il sorpasso. Ma la parte sconvolgente della storia stava per compiersi a pochi metri dal terreno di gioco.

Il test antidoping positivo

Mentre l'Argentina ancora festeggia in campo per l'aritmetica qualificazione alla fase a eliminazione diretta, un'addetta del personale antidoping si avvicina ad un Maradona felice e sorridente. Lo prende per mano e lo scorta nella zona riservata ai test. Mentre lascia il campo, Maradona saluta e sorride al pubblico.

Dopo alcune ore di silenzio arriva nella sede del ritiro dell'Argentina l'esito dell'esame: Maradona risulta positivo all'efedrina, una sostanza vietata che lo avrebbe aiutato a dimagrire. Lo staff albiceleste chiede le controanalisi e prosegue nella preparazione della gara contro la Bulgaria, che avrebbe chiuso il girone. Ma il giorno prima dell'incontro, è lo stesso presidente Fifa Sepp Blatter a gelare il mondiale di Usa 1994.

Entrambi gli esami effettuati sulle urine di Diego Armando Maradona dopo il match Argentina-Nigeria hanno dato esito positivo. Il calciatore ha violato le norme antidoping ed è squalificato dal torneo“.

Si, l'ho fatto, è colpa mia“. Un laconico e sincero Maradona dichiara alle tv del suo paese.

Il gioco delle colpe

Praticamente contestualmente alla notizia della positività, parte il gioco delle colpe e delle accuse. La federcalcio argentina cerca di proteggersi. Il presidente Julio Grondona afferma che l'efedrina era in uno spray nasale somministrato a Maradona dal suo medico personale e non da quello della nazionale.

Subito dopo l'attenzione si sposta su Rip Fuel, una bevanda che aveva aiutato Maradona a perdere peso e che, nella versione argentina, non conteneva sostanze dopanti, mentre era presente sul mercato americano in composizione diversa.

Comunque siano realmente andati i fatti, resta l'episodio che segna in maniera definitiva la fine della storia di Maradona con la sua nazionale e con i campionati del mondo. Resta l'ombra del coinvolgimento della Fifa e dei presunti accordi presi sottobanco dai vertici federali con il giocatore pur di averlo negli Usa.

L'Argentina prosegue il suo mondiale con l'ininfluente sconfitta con la Bulgaria (2-0) nel terzo turno del girone e la decisamente più dolorosa battuta d'arresto agli ottavi, con la Romania che prevale per 3-2.

Maradona prova una breve parantesi da allenatore per poi ottenere un nuovo tesseramento da giocatore con il Boca Juniors in Argentina. Vive lì le sue ultime due stagioni da calciatore giocando 30 partite e segnando gli ultimi 7 gol della sua straordinaria e stravagante carriera. Il suo score in maglia argentina recita invece 91 partite, 34 gol e la vittoria del mondiale di Messico 1986.


Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

Rubriche

Di più in Mondiali Qatar 2022