Mondiali Qatar 2022

Storie mondiali, i momenti indimenticabili: quando Suarez azzannò Chiellini

Ok, possiamo pure ammetterlo: di mondiali, noi italiani, preferiremmo non sentirne parlare affatto. Sarà che dalle notti tedesche dei “si va a Berlino, Beppe!” di cose ne sono cambiate e i nostri azzurri non sono più riusciti a offrire prestazioni all'altezza della tradizione e della storia della nazionale, arrivando persino a mancare completamente la qualificazione per le fasi finali di Russia 2018 e Qatar 2022. Ecco perché, tra le storie mondiali da ricordare, il soggetto di oggi non è una grande vittoria o un momento di trionfo nazionale: si tratta di un episodio quanto mai curioso e caratteristico.

Perché di fame, in campo, ce ne vuole per vincere qualcosa. Ma non è così comune vedere questa fame eccedere ed arrivare al cannibalismo. È il minuto 79 di Italia-Uruguay, terza partita del gruppo D della fase a gironi del Campionato del mondo di Brasile 2014. Il punteggio è fermo sullo 0-0 con gli azzurri sotto di un uomo per l'espulsione di Marchisio. La posta in palio è altissima, si tratta praticamente di uno spareggio per gli ottavi. Suarez entra a contatto stretto con Chiellini che, in coabitazione con Barzagli e Bonucci, lo ha marcato per tutta la partita in maniera asfissiante. Frustrazione? Raptus? Fatto sta che l'attaccante uruguaiano sferra un morso sul trapezio del difensore azzurro. Entrambi finiscono a terra. L'azzurro si tiene la parte offesa. L'uruguaiano l'arcata dentale superiore.

Chiellini marchiato

Nessuno, a parte l'attaccante allora in procinto di passare al Barcellona, può sapere cosa gli sia passato per la testa. Di fatto Suarez morde la spalla sinistra di Chiellini all'altezza del trapezio.

Oggi, con il Var, l'episodio sarebbe stato analizzato dagli assistenti alla direzione e l'attaccante non avrebbe proseguito il match. Perché l'arbitro, il messicano Marco Rodriguez, non si avvede dell'episodio e non è debitamente assistito dai collaboratori di campo. Al difensore azzurro non resta che vanamente mostrare lo stampo dei denti impresso sul proprio corpo. Nel frattempo Suarez da terra lamenta un colpo subito.

Il dramma per l'Italia non finisce qui, perché pochi minuti dopo, su azione d'angolo, arriva anche il gol di Diego Godin, che suona come una sentenza sulle possibilità di qualificarsi agli ottavi.

Le conseguenze del morso di Chiellini

La Fifa non può trascurare un episodio di tale ferocia e gravità. Suarez riesce a farla franca in campo, aiutando la sua nazionale a portare a casa il successo e il pass per gli ottavi. Ma a bocce ferme, la federazione mondiale non può ignorare quanto successo e ampiamente documentato dalle immagini.

La Fifa commina a Suarez una squalifica di 9 giornate con la maglia della nazionale, quattro mesi di sospensione da qualsiasi attività, comprese quelle di club, e una multa di 100.000 franchi.

Nelle motivazioni, il massimo organo calcistico mondiale rivela di aver considerato anche la reiterazione del gesto. Non si tratta infatti del primo morso sferrato da Suarez a un avversario.

L'Uruguay impugna la decisione, ma come è naturale che sia, il ricorso viene respinto. Suarez, tuttavia, viene successivamente autorizzato ad allenarsi con il suo nuovo club, il Barcellona.

Privo di Suarez, l'Uruguay cede il passo agli ottavi di finale dei mondiali del 2014, sconfitto per 2-0 dalla Colombia di James Rodriguez, autore di entrambe le reti dell'incontro.

Suarez: non solo morsi

Il popolare morso di Suarez a Chiellini non è l'unica pecca “comportamentale” nella carriera del bomber uruguaiano. Non si tratta nemmeno del primo episodio controverso al mondiale.

Quattro anni prima, infatti, durante i quarti di finale contro il Ghana, con il punteggio sull'1-1 e il cronometro al secondo minuto di recupero del secondo tempo supplementare, Suarez “para” letteralmente un colpo di testa di Adiyiah che si stava inesorabilmente insaccando in rete. Per l'attaccante c'è il rosso diretto, per il Ghana il rigore di Asamoah tira addosso alla traversa. Si va ai tiri di rigore, dove l'Uruguay prevale per 4-2.

Suarez rimedia una squalifica che gli fa saltare la semifinale con l'Olanda (vinta dagli oranje per 3-2); tuttavia a fine match con il Ghana dichiarerà: “Questa è la vera mano di Dios, non quella di Maradona“.

Come già detto, Suarez non era nemmeno un novizio del morso. Sono due gli episodi analoghi in cui l'attaccante incorre. Il primo nel 2010, quando giocava con l'Ajax. La vittima è Otman Bakkal, giocatore del Psv Eindhoven, assalito con un attacco vampiresco al collo. Riceve una squalifica di 7 turni dalla federcalcio olandese.

Un episodio analogo avviene tre anni più tardi, quando Suarez indossa la maglia del Liverpool nel match contro il Chelsea. Stavolta il morso raggiunge il braccio di Branislav Ivanovic e nuovamente i giudici di gara non se ne avvedono. Suarez rimane in campo e può anche segnare il gol del pareggio nel finale. La squalifica arriva a match terminato, con la FA che sanziona il giocatore con 10 giornate di stop.

Sulla carriera di Suarez pesa anche una pesante squalifica di 8 giornate più una multa salata per aver usato epiteti razzisti nei confronti di Evra durante un Liverpool-Manchester United. Tuttavia Suarez ha sempre negato gli insulti razzisti. Agli annali anche una squalifica per aver mostrato il dito medio ai tifosi del Fulham.

Il Chiellini senza rancore

La malizia fa parte del calcio. Non lo definirei illegittimo“. Giorgio Chiellini nella sua biografia non mostra rancore nei confronti dell'uruguaiano. “Per superare un avversario devi essere intelligente. Io ammiro la sua astuzia. Senza questa caratteristica sarebbe stato un attaccane normale“.

Chiellini racconta anche l'episodio. “Ho marcato Cavani per gran parte dell'incontro. Un giocatore difficile da contenere e nemmeno con lui ci siamo fatti sconti. A un certo punto mi sono accorto di essere stato morso. È successo e basta. Questo è il suo modo di fare ‘corpo a corpo', e in un certo senso è anche il mio. Siamo simili, mi piace affrontare attaccanti come lui“.


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