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Plusvalenze e stipendi, cosa rischia la Juventus: dalle multe alla retrocessione, tutte le possibilità

Andrea Agnelli Juventus

Da multe salate all'esclusione dalle coppe europee, passando per punti di penalizzazione e retrocessione: i rischi che corre la Juventus in merito all'indagine Prisma su plusvalenze e stipendi

Sono stati giorni pesanti e lo saranno anche i prossimi in casa Juventus. Dopo la dimissione in blocco di tutto il Consiglio di Amministrazione (di cui vi avevamo parlato meglio qui), i bianconeri sono adesso in attesa degli esiti dell'indagine che sta portando avanti la Procura di Torino. In breve, le accuse mosse contro la Juve sono di falso in bilancio. Nello specifico i reati sono quelli di “falso nelle comunicazioni sociali” e “false comunicazioni rivolte al mercato”.

Facciamo prima un passo indietro. Nel 2021, a maggio, la Procura di Torino aveva dato vita all'indagine Prisma: in quel caso l'obiettivo erano le cosiddette plusvalenze fittizie. Nel mirino, oltre alla Juventus, erano finite anche l'Inter ed alcune altre società del massimo campionato italiano. Come accaduto nei precedenti storici riguardanti proprio le plusvalenze, l'indagine si era conclusa però con un nulla di fatto. Non esiste infatti un metro arbitrario per stabilire se un calciatore vale una cifra piuttosto che un'altra. Lo scorso aprile 2022 dunque tutte le società coinvolte nell'indagine, quindi compresa anche la Juventus, erano state prosciolte.

Adesso la Juventus è finita nel mirino degli inquirenti per un altro fattore, la manovra stipendi. In questo caso l'attenzione è finita sulle trattative fatte tra il club ed i calciatori nel periodo del coronavirus, nello specifico vengono contestate ai bianconeri delle presunte manovre volte ad evadere l'IVA. In parole povere, i bianconeri avrebbero fatto un accordo con i calciatori per tagliare immediatamente quattro mensilità (marzo, aprile, maggio e giugno 2020), tre delle quali sarebbero poi state recuperate in futuro. Questi tagli avrebbero fatto risparmiare alla società 90 milioni ma, secondo la Procura di Torino e la Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa), coinvolta perché la Juventus dal 2001 è una società quotata nella Borsa italiana nel mercato di Milano, sarebbero avvenuti in maniera non del tutto regolare e conforme alla legge.

In concomitanza con l'indagine portata avanti dalla Procura di Torino, anche la UEFA – allertata dalle notizie che stavano uscendo e dalle dimissioni in blocco di tutto il CdA della Vecchia Signora – ha deciso di aprire un fascicolo a sua volta per indagare sulla Juventus per possibili violazioni del fair play finanziario. L'UEFA ha deciso di iniziare le indagini prima di avere il responso di quelle portate avanti dalla Procura di Torino. In questo caso ai bianconeri verrebbe contestato il fatto, sempre se dovessero essere trovate delle violazioni sui documenti acquisiti e scambiati con la Procura di Torino, di essere venuta meno al “Settlement Agreement firmato con la UEFA lo scorso mese di agosto.

Tale accordo, siglato in merito al bilancio delle stagioni dal 2018 al 2022, prevede una multa di 23 milioni per la Juventus, a fronte delle irregolarità trovate nei conti. Multa che però verrebbe abbassata a 3,5 milioni (trattenuti dai ricavi derivanti dalla partecipazione alle competizioni europee) se i bianconeri riuscissero nell'arco di tre anni (quindi entro la stagione 2024/25) a rimettere a posto i conti. Oltre alla multa nell'accordo sono state stabilite altre due “penalità”: una limitazione delle rose, con la Juventus che può avere solo 23 calciatori in lista UEFA fino alla stagione 2025/26; e delle limitazioni al mercato solo nel caso in cui il saldo risulti negativo. Se la Juventus dovesse venire giudicata “colpevole” dalla UEFA, l'accordo potrebbe però venire annullato per far spazio a sanzioni ben più pesanti.

Cos'è e come si commette falso in bilancio

Il falso in bilancio è la compilazione di false comunicazioni sociali, ovvero un rendiconto non veritiero e corretto dei fatti accaduti e degli indicatori di rilievo che dovrebbero essere espressi nel bilancio d'esercizio di un'impresa. Appurato il fatto che il bilancio di un'azienda è un documento che si redige perché i soci e i terzi possano reperirvi quelle informazioni sulla base delle quali assumere delle decisioni (in genere commerciali, comunque d'ordine economico) riguardanti l'azienda medesima, e considerato che il bilancio non si rivolge solo al capitale investitore, ma anche alle classi lavoratrici e alla collettività, la corretta compilazione dello stesso è considerata obbligatoria e inderogabile presso la quasi totalità degli ordinamenti del mondo in quanto garanzia di tutela della fede pubblica. La scorretta compilazione dello stesso, oltre ad implicare la falsità di rappresentazione della situazione aziendale, è considerata una frode e diffusamente gestita come reato in quasi tutti gli ordinamenti.

Indagine Prisma: cosa rischia la Juventus

Ma veniamo al succo del discorso, quello che si stanno chiedendo la maggior parte delle persone esterne alla vicenda è: ma cosa rischia la Juventus? Beh, gli scenari sono diversi. Ed ognuno di questi dipende in primis dal fatto che i bianconeri devono prima essere giudicati colpevoli (ricordiamo infatti che è in corso solamente l'indagine al momento, quindi si tratta semplicemente di accuse di presunte violazioni), ed in secondo luogo, se la colpevolezza dovesse essere appurata, dipende dalla gravità delle violazioni riscontrate. Andiamo per gradi.

L'articolo 31 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC recita quanto segue: “Costituisce illecito amministrativo la mancata produzione, l'alterazione o la falsificazione materiale o ideologica, anche parziale, dei documenti richiesti dagli organi di giustizia sportiva, dalla COVISOC e dagli altri organi di controllo della Federazione nonché dagli organismi competenti in relazione al rilascio delle licenze UEFA e FIGC, ovvero il fornire informazione mendaci, reticenti o parziali“. Quindi, se dovesse essere accertato che la Juventus – con l'aggiunta di queste presunte perdite aggiuntive – non avrebbe potuto iscriversi al campionato in corso (2022/23), le sanzioni potrebbero andare dalla “penalizzazione di uno o più punti in classifica” alla più grave “retrocessione all'ultimo posto in classifica del campionato di competenza” fino al caso estremo di “esclusione dal campionato in corso“. Ed è questo l'unico caso in cui la Juventus rischierebbe la retrocessione.

Se invece dovessero si venire accertate le perdite aggiuntive, ma le stesse non risultassero essere state influenti per l'iscrizione al campionato in corso (2022/23), le sanzioni sarebbero “limitate” ad una multa ed all'inibizione dei membri coinvolti nell'eventuale illecito che, ricordiamo, si sono già dimessi in maniera precauzionale per non ledere il lavoro della parte sportiva, già alle prese con una stagione complicata.

Ma c'è anche una seconda ipotesi. Sempre da quanto si legge sul regolamento, una società che dovesse essere punita per aver pattuito con i propri tesserati dei compensi in violazione delle leggi federali rischia delle sanzioni che vanno anche ad intaccare il piano sportivo. Nello specifico la società potrebbe essere “punita con l’ammenda da uno a tre volte l'ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti in classifica“. In questo caso però i bianconeri non rischierebbero né una retrocessione né tantomeno l'esclusione dal campionato in corso. A rischiare sarebbero ovviamente anche i calciatori coinvolti nell'illecito. In questo caso si va – stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sportda multe alla squalifica “di durata non inferiore ad un mese“. 

Passiamo quindi all'ultimo step, ovvero le possibili sanzioni che potrebbero arrivare sul fronte UEFA. Come specificato anche prima, l'eventuale mancato rispetto del “Settlement Agreementpotrebbe portare ad un annullamento dello stesso e a delle sanzioni ben più pesanti di quelle pattuite precedentemente. In questo caso – sempre stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport – gli scenari sarebbero però ben più vasti. Nel regolamento sono infatti previste varie penalità e di pesantezza differente: penalizzazioni, trattenuta premi UEFA, limiti al numero di calciatori tesserabili, limiti al mercato, esclusione dalle coppe internazionali. Esclusione che potrebbe avvenire anche da tornei in corso, ricordiamo che la Juventus uscendo terza dai gironi di Champions League è stata relegata agli spareggi di Europa League (qui il sorteggio dei bianconeri e le date delle partite). Nell'ipotesi più grave i bianconeri perderebbero quindi a tavolino la partita, senza la possibilità di continuare il loro percorso europeo nel corso di questa stagione.

Leggi anche: Chi è Gianluca Ferrero, nuovo presidente della Juventus


Classe '96, siciliano. Innamorato delle statistiche, forse tanto quanto del calcio. Appassionato di cinema e serie tv, oltre che di tutto quello che ha a che fare con numeri e record, di qualsiasi genere e categoria!

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