Che fine ha fatto?

Che fine ha fatto Omar El Kaddouri? L’erede di Hamsik che non ha mai alzato la cresta

Che fine ha fatto Omar El Kaddouri? L’erede di Hamsik che non ha mai alzato la cresta

“Che fine ha fatto?”. Ce lo chiediamo di un amico che non si fa più sentire dopo che ha copiato i compiti di latino per tutto il liceo, del pantalone dell'abito della laurea che tua madre ha messo in un posto sicuro e che probabilmente verrà ritrovato dai tuoi nipoti, di quella ricevuta di pagamento della multa che è “sempre stata lì” ma ora che ci è arrivata la mora per non averla pagata sembra essere stata ingoiata dall'etere. Ce lo chiediamo anche per quei calciatori che sembrano destinati a prendere a pallate tutti per un'era calcistica ma che dopo pochi attimi di gloria si dissolvono come neve al sole.

Che fine ha fatto è proprio il nome che abbiamo voluto dare a questa rubrica. Per ricordare insieme quei talenti che hanno abbacinato tutti agli esordi e che ora sono dispersi in qualche campo di periferia o come direbbe qualcuno: “hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro al bar“.

Ben ritrovati amici nostalgici di questa rubrica quindicinale, una rassegna in cui andiamo a ripescare calciatori tra le più disparate personalità che hanno lasciato un segno – più o meno importante – nei nostri ricordi. Abbiamo percorso le carriere di Mastour, talento incredibile gettato al vento, passando per la storia di rivalsa di Macheda e arrivando alle invenzioni di Foquinha. Uno sguardo lo abbiamo dato anche al reality “Campioni il Sogno” e ai suoi protagonisti, abbiamo ricordato Maicosuel, rimpianto dell'Udinese così come abbiamo ripescato le gesta di Francesco Grandolfo vera e propria meteora con la maglia del Bari, prima di arrivare alle aspettative non rispettate di Elia ed Iturbe. Abbiamo rimpianto il talento di Alexandre Pato, viaggiato assieme al girovago Samuele Longo , scoperto qualcosa in più sul primo iracheno della storia della Serie A, Alì Adnan. Altri appuntamenti sono stati con il mancino magico di Diamanti e con i guantoni di Simone Scuffet che avrebbe dovuto essere il portiere della Nazionale per diversi anni ma si è perso prima di arrivarci. L'ultima storia è stata tutta stravaganza e rock & roll, percorrendo la carriera di Pablo Daniel Osvaldo. Oggi andiamo a ripescare uno di quei giocatori ricordati da tutti anche se non ha lasciato effettivamente un segno indelebile nel nostro campionato, parliamo di Omar El Kaddouri.

È il 2007, quando El Kaddouri ha il primo contatto con l'Italia, ha soli 17 anni. Si sta giocando un torneo di Viareggio e il calciatore marocchino sta disputando il torneo con la maglia delle giovanili dell'Anderlecht. Il mix di tecnica e fisicità intriga uno degli osservatori del settore giovanile del Brescia, uno dei più attenti in Italia nella ricerca di talenti. L'anno successivo El Kaddouri è un tesserato delle “Rondinelle” e viene girato subito in Lega Pro a farsi le ossa con la maglia del Sudtirol. A soli 18 anni è titolare del centrocampo dei biancorossi, così i lombardi decidono di farlo restare nel gruppo della prima squadra che disputerà la Serie B nell'annata successiva. La stagione è più che positiva: 38 partite disputate su 38 a disposizione, il centrocampo è completamente in mano – o nei piedi – sua e riesce ad essere anche incisivo in zona gol mettendone a referto 7. Queste prestazioni attirano diverse società di Serie A che si fiondano sul suo cartellino. A spuntarla è il Napoli che paga prima 2 milioni per la comproprietà e successivamente 12 per il cartellino.

Nel 2012-13 El Kaddouri gioca la sua prima stagione in Serie A, dimostrando una certa dimestichezza anche nello stare a certi livelli. Non fa la differenza come nella serie cadetta ma sembra pronto a fare il salto di qualità. A Napoli si sprecano i paragoni con Hamsik, un po' per il ruolo un po' per il percorso fatto. Anche lo slovacco infatti, si era fatto notare in maglia Brescia per finire ad essere il recordman assoluto di presenze con il Napoli. Ad Omar il paragone piace ma il suo idolo è Zinedine Zidane, ma a chi cerca paragoni forzati il ragazzo risponde di non esagerare. La differenza con il suo capitano sta nel fatto che El Kaddouri arriva in un Napoli di dimensione Europea, che non può aspettare troppo un calciatore.

Proprio per questo, al contrario di Hamsik viene lasciato partire per Torino, sponda granata dove esprime il suo potenziale diventando un punto fermo del Toro di Ventura che raggiunge il settimo a fine campionato. Con la maglia granata si reinventa, si mette a disposizione della squadra e svolge qualsiasi compito richiesto dall'allenatore. Si prende anche la soddisfazione di giocare in Europa League, mettendo anche a referto un assist contro l'Atletico Bilbao nell'ottavo di finale perso in Spagna ma che gli regala una delle emozioni più belle della carriera. In una recente intervista lo stesso ha parlato così sul tempo passato a Torino: “L’esperienza più bella della mia carriera. Un grande amore: non ho mai giocato così bene”. Prima di tornare alla base dopo 2 anni di prestito, si toglie anche lo sfizio di segnare proprio al Napoli con un calcio di punizione che non lascia scampo a Reina: esulta ma senza un minimo di sentimento di rivalsa.

Tornato in Campania, si trova a dover contendere il posto a calciatori del calibro di Callejon e dello stesso Hamsik. In panchina trova Maurizio Sarri che gli promette spazio tanto da negare la sua partenza direzione Atalanta. Probabilmente una sliding door che gli tarpa definitivamente le ali: sulla panchina orobica avrebbe trovato Gasperini che è stato la fortuna di tantissimi calciatori in quel ruolo, pensiamo solo a Pasalic per fare un esempio attuale. Ma con i “se” non si fa la storia e quando il Napoli stila la lista Champions il suo nome non è assieme a quello dei suoi compagni. Il matrimonio con i partenopei non s'ha da fare, è arrivato all'ombra del Vesuvio ancora una volta nel momento sbagliato. Anche per il contraccolpo psicologico, le prestazioni viste con Ventura sono un lontano ricordo. Viene ceduto a metà stagione all'Empoli, dove gioca qualche partita ma non riesce assieme ai compagni ad evitare la retrocessione.

Dal 2017 di trasferisce in Grecia acquistati dal PAOK, dove tra tante peripezie riesce a vincere anche uno Scudetto nel campionato seguente. Attualmente milita ancora con i bianconeri, lontano dalle luci della ribalta, lontano dai fasti di quello che doveva essere il suo futuro da nuovo “Hamsik”.

 


Gianni De Simon

30 anni, nato e (soprav)vissuto a Bari, ingegnere civile ma solo per sbaglio. Appassionato di qualsiasi sport o forma di competizione esistente, calcio e fantacalcio in primis. Se c'è una palla che rotola c'è sempre un bimbo che le corre dietro.

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Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

Serie A
# Squadra G V P S +/- Punti
1 Inter Milan

Inter Milan

38 29 7 2 67 94
2 AC Milan

AC Milan

38 22 9 7 27 75
3 Juventus

Juventus

38 19 14 5 23 71
4 Atalanta

Atalanta

38 21 6 11 30 69
5 Bologna

Bologna

38 18 14 6 22 68
6 Roma

Roma

38 18 9 11 19 63
7 Lazio

Lazio

38 18 7 13 10 61
8 Fiorentina

Fiorentina

38 17 9 12 15 60
9 Torino

Torino

38 13 14 11 0 53
10 Napoli

Napoli

38 13 14 11 7 53
11 Genoa

Genoa

38 12 13 13 0 49
12 Monza

Monza

38 11 12 15 -12 45
13 Verona

Verona

38 9 11 18 -13 38
14 Lecce

Lecce

38 8 14 16 -22 38
15 Udinese

Udinese

38 6 19 13 -16 37
16 Cagliari

Cagliari

38 8 12 18 -26 36
17 Empoli

Empoli

38 9 9 20 -25 36
18 Frosinone

Frosinone

38 8 11 19 -25 35
19 Sassuolo

Sassuolo

38 7 9 22 -32 30
20 Salernitana

Salernitana

38 2 11 25 -49 17

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