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Scudetto Napoli, da Osimhen a Kvaratskhelia: i protagonisti del trionfo

Scudetto Napoli, da Osimhen a Kvaratskhelia: i protagonisti del trionfo
Iconsport / DeFodi

Adesso è ufficiale, il Napoli è campione d'Italia per la stagione 2022/23. Mancava ormai da settimane soltanto la matematica per dare il via ai festeggiamenti dei tifosi partenopei, la cui città è da tempo tappezzata di ogni tipologia di celebrazione verso i propri beniamini. Dopo aver soltanto accarezzato il sogno nell'ultima giornata con l'1-1 contro la Salernitana, la certezza è arrivata con il pareggio ottenuto sul campo dell'Udinese: l'iniziale vantaggio di Lovric nel primo tempo aveva fatto pensare ad un secondo rinvio della festa scudetto, ma il solito gol di Osimhen nella ripresa ha consegnato agli azzurri l'ultimo punto necessario per lasciarsi andare ai festeggiamenti.

Un trionfo quasi mai in discussione per larga parte del campionato, dominato in lungo e in largo da una squadra che ai nastri di partenza in molti avevano addirittura escluso dai primi quattro posti della classifica finale. Un bilancio di 25 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte in 32 partite, partendo da una striscia di 15 risultati utili consecutivi (13 vittorie e 2 pareggi), ha permesso agli azzurri di ritornare ad indossare il tricolore dopo 33 anni dall'ultima volta. E poco importa se, alla fine, il sogno Champions è svanito ai quarti di finale contro il Milan. Napoli è di nuovo campione, sotto gli occhi di Diego che – siamo sicuri – non avrà perso neanche un minuto di questo incredibile cammino.

I meriti vanno distribuiti tra tutti i componenti della rosa e dello staff tecnico di Luciano Spalletti, ma alcuni protagonisti in particolare meritano certamente un posto in copertina. Dal portiere Alex Meret al bomber Victor Osimhen, ecco i principali uomini chiave dello scudetto del Napoli 2022/23.

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Alex Meret

La storia di Alex Meret è forse la più bella tra quelle che potete trovare nella rosa del Napoli campione d'Italia. Il portiere ex SPAL, arrivato in azzurro nel 2018, dopo alcune stagioni non particolarmente convincenti era stato vicino all'addio per quasi tutta la durata dell'estate, con i partenopei decisi a puntare su un portiere di maggior esperienza europea come Keylor Navas o lo spagnolo Kepa. Le dinamiche del mercato hanno tuttavia portato ad un nulla di fatto, e Meret è stato confermato – non senza mugugni della tifoseria – come portiere titolare del Napoli per la stagione 2022/23.

Il calcio, però, spesso e volentieri premia chi sa aspettare: Meret è uno di questi, ed il suo campionato da assoluto protagonista ne é l'ennesima dimostrazione. Il portiere classe 1997 ha messo la firma sul trionfo partenopeo riuscendo ad infondere ulteriore sicurezza ai propri compagni e contribuendo ai numerosi successi a suon di parate: alcune delle vittorie più importanti del Napoli in questo campionato, come le difficili ed altrettanto importanti trasferte contro Milan ed Atalanta – entrambe terminate con una vittoria degli uomini di Spalletti per 2-1. È anche grazie ai suoi interventi, d'altronde, se la difesa azzurra vanta il minor numero di gol subiti in questa Serie A (23), con un totale di 15 porte inviolate in 32 partite.

Kim Min-jae

Dopo la passata stagione conclusa al terzo posto in classifica, al termine del calciomercato estivo in molti avevano espresso perplessità riguardo al Napoli 2.0 di Spalletti: giocatori chiave della fase offensiva degli azzurri come capitan Insigne, Mertens e Fabián Ruiz avevano lasciato il club con direzioni differenti, mentre il pilastro della difesa Kalidou Koulibaly era stato ceduto al Chelsea per la cifra di 38 milioni di euro. Per sostituire il senegalese, la scelta della dirigenza partenopea è ricaduta su Kim Min-jae, centrale di proprietà del Fenerbahce con un solo anno di esperienza europea alle spalle: prima della stagione disputata in Turchia, infatti, il classe 1996 aveva giocato soltanto in Corea del Sud e in Cina.

Pochi mesi dopo, Kim è a tutti gli effetti uno dei difensori centrali più determinanti del panorama europeo, leader di una difesa capace di concedere soltanto 23 reti in 32 gare giocate. Le sue chiusure difensive e le ripartenze palla al piede esaltano continuamente il popolo partenopeo, che accompagna spesso le sue giocate con un urlo diventato uno dei simboli della stagione da sogno del Napoli. Al contributo in difesa ha inoltre aggiunto due reti in questo campionato, tra cui quella del momentaneo pareggio nella vittoria in rimonta contro la Lazio all'Olimpico (1-2).

Giovanni Di Lorenzo

Menzione obbligatoria anche per il capitano della formazione campione d'Italia, che ha ereditato la fascia proprio all'inizio di questa stagione da Lorenzo Insigne. Alla sua quarta stagione con la maglia del Napoli Di Lorenzo ha dimostrato ancora una volta come il suo nome sia sinonimo di affidabilità e costanza di rendimento, tanto da essere impiegato in tutte le 33 partite giocate in campionato dal primo minuto, di cui 32 per tutta la durata della gara (unica sostituzione il 29 ottobre contro il Sassuolo sul risultato di 4-0, per concedere gli ultimi 11 minuti al giovane Zanoli).

Di Lorenzo ha inoltre messo lo zampino nel trionfo segnando due gol decisivi in match fondamentali per il cammino dei partenopei: il primo nel derby d'andata contro la Salernitana, sbloccando nel recupero del primo tempo una gara dove il Napoli faticava a creare occasioni nitide, ed il secondo nella trasferta contro il Lecce del 7 aprile, aprendo le marcature (1-2 il risultato finale) dopo lo 0-4 casalingo subito nel turno precedente contro il Milan.

Stanislav Lobotka

Uno dei segreti dei successi del Napoli di Spalletti, nonché principale indiziato alle attenzioni degli allenatori avversari, è senza dubbio Stanislav Lobotka. Centrocampista e slovacco come Marek Hamsik, il classe 1994 è però un giocatore completamente diverso dall'ex capitano partenopeo. L'ex Celta Vigo entra difficilmente nel tabellino finale (1 gol e 1 assist il bottino totale), ma la sua presenza in campo si nota in ogni aspetto del gioco: è il primo a partecipare attivamente in difesa contrastando gli avversari ed intercettando le linee di passaggio (0.6 recuperi e 2.3 tackle a partita, con il 66% di contrasti vinti), mentre in fase di possesso rappresenta il motore dell'attacco partenopeo grazie alle sue doti in cabina di regia (70.5 tocchi per partita, con il 94% di precisione nei passaggi e il 78% nei dribbling).

Acquistato dal Napoli nel 2019, soltanto nella seconda metà dello scorso anno Lobotka si è imposto come uno dei giocatori più importanti della rosa partenopea ed uno degli insostituibili dell'11 titolare di Spalletti. Il tecnico di Certaldo, specialista nell'allenare registi puri come lo slovacco (vedasi il lavoro fatto con Pizarro alla Roma e con Brozovic all'Inter), non rinuncia praticamente mai al cervello di questo Napoli: Lobotka è sempre sceso in campo nelle 33 partite disputate dai campani, 30 delle quali da titolare.

Khvicha Kvaratskhelia

Riuscire a non far rimpiangere un vero e proprio simbolo del Napoli come Lorenzo Insigne sarebbe stato un arduo compito per chiunque, figuriamoci per un classe 2001 proveniente dalla Georgia. Khvicha Kvaratskhelia è un uragano che si è abbattuto sulla Serie A come pochissimi altri prima di lui a quell'età, arrivato in punta di piedi e diventato in pochissimo tempo l'idolo della tifoseria azzurra e l'incubo delle difese avversarie.

Il gol all'esordio in campionato contro il Verona aveva anticipato come il georgiano fosse sin da subito pronto per la Serie A, la doppietta casalinga contro il Monza – con due eurogol – una settimana più tardi aveva dimostrato che il ragazzo avesse davvero qualcosa di speciale. Da lì in poi altre 9 reti (per un totale di 12), che unite ai 10 assist serviti ai compagni fanno 22 partecipazioni al gol nelle sue prime 29 partite disputate in Serie A. I tifosi del Napoli lo hanno ribattezzato Kvaradona: il paragone ora come ora è ovviamente un'eresia, ma il nuovo soprannome del georgiano rende perfettamente l'idea dell'impatto avuto sulla città e sulla squadra partenopea.

Victor Osimhen

La maschera protettiva che indossa da oltre un anno dopo l'infortunio allo zigomo in un Inter-Napoli deve avergli conferito anche poteri sovrannaturali, permettendogli di diventare il supereroe che ha contribuito a suon di gol al terzo scudetto della storia del Napoli. Sin dal suo arrivo in Italia nell'estate del 2020 (prelevato dal Lille per circa 70 milioni di euro) Osimhen si è imposto come uno degli attaccanti più talentuosi e decisivi del nostro campionato, ma in questa stagione è arrivata la definitiva consacrazione dell'attaccante nigeriano ormai oggetto del desiderio dei club più importanti d'Europa.

A 6 giornate dal termine della Serie A 2022/23 Osimhen è lanciatissimo verso il primo titolo di capocannoniere della sua carriera, grazie ai 22 gol segnati in 27 presenze e nonostante i due infortuni accusati nel corso della stagione. L'allungo decisivo in classifica sferrato dal Napoli nei mesi di gennaio e febbraio porta la sua firma a caratteri cubitali: l'ex Lille entrò infatti nel tabellino dei marcatori in tutte le otto vittorie consecutive registrate tra il 17ª e il 24ª turno di Serie A, con 10 centri totali; nella seconda giornata del girone di ritorno, il 29 gennaio contro la Roma, il nigeriano aveva già pareggiato il suo record di gol in un singolo campionato siglato lo scorso anno (14). Victor Osimhen è stato l'emblema di questo Napoli: determinato, vivace e semplicemente infermabile.

Luciano Spalletti

Non poteva assolutamente mancare in questa lista l'organo principale del sistema Napoli, il maestro di un'orchestra che ha suonato alla perfezione per gran parte di questo campionato. Tanti dei traguardi raggiunti dai singoli sopracitati non sarebbero stati possibili senza prima passare dalla mente dell'allenatore di Certaldo, che festeggia il primo campionato vinto sulla panchina di una squadra italiana dopo i due successi in Russia con lo Zenit.

Dopo 2 Coppe Italia (2006/07 e 2007/08) e una Supercoppa Italiana (2007/08) vinte sulla panchina della Roma Luciano Spalletti aggiunge al suo palmarès il suo primo trofeo in Italia dopo un decennio e mezzo, scrollandosi di dosso quell'etichetta di eterno secondo affibbiatagli troppo spesso in passato. Il suo Napoli non vince, ma stravince il campionato italiano con ben cinque giornate d'anticipo e 18 punti di vantaggio sulle inseguitrici, grazie ai 25 successi, 5 pareggi e 3 sconfitte ottenuti in 33 match. I gol segnati sono 69, più di due di media per partita e 16 in più del secondo miglior attacco della Serie A, con al contempo la miglior difesa grazie ai 23 gol incassati. Un dominio incontrastato, firmato prima di ogni altro da Luciano Spalletti.


Mattia Gigliano

Sud pontiniano, 24 anni, malato di calcio, fantacalcio e pallacanestro. Amo scrivere, raccontare, informare.. e il rumore dei tasti premuti freneticamente che scheggia il flusso di parole nella mia testa.

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4 Atalanta

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5 Bologna

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7 Lazio

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8 Fiorentina

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10 Napoli

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13 Verona

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