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Champions League, quando non vince il migliore: i trionfi delle squadre sfavorite

Champions League, quando non vince il migliore: i trionfi delle squadre sfavorite
Iconsport / Onze

Sabato 10 giugno l’Inter di Inzaghi incontrerà il Manchester City di Pep Guardiola per la finale di Champions League a Istambul. Il valore della squadra inglese è indiscutibile, già vincitrice della Premier League e della FA Cup, e sono proprio i Citizens a partire come favoriti per la vittoria finale. I nerazzurri però possono mantenere alte le speranze, non solo perché negli incontri secchi può succedere di tutto, ma anche perché non sarebbe la prima volta che la squadra sfavorita alla vigilia del match alla fine solleva la coppa.

Ripercorriamo qui tutti le precedenti occasioni dove in una finale di Champions non ha vinto il migliore sulla carta.

Finale 1966-67: Celtic – Inter 2-1

La prima volta nella storia della Champions dove in una finale ha vinto una squadra che era nettamente sfavorita è accaduta nell’edizione 1966-67 proprio ai danni dell’Inter di Herrera. I nerazzurri arrivavano da due finali vinte nei tre anni precedenti, contro Real Madrid e Benfica, e alla loro terza finale in quattro anni erano i favoriti contro il Celtic di Stein, squadra invece alla prima esperienza in una finale internazionale. Nonostante il rigore segnato da Mazzola, l’Inter nel secondo tempo cala fisicamente, complice il caldo di Lisbona e l’assenza di Luis Suarez, e il Celtic cresce sulle fasce, arrivando a segnare con Gemmell e Chalmers e conquistando il 2 a 1 finale.

Finale 1982-82: Amburgo – Juventus 1-0

Nella finale di Champions dell’edizione 1982-83 la Juventus di Trapattoni aveva tutto il favore del pronostico contro l’Amburgo di Happel. I bianconeri, campioni d’Italia nello stesso anno, vantavano una forte presenza di giocatori azzurri che avevano vinto il mondiale del 1982, tra cui Paolo Rossi, capocannoniere dell’edizione, Gentile, Dino Zoff, Tardelli, Cabrini e Scirea, a cui si erano aggiunti Boniek e Platini. Sulla carta la Juve avrebbe dovuto vincere, invece l’Amburgo è passato in vantaggio dopo 9 minuti dall’inizio con un tiro dalla distanza di Magath che ha poi regalato la vittoria ai tedeschi nella loro seconda finale in Coppa dei Campioni.

Finale 1986-87: Porto – Bayern Monaco 2-1

Porto e Bayern Monaco, già vincitore di tre finali, si sono sfidati nella finale di Champions dell’edizione 1986-87, e a partire come super favoriti erano i tedeschi, complici anche le molte assenze di cui soffriva la squadra lusitana allenata da Artur Jorge. Il Bayern, guidato da Latteck, e in cui militavano Rummenigge e Matthaus in attacco e centrocampo, ha dominato il primo tempo, segnando con Kogl dopo un errore della difesa. Jorge nella ripresa adotta le giuste tattiche, inserendo Juary, e nel giro di tre minuti il Porto non solo pareggia con Madjler al 77’, ma passa in vantaggio con Juary all’80’, vincendo la Coppa Campioni per la prima volta.

Finale 1992-93: Marsiglia – Milan 1-0

Il Milan di Fabio Capello è arrivato alla finale di Coppa dei Campioni da favorito grazie alla vittoria in tutte le dieci gare disputate nel percorso, oltre che alle 23 reti segnate con solo un goal subito. I rossoneri avevano inoltre già vinto 4 finali di Champions nella loro storia.

A causa di errori sia tecnici che sul campo, con due palle goal mancate, la partita non volge in favore del Milan e sul finale del primo tempo i francesi di Goethals passano in vantaggio con Boli. I rossoneri non riescono ad entrare in partita nella ripresa e regalano la coppa al Marsiglia.

Finale 1993-94: Milan – Barcellona 4-0

Alla vigilia del match tra Milan e Barcellona per la finale di Champions 1993-94 sulla carta la partita non doveva essere nemmeno giocata tanto era il vantaggio del Barça e la sconfitta del Milan in finale contro il Marsiglia solo l’anno prima. Sebbene il Milan di Capello fosse giunto in finale imbattuto e con soli due goal subiti, non poteva contare su Costacurta e Baresi per la difesa in quanto entrambi squalificati, e si trovava davanti il Barcellona di Crujiff, che nelle 11 partite precedenti aveva segnato 26 goal.

Tutto volgeva quindi dalla parte dei blaugrana, ma nel primo tempo una doppietta di Massaro porta il Milan sul 2 a 0. Due minuti dopo la ripresa Savićević segna il terzo goal e Desailly cala il poker. Il Barcellona rimane fermo a 0 reti e il Milan ha potuto alzare il suo quinto trofeo in Coppa dei Campioni.

Finale 1996-97: Borussia Dortmund – Juventus 3-1

Il Borussia Dortmund di Hitzfeld, alla sua prima finale in Champions, partiva da sfavorito indiscusso contro la Juventus di Marcello Lippi, alla sua quinta finale, vincitrice dell’edizione precedente e prima nella graduatoria confederale. I bianconeri erano inoltre ritenuti la formazione più forte al mondo dopo aver vinto il mondiale per club l’anno prima.

Tuttavia, nonostante la pericolosità dell’attacco juventino sin dai primi minuti, nel primo tempo è il Dortmund ha conquistare un 2 a 0 con doppietta di Riedle. Nel secondo tempo il goal di Del Piero prova a riaprire l’incontro, ma Ricken firma il 3 a 1 e la vittoria tedesca.

Finale 2011-12: Bayern Monaco – Chelsea 4-5 (d.c.s)

Il Bayern Monaco partiva da favorito contro il Chelsea non solo per le otto finali di Champions già disputate, di cui 4 vinte, ma anche per il fattore campo, con l’incontro giocato all’Allianz Arena di Monaco di Baviera.

I tedeschi di Heynckes si sono caratterizzati per la grande aggressività mostrata sia nel primo che nel secondo tempo, ma il Chelsea di Di Matteo si difende bene e riesce a portare il match ai calci di rigore dopo il pareggio per 1 a 1. Dal dischetto il Bayern sbaglia due rigori e il Chelsea non perdona, laureandosi campione d’Europa per la prima volta.

Tutte le finali di Champions League tra squadre italiane e inglesi


Francesca Rossi

Appassionata di sport, libri, viaggi, auto, fogli di giornale...Classe '97, laureata in lingue orientali, cresciuta a pane e calcio in provincia di Bergamo, anche se la mia squadra del cuore non è l’Atalanta. A proposito, simpatizzo varie squadre ma non chiedetemi quali perché tendono ad essere come le scale di Hogwarts: gli piace cambiare. Scrivo di sport e betting da anni, ormai per passione. Nel corso della mia carriera di content writer ho scritto degli argomenti più disparati, sia in italiano che in inglese, dall’attrezzatura per uffici, fino al fantacalcio, ma la costante è stata il mondo del betting. L’amore per la scrittura è nato alle medie e sono certa che mi accompagnerà per tutta la vita. Se gioco a calcio oltre a scriverne? Certo, la mia specialità è fare il decimo della disperazione a calcetto.

Probabili formazioni Serie A

Classifica Serie A

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1 Monza

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