La Fiorentina non poteva iniziare peggio la stagione 2026/27. Tre partite, tre sconfitte, un solo gol segnato e nove subiti: numeri che non lasciano spazio a interpretazioni. Il 4-0 incassato a Roma all’esordio, il 3-0 in casa contro il Frosinone e infine il 2-1 subìto dal Torino — con i fischi assordanti del Franchi — hanno convinto la dirigenza ad agire con decisione. Nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 settembre, dopo una giornata di riflessioni tra Commisso, Paratici, Ferrari e Goretti, è arrivato il comunicato: Fabio Grosso esonerato, primo allenatore a saltare in questa Serie A.
Una decisione maturata con tempi che in molti non si aspettavano — appena tre giornate — ma che si spiega con il peso dell’investimento estivo e le ambizioni del centenario viola. La Fiorentina ha operato una rivoluzione sul mercato, spendendo oltre 130 milioni di euro: Mastantuono dal Real Madrid, Atta dall’Udinese, Dragusin dal Tottenham, Viery dal Gremio, Valdepenas dal Real Madrid, Pedro Gonçalves dallo Sporting Lisbona, Beto dall’Everton, Njie dal Torino, Gnonto dal Leeds, Oulai dal Trabzonspor, Jimenez dal Bournemouth, Joao Mario dalla Juventus e Pellegrino dal Parma. Tredici innesti per cambiare pelle dopo una stagione soffertissima, con la salvezza arrivata appena all’ultima giornata. Non era certo per retrocedere di nuovo che erano stati investiti tutti questi soldi.
Il ritorno di Vanoli: perché proprio lui
La scelta della dirigenza è ricaduta su un volto noto: Paolo Vanoli, che la scorsa stagione aveva già salvato la Fiorentina da una situazione disperata. Subentrato a Pioli il 7 novembre 2025 con la squadra ultima in classifica — appena sette punti in dieci giornate, una sola vittoria, e un ambiente in rivolta — Vanoli era riuscito nell’impresa di raddrizzare la stagione e portare i viola alla salvezza.
I numeri parlano chiaro. Nelle 28 partite di campionato sotto la sua guida, la Fiorentina ha conquistato 38 punti (nove vittorie, undici pareggi e otto sconfitte), con una media di 1,36 punti a partita: un rendimento da metà classifica, che se proiettato su un campionato intero avrebbe fruttato circa 52 punti. Ma il dato più impressionante riguarda la seconda parte della sua gestione: dopo il passaggio definitivo al 4-3-3, dal 21 dicembre in poi, la squadra ha raccolto 36 punti in 23 gare (1,57 di media), con punte da zona Europa nel girone di ritorno.
Per la Fiorentina, un miglioramento drastico rispetto all’era Pioli, che nei primi dieci turni aveva prodotto appena 0,7 punti a partita con otto gol fatti e quindici subiti.
La speranza della dirigenza è che questa volta, con un intervento più tempestivo — dopo tre giornate anziché dopo dieci — Vanoli possa salvare non solo la salvezza ma anche le ambizioni di una stagione che doveva essere ben diversa.
Modulo: sarà ancora 4-3-3, ma con un atteggiamento diverso
Anche sotto Grosso, la Fiorentina ha giocato con il 4-3-3 (o una sua variante, il 4-3-2-1 con due trequartisti). Ed è lo stesso modulo a cui Vanoli era approdato dopo un periodo di rodaggio nella sua prima esperienza viola.
All’arrivo a novembre 2025, Vanoli aveva ereditato il 3-5-2 di Pioli e lo aveva mantenuto per le prime cinque partite (giornate 11-15), raccogliendo solo due punti. La svolta era arrivata il 21 dicembre, con il 5-1 all’Udinese: prima partita con il 4-3-3, modulo che sarebbe poi diventato il marchio di fabbrica della rinascita viola.
Considerata la rosa attuale, ricchissima di esterni offensivi — Mastantuono, Njie, Pedro Gonçalves, Gnonto — è molto probabile che Vanoli confermi il 4-3-3. Tuttavia, il suo sarà un 4-3-3 meno spregiudicato rispetto a quello proposto da Grosso: più attenzione alla fase difensiva, più compattezza, meno rischi in uscita. La priorità iniziale sarà dare solidità a una squadra che in tre partite ha subìto nove gol, una media catastrofica di tre a partita.
Chi cambia a centrocampo: Fagioli torna centrale
Per il fantacalcio, il centrocampo è il reparto da tenere più d’occhio. Il primo grande beneficiario del ritorno di Vanoli è Nicolò Fagioli. L’ex Juventus, in questa stagione, ha giocato tutte le tre partite di campionato — circa 239 minuti complessivi tra campionato e Coppa Italia — ma senza mai incidere realmente nel gioco di Grosso, dove si spartiva il ruolo con Oulai e Brescianini.
La scorsa stagione la storia era stata diversa: sotto Vanoli, Fagioli era diventato il regista inamovibile del centrocampo, uno dei giocatori più valorizzati dell’intera rosa, il perno intorno a cui ruotava la manovra. Non a caso, i suoi migliori numeri al fantacalcio erano coincisi proprio con il periodo in cui Vanoli gli aveva affidato le chiavi del gioco.
Con il ritorno del tecnico, Fagioli è destinato a tornare play titolare nel cuore del centrocampo, nettamente favorito su Oulai per la regia. Accanto a lui, Atta e Ndour si contenderanno le due maglie di mezzala, con Brescianini come alternativa. Per chi lo ha in rosa al fantacalcio, Fagioli potrebbe tornare a essere un centrocampista da sufficienza piena e bonus occasionali.
Difesa: Dodò torna titolare, Viery a rischio panchina
In difesa, il cambio più significativo potrebbe riguardare le fasce. Dodò, rimasto a Firenze nonostante le voci di mercato, è pronto a riprendersi il posto da titolare sulla fascia destra. Era un titolarissimo sotto Vanoli nella scorsa stagione, poi messo in discussione da Grosso che gli aveva preferito Joao Mario, arrivato in prestito dalla Juventus.
Al centro, la coppia Dragusin-Viery non ha dato le garanzie sperate in queste prime tre uscite, e qui entra in gioco un altro fattore Vanoli: Luca Ranieri, che nella scorsa stagione era stato impiegato dal tecnico in 32 partite su 38 in tutte le competizioni. Con Vanoli, Ranieri potrebbe scalzare Viery — il brasiliano, pagato 15 milioni e schierato titolare da Grosso, rischia di finire in panchina. Anche Pongracic potrebbe ritrovare spazio dopo essere finito ai margini.
A sinistra la situazione resta aperta tra Jimenez e Valdepenas: entrambi hanno deluso nelle prime uscite, soprattutto in fase difensiva. Sarà una delle prime grane da risolvere per Vanoli.
Attacco: occhio a Njie, Beto insidia Pellegrino
Sulle ali, il nome caldo è Alieu Njie. Lo svedese di origini gambiane ha un legame speciale con Vanoli: è stato proprio il tecnico varesino a lanciarlo in Serie A con la maglia del Torino nel 2024, facendolo esordire e dandogli continuità fino al primo gol decisivo contro il Como. Njie è approdato alla Fiorentina in estate dal Torino, e contro la sua ex squadra ha subito fatto il suo esordio da titolare, sfiorando il gol dopo appena un minuto. Con Vanoli in panchina, è lecito aspettarsi che Njie riceva una fiducia ancora maggiore, in un ruolo di esterno sinistro che gli è congeniale. Attenzione però alla concorrenza: da quel lato può giocare anche Pedro Gonçalves, nome caldo dell’ultimo giorno di mercato arrivato dallo Sporting Lisbona, che Vanoli potrebbe sfruttare come jolly tra centrocampo e attacco. E non va esclusa nemmeno l’ipotesi Atta in posizione avanzata, qualora Vanoli decidesse di schierarlo più alto sulla trequarti — un esperimento che sposterebbe gli equilibri dell’intero reparto offensivo.
Sull’altra fascia, Mastantuono — esterno a piede invertito, esattamente il tipo di giocatore che Vanoli predilige — appare intoccabile. Gnonto resta come alternativa per le rotazioni.
Al centro dell’attacco, il ballottaggio tra Beto e Pellegrino è destinato a riaprirsi completamente. L’argentino si è sbloccato con il gol contro il Torino, ma Beto potrebbe risultare più adatto al gioco di Vanoli: un centravanti fisico, di movimento, capace di far salire la squadra e di attaccare la profondità, caratteristiche più vicine a quelle di Kean, che con Vanoli la scorsa stagione aveva segnato otto gol in campionato. Sono attaccanti diversi e Vanoli li alternerà, ma per il fantacalcio Beto potrebbe recuperare posizioni nelle gerarchie.
Confronto: la Fiorentina prima e dopo Vanoli nel 2025/26
Per capire l’impatto che Vanoli potrebbe avere, basta confrontare i numeri della scorsa stagione:
| Partite | V | N | S | Punti | Media pts | Gol fatti | Gol subiti | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Pioli (gg. 1-10) | 10 | 1 | 4 | 5 | 7 | 0,70 | 8 | 15 |
| Vanoli (gg. 11-38) | 28 | 9 | 11 | 8 | 38 | 1,36 | 35 | 34 |
| di cui con 3-5-2 (gg. 11-15) | 5 | 0 | 2 | 3 | 2 | 0,40 | 4 | 10 |
| di cui con 4-3-3 (gg. 16-38) | 23 | 9 | 9 | 5 | 36 | 1,57 | 31 | 24 |
| Grosso (2026/27, gg. 1-3) | 3 | 0 | 0 | 3 | 0 | 0,00 | 1 | 9 |
Il dato che salta all’occhio è la differenza tra il Vanoli del 3-5-2 (fase di transizione) e il Vanoli del 4-3-3: da 0,40 a 1,57 punti a partita, con i gol subiti che passano da due a gara a poco più di uno. È il 4-3-3 il modulo della rinascita, e sarà quello che Vanoli riprenderà subito.
La probabile formazione con Vanoli
(4-3-3): De Gea; Dodò, Dragusin, Ranieri, Jimenez; Ndour, Fagioli, Atta; Mastantuono, Beto, Njie.
Consigli fantacalcio: chi sale e chi scende
Salgono: Fagioli (torna regista titolare, sufficienza quasi assicurata), Dodò (si riprende la fascia destra), Njie (il “pupillo” di Vanoli, potrebbe esplodere), Beto (più adatto al gioco del nuovo tecnico), Ranieri (titolare certo in difesa).
Scendono: Viery (da titolare a riserva), Joao Mario (perde il posto a favore di Dodò), Oulai (meno spazio con Fagioli regista), Brescianini (arretra nelle rotazioni), Valdepenas (resta in bilico).
Occhio a: Pedro Gonçalves (jolly offensivo, Vanoli potrebbe utilizzarlo in più ruoli), Pongracic (possibile rilancio in difesa — Dragusin finora non ha dato certezze), Atta (se schierato in posizione avanzata può diventare un tuttocampista da bonus).