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Serie A, inversione di tendenza? È l’unico campionato top senza 0-0: e pensare che negli ultimi anni…

Serie A, inversione di tendenza? È l’unico campionato top senza 0-0: e pensare che negli ultimi anni…
IMAGO / Gribaudi/ImagePhoto

Zero su cinquanta. Nessuno 0-0 in cinque giornate di campionato. È la Serie A 2026/27, e se vi sembra un dettaglio statistico, aspettate di leggere cosa succedeva fino a pochi mesi fa. Mentre la maxi-sosta tiene il campionato fermo fino al 10 ottobre e le nazionali si danno battaglia in Nations League, è il momento perfetto per analizzare un dato che racconta una piccola rivoluzione.

La nostra massima serie è oggi l’unico campionato tra i cinque grandi d’Europa a non aver prodotto nemmeno un pareggio a reti bianche in questo avvio di stagione. In cinquanta partite c’è sempre stato almeno un gol. Nel frattempo, la Premier League ne ha già collezionati 5 (il 10% delle gare disputate), la Liga e la Ligue 1 si attestano a quota 4, la Bundesliga a 3. La Serie A? Un rotondo, meraviglioso zero.

Il paradosso italiano: da maglia nera a caso unico in Europa

Il bello — o il paradosso, a seconda dei punti di vista — è che la Serie A era diventata negli ultimi anni il campionato degli 0-0 per eccellenza. I numeri parlano da soli e non ammettono repliche.

Nella stagione 2025/26, il nostro campionato ha registrato 36 partite su 380 terminate a reti bianche: quasi una ogni dieci gare, il dato più alto tra tutti i top 5 europei. La Premier League, da sempre considerata il campionato più spettacolare, ne aveva totalizzati 27, la Ligue 1 addirittura 23. Persino la Liga, storicamente prodiga di risultati bloccati, si era fermata a 15.

Non è stato un caso isolato. Anche nella stagione 2024/25 la Serie A aveva guidato questa poco invidiabile classifica con 28 pareggi a reti bianche, davanti a Bundesliga (22), La Liga (21), Premier League (16) e Ligue 1 (14). E nel 2023/24? Secondo posto con 30, a un solo 0-0 di distanza dalla Liga che ne aveva totalizzati 31.

Tre stagioni consecutive in cui il calcio italiano aveva il primato — o quasi — delle partite senza gol. E ora, improvvisamente, l’inversione.

Lo 0-0 nei cinque grandi campionati europei (ultimi 10 anni)

Partite finite 0-0
2017/18 → 2026/27 · Stagione intera (dati parziali per 2026/27)
0 10 20 30 40 50 17/18 18/19 19/20 20/21 21/22 22/23 23/24 24/25 25/26 26/27 0
🇫🇷 Ligue 1 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Premier League 🇪🇸 La Liga 🇩🇪 Bundesliga 🇮🇹 Serie A
📊 Vedi i dati completi stagione per stagione
Stag. L1 PL Liga BL Serie A
26/274/455/505/693/360/50
25/2623/30527/38015/38012/30636/380
24/2514/30516/38021/38022/30528/380
23/2427/30611/38031/38013/30630/380
22/2326/38023/38026/38015/30620/381
21/2224/38022/38043/38016/30622/380
20/2126/38030/38030/38018/30620/380
19/2021/27921/38033/38012/30621/380
18/1932/38022/38028/38017/30634/380
17/1821/38032/38028/38021/30628/380

In rosso il dato più alto di ciascuna stagione. Dati 2026/27 aggiornati alla 5ª giornata.

Un record che mancava da 77 anni

L’ultimo 0-0 della Serie A risale al 10 maggio 2026: Fiorentina-Genoa al Franchi, con i viola che avevano bisogno di un punto per la salvezza aritmetica e non si sono certo preoccupati di dare spettacolo. Da quel giorno sono passati oltre quattro mesi e 73 partite consecutive senza un pareggio a reti bianche, contando la coda della scorsa stagione e le prime cinque giornate della nuova.

Per trovare un avvio di campionato così “generoso” in termini di gol bisogna sfogliare l’almanacco fino al 1949/50, l’unica altra stagione in cui le prime cinque giornate si giocarono senza un singolo 0-0. All’epoca il primo arrivò solo alla settima giornata: Milan-Lazio. Sono passati 77 anni.

Perché è cambiato tutto: l’effetto Orsato

Dietro questo ribaltamento non c’è solo il caso. C’è una rivoluzione arbitrale voluta dal nuovo designatore Daniele Orsato, affiancato dal direttore tecnico dell’AIA Domenico Messina. Il tempo effettivo di gioco è schizzato a una media di 59 minuti e 31 secondi, oltre cinque minuti in più rispetto ai 54 della scorsa stagione — quando la Serie A era ultima tra i grandi campionati per pallone in movimento.

Le nuove regole IFAB hanno fatto il resto: sostituzioni da completare in dieci secondi, countdown di cinque secondi per le rimesse quando l’arbitro rileva perdite di tempo, obbligo per il calciatore che richiede l’intervento medico di restare fuori dal campo per un minuto. Il messaggio è chiaro: si gioca.

E i risultati si vedono. In queste prime giornate la Serie A ha prodotto 145 gol in 50 partite, una media di 2,9 reti a partita, contro i 137 dello stesso periodo dell’anno scorso. Dal 5-3 tra Inter e Udinese al 2-2 dell’Olimpico tra Roma e Inter, i big match non si sottraggono alla regola del gol.

Non solo: nelle prime tre giornate non è stato assegnato nemmeno un calcio di rigore in 30 partite. Un record assoluto nell’era del campionato a venti squadre, che ha contribuito a rendere ancora più “genuini” i gol segnati.

E al Fantacalcio? Meno clean sheet, più bonus

Per i fantallenatori la scomparsa degli 0-0 ha un risvolto molto concreto. Meno partite a reti bianche significa, in linea di principio, meno clean sheet per i portieri e le difese. E infatti dopo cinque giornate solo quattro portieri — Caprile (Cagliari), Vicario (Juventus), Mandas (Lazio) e Svilar (Roma) — hanno raggiunto tre porte inviolate. La scorsa stagione a questo punto del campionato i numeri erano decisamente più generosi per gli estremi difensori.

Attenzione, però: meno 0-0 non significa automaticamente più gol. Significa soprattutto che le partite producono almeno una rete, riducendo quelle gare frustranti dove né attaccanti né centrocampisti portano a casa bonus. È una sfumatura importante. Il dato sui gol complessivi (145 contro 137) mostra un incremento modesto, ma la distribuzione è più equa: non ci sono più quelle “partite fantasma” che al Fantacalcio equivalgono a una giornata buttata per chi schiera giocatori delle squadre coinvolte.

In soldoni: meno rischio di “zero spaccato” nella casella dei bonus, soprattutto per gli attaccanti e i trequartisti. Dall’altra parte, chi ha puntato forte sui difensori e i portieri dovrà calibrare le aspettative, perché il bonus imbattibilità sarà merce più rara.

Ma soprattutto, ne guadagna lo spettacolo

Al di là delle implicazioni fantacalcistiche, c’è un aspetto che conta più di ogni statistica: la Serie A aveva un disperato bisogno di (provare a) tornare divertente. Per anni il nostro campionato è stato etichettato — spesso a ragione — come troppo tattico, troppo lento, troppo prevedibile. Un campionato dove la paura di perdere superava sistematicamente il desiderio di vincere.

Il fatto che oggi l’Italia sia l’unico grande campionato europeo a non aver prodotto uno 0-0 sarebbe stato impensabile solo dodici mesi fa, quando eravamo il Paese dei 36 pareggi a reti bianche in una sola stagione.

Cinque giornate sono un campione statistico limitato e la Serie A tornerà certamente a produrre 0-0 — fa parte del gioco. Ma la direzione è tracciata. E se anche solo una parte di questa tendenza dovesse consolidarsi nel corso della stagione, il campionato italiano avrà compiuto un passo importante verso quella spettacolarità che il calcio moderno richiede e che i tifosi meritano.

Perché, alla fine, è questo il punto: lo zero più bello della Serie A non è quello sul tabellone del risultato, ma quello nella colonna degli 0-0.


Fabio Larosa

Giornalista professionista, co-fondatore e direttore di calciodangolo, ma niente di serio. Ho pubblicato il mio primo articolo su un giornale quando avevo 19 anni, ma non mi piace contare quanti ne siano passati. Il mio motto é:

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