La Serie A 2026/27 resta il campionato più avaro di rigori tra i top 5 europei. Dopo il digiuno storico delle prime tre giornate, i primi penalty sono arrivati tra la quarta e la quinta giornata: ma il confronto con gli altri grandi campionati racconta un divario enorme. Ecco tutti i numeri e cosa cambia al fantacalcio.
La Serie A ha perso il dischetto? La maxi-sosta per la Nations League ci dà il tempo — e i dati — per fare un bilancio più completo su uno dei temi più discussi di questo avvio di campionato: i rigori. O meglio, la loro quasi totale assenza. Se non hai ancora letto la nostra guida alla Nations League, fallo ora: ci sarà da aspettare prima di rivedere la Serie A, con lo spazio all’Italia di Mancini.
Come avevamo raccontato nel nostro primo approfondimento, le prime tre giornate si erano chiuse con un dato storico: zero rigori assegnati in trenta partite, un evento senza precedenti nella storia recente della Serie A. La nostra classifica rigori aggiornata era rimasta immacolata.
Poi, tra la quarta e la quinta giornata, qualcosa si è mosso. Ma i numeri restano microscopici — e il confronto europeo lo conferma in modo impietoso.
I rigori della Serie A: tutti gli episodi della quarta e quinta giornata
Dopo 30 partite a secco, la quarta giornata ha rotto il digiuno con i primi due rigori della stagione:
4ª giornata — Genoa-Frosinone 1-1: fallo di mano di Cittadini sul tiro di Baldanzi, il primo e fin qui unico episodio dell’intero campionato in cui l’arbitro è stato richiamato al monitor per una on-field review. L’arbitro Rapuano ha confermato il rigore, ma Colombo ha sbagliato dal dischetto. Il Genoa era sotto 0-1 al momento del penalty. La partita è finita 1-1 con il pareggio arrivato su azione.
4ª giornata — Atalanta-Cagliari 1-2: al 61′ Maldini ha trasformato il rigore che ha portato in vantaggio il Cagliari. La partita è finita 1-2 per i sardi, con Maldini protagonista assoluto.
Nella quinta giornata i rigori sono saliti a tre:
5ª giornata — Monza-Sassuolo 2-1: Varela ha segnato il rigore del 2-0, calciando alla sinistra del portiere e spiazzando Muric.
5ª giornata — Venezia-Lazio 0-2: la partita più “rigorifera” della stagione, con due penalty nella stessa gara. Prima Yeboah si è visto parare il rigore da Mandas nel primo tempo, con il Venezia che ha sprecato l’occasione di riaprire la partita. Poco dopo Zaccagni ha segnato il rigore che ha aperto la gara, che sarebbe finita poi 0-2. Due rigori, due storie opposte nella stessa sera: il dischetto ha tolto al Venezia e dato alla Lazio.
Il totale dopo cinque giornate è di 5 rigori assegnati: 3 segnati e 2 sbagliati. Un numero che, a confronto con i campionati europei, fa impressione.
Il confronto europeo: la Serie A è ultima tra i top 5 campionati
Abbiamo analizzato i dati sui rigori assegnati nei cinque grandi campionati europei in questo inizio di stagione 2026/27. Il risultato non lascia spazio all’interpretazione: la Serie A è l’ultimo campionato d’Europa per rigori assegnati, sia in termini assoluti che relativi.
I numeri sono impietosi. La Liga, che ha giocato 7 giornate, ha già assegnato 25 rigori con una media di 3.6 per turno — cinque volte quella della Serie A. La Ligue 1, a parità di giornate giocate, ne conta 13 con il 100% di realizzazione. Persino la Bundesliga, con una giornata in meno, ha avuto più rigori della Serie A.
Il dato più eloquente è la media per partita: 0.10 in Serie A, il che significa un rigore ogni dieci partite. In Spagna siamo a 0.36, cioè un rigore ogni tre partite circa. La differenza è abissale.
Il dettaglio giornata per giornata nei top 5 campionati
Per capire quanto la tendenza sia strutturale e non episodica, è utile guardare l’andamento giornata per giornata. In Serie A, le prime tre giornate sono state a zero rigori — un caso unico tra tutti i campionati europei. Alla quarta giornata, quando la Serie A ha finalmente ottenuto i primi 2 penalty, la La Liga ne aveva già collezionati 14.
Colpisce il dato della La Liga: il campionato spagnolo non è mai sceso sotto i 3 rigori per giornata nelle ultime tre giornate, con un’impressionante costanza di 4 penalty a turno dalla quinta alla settima giornata. Un altro mondo rispetto alla Serie A.
Interessante anche il caso Ligue 1: il campionato francese ha registrato il picco nelle prime due giornate (4 e 5 rigori) per poi calare drasticamente — zero rigori alla quarta giornata e solo 1 alla quinta. Un andamento a singhiozzo che però, nel complessivo, produce comunque numeri più che doppi rispetto alla Serie A.
Perché la Serie A è così indietro? Il ruolo del VAR e di Orsato
La spiegazione va cercata nella combinazione di due fattori: il cambio di filosofia arbitrale imposto da Daniele Orsato come designatore e il conseguente azzeramento delle revisioni al VAR.
Nelle prime cinquanta partite di campionato si è registrata una sola on-field review — quella di Genoa-Frosinone per il tocco di mano di Cittadini. Negli ultimi due campionati, la media era di circa cinque revisioni al monitor per giornata, cioè una ogni due partite. La differenza è monumentale.
In Spagna e Francia, dove il VAR continua a intervenire con maggiore frequenza, i rigori fioccano. Il messaggio degli arbitri italiani è chiaro: quest’anno si fischia meno, si va meno al monitor, e il contatto in area non è più automaticamente sinonimo di penalty. Che sia una scelta giusta o sbagliata è materia di dibattito, ma il dato è inequivocabile.
E al fantacalcio? Il “premio rigorista” vale ancora meno
Nel nostro precedente articolo avevamo già lanciato l’allarme: con la tendenza attuale, i rigoristi vanno rivalutati al ribasso. Cinque giornate dopo, i numeri non solo confermano quella tesi ma la rafforzano.
Nella scorsa stagione 2025/26, a questo punto del campionato erano già stati assegnati 12 rigori. Nel 2024/25 addirittura 20. Quest’anno siamo fermi a 5. Se la proporzione dovesse mantenersi, la Serie A chiuderebbe con circa 38 rigori in tutta la stagione — meno della metà dei 82 del 2024/25 e quasi un quarto dei 132 del 2023/24.
Chi ha investito pesantemente all’asta del fantacalcio su un giocatore “perché è rigorista” potrebbe trovarsi con un rendimento ben inferiore alle aspettative. Il rigore non è scomparso — come dimostra la quarta e quinta giornata — ma la sua frequenza è così ridotta che il valore aggiunto del rigorista si è dimezzato.
Il consiglio, per chi deve ancora aggiornare la propria fantasquadra, è chiaro: puntare su giocatori che producono a prescindere dal dischetto. Se il rigore arriva, è un bonus. Se non arriva — e i dati dicono che arriverà molto meno spesso del previsto — non deve essere un problema.
La Serie A ha perso il dischetto. E il resto d’Europa, intanto, continua a calciare.