Tre giornate, trenta partite, zero rigori. Un dato che nella storia della Serie A rappresenta una grossa anomalia dal dischetto: la nostra classifica rigori assegnati aggiornata è ancora vuota. La stagione 2026/27 ha già prodotto un piccolo record che racconta, più di qualsiasi analisi tattica, la portata del cambiamento imposto da Daniele Orsato come nuovo designatore arbitrale. E per chi gioca al fantacalcio, i segnali sono chiarissimi.
La rivoluzione Orsato: zero chiamate VAR, zero rigori
Il dato più clamoroso non riguarda soltanto i rigori. Nelle prime tre giornate di campionato non si è registrata nemmeno una chiamata al VAR: solo check silenziosi, senza che nessun arbitro venisse richiamato al monitor. È la prima volta che succede dall’introduzione della tecnologia in Serie A, e il segnale è inequivocabile: l’arbitro è tornato al centro della scena, responsabile in prima persona delle proprie decisioni.
La filosofia è quella del cosiddetto “metodo europeo”: il contatto non è più automaticamente sinonimo di fallo, si lascia correre di più, il gioco viene tutelato nella sua continuità e dinamicità. La convinzione alla base delle nuove direttive è che l’arbitro debba tornare a essere una figura centrale, coraggiosa e indipendente nelle proprie decisioni, consapevole di poter usare la tecnologia solo per correggere errori evidenti.
Il risultato pratico? Meno interruzioni, meno proteste, meno simulazioni. E un solo cartellino rosso in tre giornate intere, peraltro comminato per proteste.
Il confronto con le stagioni passate: quanti rigori venivano assegnati
Per capire quanto sia anomalo lo zero di quest’anno, basta guardare i rigori assegnati nelle prime tre giornate delle ultime cinque stagioni. Quanti rigori venivano assegnati nelle prime 3 giornate nelle scorse stagioni? Il 2023/2024 e il 2024/2025 presentano un conto salatissimo nel confronto.
| Stagione | G1 | G2 | G3 | Totale prime 3G |
|---|---|---|---|---|
| 2026/27 | 0 | 0 | 0 | 0 |
| 2025/26 | 0 | 3 | 1 | 4 |
| 2024/25 | 5 | 4 | 3 | 12 |
| 2023/24 | 2 | 4 | 6 | 12 |
| 2022/23 | 3 | 0 | 1 | 4 |
E quanti ne venivano assegnati in totale a stagione, per giornata e per partita?
| Stagione | Rigori totali | Media/giornata | Media/partita |
|---|---|---|---|
| 2026/27 | 0 | 0.0 | 0.00 |
| 2025/26 | 106 | 2.8 | 0.28 |
| 2024/25 | 82 | 2.2 | 0.22 |
| 2023/24 | 132 | 3.5 | 0.35 |
| 2022/23 | 109 | 2.9 | 0.29 |
Il divario è enorme. Nelle due stagioni più “generose” dal dischetto (2023/24 e 2024/25), dopo tre giornate erano già stati assegnati 12 rigori. Anche le annate con un avvio più contenuto — 2022/23 e 2025/26 — avevano comunque prodotto 4 penalty a questo punto del campionato. Quest’anno siamo fermi a zero.
Il 2023/24 resta la stagione record recente con 132 rigori complessivi, una media di 3.5 per giornata e uno ogni tre partite circa (0.35 per match). All’opposto, il 2024/25 ha chiuso con il totale più basso del quadriennio: 82 rigori in tutta la stagione, appena 2.2 a giornata. La tendenza al ribasso era già in atto, ma quest’anno sembra aver subito un’accelerata drastica.
Non è solo un caso: il trend è strutturale
La tentazione è liquidare lo zero con un “è presto, arriveranno”. La chiave è il cambio di approccio arbitrale. Meno fischi in area, meno revisioni al monitor, meno situazioni grigie trasformate in penalty. Le direttive di Orsato chiedono agli arbitri di non cercare il contatto come pretesto per fischiare, e la risposta dei direttori di gara — almeno finora — è stata compatta.
Le conseguenze al fantacalcio: rigoristi da rivalutare al ribasso
Qui si arriva al punto che interessa milioni di fantallenatori. Se la tendenza tiene — e tutto lascia pensare che le direttive di Orsato non verranno ammorbidite a stagione in corso — questa sarà una Serie A con molti meno rigori di quante ne abbiamo viste negli ultimi anni.
Questo ha un impatto diretto sulla valutazione dei rigoristi all’asta del fantacalcio. In un campionato da 130 rigori come il 2023/24, il rigorista designato di una big poteva aspettarsi 8-10 penalty a stagione: un bottino che da solo giustificava una valutazione premium. In una stagione da 80-90 rigori, quel numero scende a 5-6 — e con la tendenza attuale, potrebbe calare ulteriormente.
La conseguenza pratica è semplice: i rigoristi vanno pagati meno all’asta. Chi nelle scorse stagioni investiva 30-40 crediti su un attaccante in parte “perché calcia i rigori” quest’anno dovrebbe ridimensionare quella componente di prezzo. Il rigore non è più una certezza periodica, ma un evento più raro e meno prevedibile.
Questo vale soprattutto per quei giocatori che costruivano una parte significativa del proprio rendimento fantacalcistico proprio sui penalty: centrocampisti e attaccanti con medie voto nella norma ma con un bonus rigori che gonfiava il fantavoto complessivo. Senza quella rete di sicurezza, il loro valore reale si abbassa.
Non significa che i rigoristi non valgano nulla. Significa che il “premio rigorista” — quei crediti extra che si pagano all’asta per avere il tiratore designato — va ridotto sensibilmente. Meglio distribuire quelle risorse su giocatori dal rendimento più costante e meno dipendente da episodi che, stando ai numeri, quest’anno saranno ancora più rari.